Continua la protesta contro lo sfruttamento e i tagli draconiani dei posti di lavoro
Ieri mattina ennesima giornata di mobilitazione contro i licenziamenti delle lavoratrici e dei lavoratori del supermercato ubicato nel centro commerciale Ipercoop, nel territorio di Afragola ma nei pressi degli abitati di Acerra e Casalnuovo. Stavolta davanti all’ingresso del grande padiglione Le Porte di Napoli i dipendenti minacciati dai tagli hanno portato in presidio i loro figli. Parole da brividi.
“Ho le scarpe rotte ma non ho il coraggio di chiederne di nuove alla mamma perché so che è in cassa integrazione e ora la vogliono pure licenziare”, la testimonianza di uno dei bambini che hanno partecipato alla protesta di ieri. Sul posto è giunto il deputato dei Verdi-Sinistra Italiana, FrancescoEmilio Borrelli, che ha lanciato un lunga invettiva all’indirizzo della Coop Alleanza 3.0, tornata dall’altro ieri a controllare la proprietà del supermercato chiuso da più di un anno e alle cui dipendenze si trovano 125 tra commessi e commesse, attualmente in cassa integrazione a zero ore ma destinati al licenziamento entro gennaio. Addetti che dipendono dall’azienda GDM di Casalnuovo ed il cui destino è accomunato a quello dei 25 dipendenti a zero ore di un altro supermercato, quello che si trova nel Vulcano Buono di Nola, chiuso dall’estate del 2022.
L’ accusa di Borrelli
“La responsabilità di questa tragedia produttiva e occupazionale – l’accusa di Borrelli – è soprattutto della Coop, nelle cui mani è ora affidata la sorte di 150 lavoratori, molti dei quali hanno figli ed hanno superato i 50 anni. Costruiremo una mobilitazione che dovrà mettere la cooperativa con le spalle al muro: non è possibile che si autodefinisca etica e responsabile e che poi si comporti in un modo così disumano. Questi lavoratori sono stati abbandonati anni fa dalla Coop e affidati a una piccola azienda che non ha retto il peso di un carico economico talmente grande. intanto per noi chiunque voglia subentrare alla guida del supermercato potrà farlo solo se non toccherà gli attuali occupati e se farà rispettare contratti dignitosi”.
Le delegate sindacali
“Speriamo solo di riuscire a ottenere il tavolo ministeriale – l’appello di Chiaralba Esca, addetta del supermercato e delegata sindacale della Filcams-Cgil – perché siamo completamente sfiancati. La Coop è determinante in questa faccenda, è lei il deus ex machina”. “Siamo giunti a un punto estremo – aggiunge Maria Buonocore, delegata della Uiltucs – la Regione Campania sta lavorando per noi e ci sta assistendo, Ora ci aspettiamo risposte concrete dal ministero dello Sviluppo Economico”. I sindacati di categoria hanno chiesto il 28 novembre scorso un incontro al Mise. La richiesta è stata inviata pure all’assessorato regionale alle attività produttive. “Siamo allo stremo delle forze ma non molleremo – avverte Carmen Salvato, delegata della Fisascat-Cisl – è assolutamente indispensabile che la Coop faccia la sua parte e che le istituzioni siano sempre al nostro fianco”. Finora la GDM è riuscita a salvare dal licenziamento circa 60 lavoratori in gran parte provenienti dai supermercati chiusi di Afragola e di Nola. Sono impiegati nei più piccoli supermercati di vicinato a marchio Sole 365 ubicati a Volla, Torre Annunziata e Castellammare di Stabia.
POMIGLIANO D’ARCO – Prova a strangolare il fratello e poi lo pugnala. Carabinieri fermano 60enne per tentato omicidio
I carabinieri della stazione di Pomigliano D’Arco e del nucleo operativo e radiomobile di Castello di Cisterna hanno sottoposto a fermo di indiziato di delitto un 60enne del posto già noto alle forze dell’ordine.
L’uomo è ritenuto gravemente indiziato del tentato omicidio, aggravato dai futili motivi, del fratello convivente di 53 anni.
Durante una discussione scoppiata per motivi ancora poco chiari, l’uomo avrebbe tentato di strangolare il fratello e poi lo avrebbe colpito con alcune coltellate all’addome e al braccio.
