Ottaviano: nella chiesa di San Giovanni e all’Oratorio il presente si fa subito storia…

0
817
Ottaviano: nella chiesa di San Giovanni e all’Oratorio il presente si fa subito storia…

Gli eventi di questi giorni ci ricordano che Santa Barbara venne ringraziata dagli Ottajanesi anche dopo l’eruzione del 1929 e che nel 1860 nella chiesa dell’Oratorio venne invocata la protezione della Madonna per le decine di Ottajanesi che, soldati dell’esercito borbonico, difendevano Gaeta assediata dall’esercito piemontese. Il figlio di Riccardo de Sangro, loro condottiero, trasferì il domicilio da Napoli a Ottajano, per godere della protezione di Giuseppe IV Medici. La storia di Ottajano è ricca di “memorie” che sono diventate “segni” della comunità.

 Il dott. Francesco Annunziata, priore della Congrega “Santa Maria Visita poveri”, e i “fratelli” della Congrega hanno organizzato nell’Oratorio la tradizionale Mostra presepiale, splendida testimonianza dell’artigianato che si fa arte. Preziosi “presepi” sono stati esposti al pubblico anche nella Cappella del Vaglio: e ha ragione la signora Pina Salierno quando dice che tutto il Vaglio è un magico “teatro” di colori, di forme e di immagini del Sacro: e si spera che accada un miracolo, e cioè che nessuno colleghi il nome del luogo al “valeat” che, molti secoli fa, sarebbe stato pronunciato sulla soglia della cappella da un Papa: “la mia benedizione valga, “valeat”, per tutti, per chi è riuscito a entrare nella cappella e per chi è rimasto fuori”. “Vaglio”, invece, viene da “valleus” il “vallone”, l’alveo che costeggia l’antica strada. I basoli e le pietre e il fascino del rumoroso silenzio mi “spingono” a ricordare quel Natale del 1860 quando Giuseppe IV Medici, principe di Ottajano, chiese ai “fratelli” della Congrega di distribuire ai poveri i “pacchi” di pane e di pasta, e di invocare la protezione della Madonna e di Gesù per i 103 soldati ottajanesi che a Gaeta stavano combattendo l’ultima battaglia dell’esercito borbonico contro i piemontesi di Cialdini. Il comandante dei borbonici assediati in Gaeta era “sua Eccellenza il Duca Don Riccardo de Sangro”, il cui figlio, don Nicola, aveva trasferito il suo domicilio da Napoli- strada Nilo, n.7-  a Ottajano, nel Palazzo del principe Giuseppe IV: e il 25 settembre il sindaco Raffaele Mezza aveva dato il suo consenso a questo “mutamento di domicilio”. A Ottajano il principe Giuseppe, ancora “borbonico”, avrebbe protetto Nicola dagli attentati degli antiborbonici. Qualche anno dopo Giuseppe passò con i Savoia, ma questa è un’altra storia. Nella sacrestia dell’Oratorio, in un cuore d’argento, sono conservati i biglietti scritti con cui le madri ottajanesi affidavano alla Madonna la vita dei figli che partivano per le guerre del Novecento. Tutti i luoghi di Ottaviano sono “libri” di storia vera: ma il Vaglio conserva ancora i colori e i silenzi del passato. La “memoria “liturgica di Santa Barbara che si celebra nella Chiesa di San Giovanni è memoria recente, ma ha già la sostanza della tradizione, grazie all’impegno di Don Salvatore Mungiello, alla presenza del Vescovo di Nola, alla devozione di Vincenzo Caldarelli e di tutti i “praocchiani” e alla mistica prontezza con la quale i protagonisti del “ringraziamento” portano in chiesa i cesti colmi dei frutti della Terra, saporoso “documento” del loro lavoro, della loro gioia, della speranza che tornino la vita e la fecondità nelle vigne, negli orti e nelle selve di Ottaviano e che i giovani si accorgano dei tesori nascosti sui “tuori” che circondano la nostra città. Nel giugno del 1929 una eruzione del Vesuvio, breve e intensa, devastò gli “Avini”, quartiere di Terzigno, e distrusse, con il fuoco e con la cenere, selve e orti alla Zabatta. Il Vesuvio risparmiò il territorio di Ottaviano, e le fiamme che divamparono nelle vigne sul “Papiglione” e nelle selve dei “Cerri” vennero spente rapidamente dai contadini e dalle forze dell’ordine. Gli Ottajanesi fornirono vitto e alloggio agli abitanti di Terzigno, e nel settembre dedicarono una “pubblica festa” a Santa Barbara, che protegge dai fuochi di qualsiasi origine ed è patrona della Natura fertile, dei suoi frutti e di chi dedica a tutto questo il suo lavoro e la sua passione. La Mostra Presepiale, la “Memoria” di Santa Barbara, i Mercatini, i progetti dell’ Amministrazione del Comune e delle Associazioni storiche e di quelle costituite di recente “muovono” interesse, attenzione e partecipazione in  questi giorni già natalizi: si spera che il “movimento” diventi sempre più intenso, e ordinato e, soprattutto, che non si interrompa più.