La vittima è stata trasportata al pronto soccorso di Nola in codice rosso. Ha poi lasciato l’ospedale volontariamente, non in pericolo di vita.
I militari hanno raccolto la testimonianza della vittima e analizzato il sistema di videosorveglianza installato in zona. Hanno rintracciato e fermato il 60enne, ora in carcere in attesa dell’udienza di convalida.
NOLA – L’interporto di Nola è tra i dodici interporti italiani beneficiari di circa 11 milioni di euro (contributo complessivo concesso dal MIT) per il completamento della rete interportuale italiana.
Si tratta di risorse, relative al Fondo per gli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese, previste all’articolo 1, comma 1072, della legge 27 dicembre 2017, n. 205 e successive modifiche ed integrazioni, destinate al completamento della rete nazionale degli interporti, con particolare riferimento al Mezzogiorno. In particolare, il finanziamento servirà a implementare il progetto V.A.T. (Velocizzazione Accessi Terminal), finalizzato a realizzare un sistema integrato per la gestione ed il monitoraggio degli accessi e dell’aree interne all’interporto di Nola, “che assicuri livelli massimi di sicurezza sia fisica che informatica, ma allo stesso tempo, permetta di snellire e velocizzare le procedure di rilascio/verifica dei titoli di accesso e consentire a tutti gli operatori interportuali di poter accedere e fruire dei servizi intermodali al Terminai, in maniera più efficiente e rapida ed evitare eventuali colli di bottiglia”, si sottolinea in una nota.
“In altri termini, il progetto prevede la realizzazione e l’integrazione di sistemi avanzati di Gate Automation, Controllo Accessi e Visitor Management, che, opportunamente interconnessi attraverso infrastrutture informatiche e di rete dedicate, forniranno i dati ad una piattaforma software di controllo e gestione degli accessi configurata in maniera dedicata, tale piattaforma sarà il frutto dell’integrazione tra i sistemi KEYDOM e BeMyGuest. Questa piattaforma integrata e appositamente configurata sarà in grado di collezionare e correlare i dati e fornire quindi un supporto al traffico veicolare in direzione del TerminaI”, conclude la nota.
Tornano le “ricette di Biagio”. I sapori, i profumi, la storia del cibo sollecitano tutto il sistema delle nostre percezioni, ci spingono a confrontarci con noi stessi e con la società in cui viviamo, ampliano i confini della nostra conoscenza, ci accompagnano in viaggi sorprendenti. Come diceva Italo Calvino, “si inghiotte cultura”. “Con gli scrittori si può andare a tavola” scrive Gian Luigi Beccaria, e io aggiungo, che ci si può andare anche con i pittori, e non mi riferisco solo ai quadri in cui è rappresentato il cibo: ogni quadro, con il gioco delle sue forme e dei suoi colori, può essere associato al gioco dei sapori di un “piatto”. Questi temi ispireranno i commenti al nuovo viaggio tra le ricette di Biagio.(Le immagini sono tratte dai siti internet).Ingredienti (per 4 persone): gr.400 di riso, una manciata di fiori di zucca verdi, 1 patata, 1 zucchina, 4 pomodori di San Marzano, 2 cipolline, 3 “cucchiaiate” di olio d’oliva, 1 aglio, sale. Nell’olio già soffritto, in compagnia dell’aglio – finché l’aglio non imbiondisce – in una pentola, calate i pomodori privati di “pelle” e di semi e fate cuocere a fuoco vivo per qualche minuto, poi aggiungete i di fiori di zucca, le patate e le cipolline, il tutto opportunamente tagliato in frammenti di varia misura, e quando è prossima l’ebollizione, aggiustate di sale e di pepe, e dopo una decina di minuti aggiungete l’acqua calda necessaria per portare a cottura definitiva il riso che avete lessato a parte, e scolato al dente. Unite al riso le zucchine tagliate a dadini. Spegnete il fuoco quando il riso giungerà al punto giusto di cottura, e servite con un velo di formaggio grattugiato
Non ci sono ingredienti capaci di indebolire l’identità del riso, di affievolire il suo sapore e di restringere lo spazio della sua presenza. In Occidente il riso è simbolo potente di abbondanza e di prosperità, come sanno gli sposi, e in Oriente è “segno” di vita. Si piegano alla sua presenza i fiori di zucca verde, le cipolline, i pomodori, e ne ricevono in cambio note di energia elegante. Il riso diventò la bandiera di Marinetti e dei Futuristi nella battaglia contro la pasta, ed è questo un argomento che dovremo trattare a parte, perché qualcuno ha detto che quella battaglia era condotta anche contro la cultura e la società del Sud: e del resto già Leopardi aveva irriso gli intellettuali napoletani accusandoli di conoscere solo la filosofia dei maccheroni. Nel “piatto” proposto in questo articolo forse solo la patata riesce a conservare vivo un barlume della sua “identità”, ma forse è un condizionamento della memoria di chi ricorda ancora che la patata fu, e ancora è, cibo dei poveri. Il tema della salda identità del riso non può non ricordarci che viviamo nella società dell’“apparire”. Certo, non dobbiamo dimenticare che il fenomeno sociale dell’“apparire” si è manifestato in ogni epoca storica e che il tema della “maschera” suscitava già l’attenzione ora ironica, ora irritata, di Cicerone e di Seneca, i quali “sentivano” – e perciò si irritavano – che anche essi talvolta si mascheravano. Ma oggi la situazione appare fuori controllo, soprattutto per colpa, sosteneva Umberto Eco, dei mezzi di comunicazione di massa. I fiori di zucca si arrendono al riso, ma si fanno “toccare” anche dal sapore delle cipolline e perciò costringono il cuoco a fissare con sapienza le quantità e i tempi del “contatto”. Ma il problema vero sta nel fatto che non ci accontentiamo di una sola maschera: cambiamo maschera ogni giorno, a seconda delle circostanze, e senza cautela, senza un minimo di vergogna. A seconda delle circostanze oggi siamo esperti di archeologia, domani pontifichiamo, di mattina in storia dell’arte, e la sera in medicina, e diamo consigli e emettiamo sentenze sul ruolo della Scuola, sulla violenza dei ragazzi, sull’antifemminismo di alcuni gruppi sociali, sulla strategia dei Russi e degli Ucraini, sui problemi del Medio Oriente. Ma a molti capita, all’improvviso, di sentirsi nudi: è una sensazione tormentosa: non è facile resistere ai colpi di un “drago” – il senso della propria identità – che all’improvviso si sveglia e incomincia a fare a pezzi il corredo delle maschere, e a “spogliarci” ordinandoci di far apparire il nostro essere. In questa società dell’ “apparire” c’è sempre qualcuno, o qualcosa, che ridendo ci invita a parlare e a comportarci secondo le leggi della realtà e della verità. Ma a questo tema complicato e “lacerante” dedicheremo, con l’aiuto degli dei, altre ricette. Proponiamo all’attenzione il quadro di Ensor (pubblicato in appendice) che si dipinge col suo vero volto in una folla di “mascherati”.
Riceviamo e pubblichiamo.
Nell’ambito della rassegna “NATALE IN REGGIA”, sarà presentato il libro dell’avvocato e scrittore sangiuseppese, edito dalla casa editrice “Edizioni Vulcaniche”.
Sabato 9 dicembre, alle ore 18:30, presso la suggestiva cornice della Reggia di Portici, sarà presentato in anteprima il romanzo “Gli Angeli svaniscono al mattino” , di Francesco Giugliano, avvocato e scrittore sangiuseppese, nonché presidente del movimento Rinascita Civile Vesuviana. La presentazione è prevista nell’ambito della rassegna “Natale in Reggia” e sarà moderata da Nicola Paone, direttore editoriale di Edizioni Vulcaniche, il quale interloquirà direttamente con l’autore.
“Gli Angeli svaniscono al mattino” è un libro intimistico e introspettivo, un romanzo che oscilla tra amore e morte, tra sogno e ragione. È la storia di Giulio, un giovane manager di successo che, in preda ad una forte crisi di identità, ripercorre i sentieri del ricordo alla ricerca di un sé smarrito, interrogandosi sui mille volti dell’amore, cercando di sondarne gli angoli più reconditi. Durante l’ennesimo viaggio solitario di lavoro nel nord più profondo del Paese, il giovane incontrerà un vecchio clochard suonatore di armonica. I due finiranno per trovarsi faccia a faccia al tavolino di un bar nella notte oscura. Il vecchio racconterà del suo “viaggio”, degli albori di una vita vissuta all’avventura e all’insegna della passione e della sfrenata ricerca dell’amore, ridestando il cuore intorpidito di Giulio.
Intorno ai due protagonisti, in questa storia italiana degli anni 10, si staglia un variegato panorama di personaggi che incarnano i mille volti del nostro tempo: un tempo che, oltre a qualsiasi valore e ideale, sembra aver smarrito quella che era la chiave di volta dell’intera civiltà occidentale: l’umanità.
Riceviamo e pubblichiamo.
“Palazzo Verna, memoria, conoscenza e valorizzazione di un patrimonio per la comunità”: è il tema della tavola rotonda nel corso della quale saranno presentati i primi esiti della “Convenzione di ricerca per l’approfondimento della conoscenza e indirizzi metodologici finalizzati al restauro architettonico, la rifunzionalizzazione e la valorizzazione del Palazzo Verna”.
Si tratta di una tappa del percorso di recupero di una delle testimonianze più prestigiose del patrimonio storico della città, avviato dall’amministrazione comunale guidata dal sindacoPeppe Jossa che, per raggiungere l’obiettivo ha anche sottoscritto un’intesa con il dipartimento di Architettura dell’Università Federico II di Napoli. Un progetto che sarà realizzato con i fondi del Contratto Istituzionale di Sviluppo “Dalla terra dei fuochi al giardino d’Europa”, attraverso il quale, nel 2021, il ministro per il Sud e la coesione territoriale Mara Carfagna stanziò 6 milioni di euro. L’appuntamento è in programma per le 17 di lunedì 4 dicembre e si terrà nella chiesa dell’Annunziata.
“Raccogliamo – sottolinea il sindaco di Marigliano, Peppe Jossa– i primi frutti dell’impegno dell’amministrazione comunale che, fin dall’insediamento, ha messo in campo ogni energia per realizzare interventi attesi da tempo e soprattutto destinati a recuperare la memoria storica della città ed a dare nuova vita a siti di pregio che testimoniano le nostre radici e che potranno diventare luoghi dove coltivare la nostra cultura. Quello che riguarda Palazzo Verna é solo uno dei tanti interventi di un programma complessivo che riqualificherà e migliorerà importanti siti e luoghi, tutti destinati a potenziare l’offerta di servizi ai cittadini. Un obiettivo reso possibile grazie alla capacità ed alla volontà della squadra di governo di intercettare e far arrivare a Marigliano le risorse necessarie a realizzare i lavori”
Riceviamo e pubblichiamo.
Saviano. La Squadra d’eccellenza “#InsiemeperilTerritorio” fondata e guidata dalla giornalista Teresa Lucianelli, torna puntuale con la sua consueta ed attesa manifestazione charity pre-natalizia, che stavolta prende il nome di “Natale è Amore”.
Un cenone di ben 30 pietanze prelibate realizzate con prodotti top da autorità della ristorazione, servito a tavola con spettacolo live musicale, canoro e teatrale. Appuntamento il 4 dicembre prossimo, ore 20, a Saviano nel regno dell’affermato maestro pizzaiolo Ciro Sasso: “Fiammafredda Bakery Concept” (Corso Italia 161) location partner e top sul territorio, impegnata con Insieme per il Territorio nell’evento, unitamente all’Associazione Musiciens presieduta dal giornalista Salvatore Piedimonte, in un tris di assi solidali. Patrocinio morale del Comune di Saviano.
Nell’organizzazione, particolarmente impegnati anche: Paola Fiorentino, Gregorio Castellano, Ileana Mandile, Gianluca Coppola, Nino Lauro.
Il ricavato andrà a sostenere il Natale “dei bambini dimenticati e degli ultimi” nel Progetto AbitiAmo, verranno donati generi alimentari per la mensa solidale ed abiti caldi per affrontare il gelo dell’inverno per ripararsi dal gelo dell’inverno, da inviare anche nella Missione in Albania che accoglie piccoli ed adolescenti vittime dei conflitti.
Ai forni ed ai fornelli, con il maestro degli impasti Ciro Sasso, coordinatore per il food, il campione mondiale di pizza a metro e presidente Associazione Pizza a Vico, MicheleCuomo, la campionessa mondiale di pizza fritta Carmela Iorio vincitrice nella competizione ufficiale a Roma su concorrenti provenienti dai cinque continenti; i pluripremiati chef, maître patissier e chocolatier: Antonio Arfè, Luigi Avallone, Salvatore Bocchetti, Raffaele Caldarelli, Teresa Celentano, Sabatino Cillo, Marianna Desiderio, resident Diego Del Vecchio, Marco De Vivo, Raffaela Grillo, Gennaro Langellotti, Ugo Mignone, Angelo e Lino Ranieri, Giuseppe Ratto, Giuseppe Vitiello. Vincenzo Napolitano con Cantine Mediterranee per il beverage.
Saranno i protagonisti di un eccezionale cenone “terra e mare” che spazierà tra pizze gourmet a base di ingredienti pregiati, fritture sopraffine, carni top level, pescato dei nostri mari, dolci di altissima qualità, ecc., interpretati in 30 irresistibili proposte tra antipasti, primi, secondi e dessert, in un superlativo tourbillon di piacere gustativo, olfattivo ed ottico di assoluta intensità.
Canto, Musica, Teatro: uno spettacolo live no stop con chitarre, piano, sassofono e trombone, con i valenti maestri e attori Gennaro De Crescenzo, Luca Allocca ed Antonio Vitale, Antonio Del Prete, Angelo Iannelli, Nio Lauro, Raffa Voice, Sax&Trò, Antonio Spenillo, Pulcinella e Totò le Cocò, ed ancora altri noti artisti top secret. Gran finale a sorpresa. Presenta Magda Mancuso, amato volto Tv. Art director e piano live Armando Celentano.
Tra le chicche della serata, la golosa esposizione di Pastry Art, torte e dolci decorati artisticamente, belli quanti buoni, con degustazione finale.
Collettiva d’arte: Francesco Careccia ed Antonio Vitale ed Emanuela Raiano.
Fashion performance Hair Look & Creative: Claudio De Martino, con Enrica Palazzo, con Enrica Palazzo maître coiffeur & assistants; modella Annabella Amoretti.
Ph: PinoAttanasio reporter. Videomaker: Giuseppe Tardi
Aderiscono a “Natale è Amore”: l’Accademia Belle Arti Nola, presidente prof. Vladimiro Capasso; il Dipartimento di Fotografia e Cinematografia ABAN Nola, con il direttore Pino Sondelli, trofeo mondiale per la Fotografia, maestro regia RAI; le Associazioni Cinabro Napoli, con il pres. Giuseppe Porta; Salotto Artistico Culturale Tina Piccolo, Napoli, pres. Tina Piccolo; Napoli Centro Storico con il pres. Antonio Vitale; Assostato, pres. Silvano Barrella; il Consortium Internazionale ICC con il pres, per l’Italia, Antonio Arfè.
Saranno presenti professionisti dell’Informazione ed operatori della Comunicazione specializzata, le telecamere di Capri Sport con Eventi, Televomero, Campania Felix, Eduardo, Freelance.
“L’iniziativa che rientra nella nota rassegna solidale itinerante d’eccellenza enogastronomica, culturale, artistica e scientifica Insieme per il Territorio, assume maggiore rilievo in queste festività in cui ancora più doloroso è il divario tra chi possiede tanto e chi non ha nulla” precisa la fondatrice Teresa Lucianelli giornalista professionista e critico gastronomico.
Oltre alla matrice charity, la rassegna #InsiemeperilTerritorio da 14 anni promuove nel campo dell’enofood, la conoscenza da parte del vasto pubblico delle migliori realtà del Sud, partendo dalla Campania, e punta a favorire nuove opportunità, partnership e scambi.
Il cenone spettacolo di lunedì 4 dicembre, si svolgerà in assoluto comfort all’insegna del buon gusto, delle arti, dell’allegria, del divertimento, e consentirà di godere in anteprima in un’atmosfera piacevole, divertente, partecipativa, sia delle gioie del Natale, sia di momenti condivisi che spaziano in svariati campi d’interesse, attraverso una socialità vissuta con impostazione propositiva “dedita al bene che fa stare bene”.
Riceviamo e pubblichiamo.
Con il passaggio di presidenza da Tommaso Daniele a Mario Barbuto è avvenuto lentamente un cambiamento nell’Unione Italiana ciechi che ha portato gradualmente la nostra associazione in un caos totale creando fratture profonde a causa di scelte politiche, a mio avviso, scellerate e inopportune.
Di queste considerazioni non ne ho mai fatto mistero, anzi, ho combattuto per sanare queste fratture fin dai primi sintomi di dolore espressi dai soci, era la mia responsabilità che ho assunto liberamente agendo con dignità e coerenza.
Il commissariamento imposto alla sezione di Napoli, in questo momento storico mai così buio per l’UICI, è arrivato destando un certo sgomento nei soci; da parte mia devo confessare che non mi ha meravigliato più di tanto, visti i modi e le politiche dei vertici UICI, Il Consiglio Regionale nomina Gaetano Cannavacciuolo commissario, che passa in rassegna le rappresentanze di zona decidendo alla fine di mantenere chiusa una delle rappresentanze più attive sul territorio Campano: La rappresentanza di Sant’Anastasia.
E’ appena il caso di ricordare che mentre si predica in tutte le stanze delle dirigenze di accorpare le rappresentanze territoriali eliminando quelle con fitti e spese di manutenzione, si procede a chiudere quella a costo zero, ricevuta in dotazione dall’Amministrazione comunale e resa accessibile da percorsi loges appositamente per persone disabili della vista.
Restano aperte quelle da mantenere economicamente e prive di investimenti in accessibilità per la categoria. Mi chiedo quale considerazione e credibilità si aspetterà l’Unione Italiana Ciechi quando con questa estrema superficialità ha calpestato la lungimiranza di chi ha accolto la richiesta di realizzare questi locali con adeguamenti per l’accessibilità così costosi. Restano incomprensibili i motivi per cui viene ufficialmente chiusa questa rappresentanza. In periodo di oscurantismo le risposte ai quesiti non sono un obbligo per le dirigenze, figurarsi per un commissario, il cui cattivo operato però, non potrà giustificarsi con un banale -non sapevo o non credevo-. Gaetano Cannavacciuolo conosce benissimo la valenza di quella struttura e le progettualità messe in rete con tante realtà associative che rendono instancabile questo nucleo laborioso che rende servizi a disabili della vista in tutti i settori e della migliore qualità, eppure ha dovuto chiudere la rappresentanza .
Lo spiegasse ai soci il perché e soprattutto lo faccia con onestà intellettuale che gli impone il ruolo assunto.
Fondamentalmente la chiusura della rappresentanza nemmeno mi è giunta inaspettata ma certo non poteva che rendermi triste, non tanto perché ancora non se ne capiscono i motivi, ma per quanto, come sospettavo, dentro i lunghi sermoni della dirigenza che sono stato obbligato a sorbire per obbligo di rappresentanza, pregni di timori per i bisogni dei soci e dell’impellenza di creare risposte concrete si è sempre nascosta una malcelata indifferenza e un attaccamento alla poltrona per la quale qualcuno è anche disposto pagare prezzi come la proprio dignità.
Bene, arrivati a questo punto e senza più aspettare, prendiamo atto della distruzione di una
rappresentanza d’eccellenza rivolgendo nel contempo lo sguardo altrove.
Le realtà associative che rivolgono servizi ai disabili della vista a Sant’Anastasia sono in vita più che mai, si riorganizzano e sono pronte a dare ai ciechi le stesse sicurezze di ieri, lo stesso supporto, la stessa professionalità, la stessa casa comune, facendolo con un respiro certamente più libero, democratico e ottimista. Se l’Unione Italiana ciechi ha chiuso le porte ai disabili visivi di una buona parte della provincia di Napoli, in molti ci sostengono a quattro braccia per riorganizzarci e non perdere questi importanti punti di
riferimento per i privi di vista.
Infine, voglio rivolgere veramente un grazie di cuore a tutte quelle persone che mi sono state vicine da ogni luogo e sul tutto il territorio nazionale per esprimermi il loro sostegno e la loro indignazione verso questo scellerato provvedimento del Commissario preso con estrema superficialità a danno di tantissime persone e famiglie presenti sul territorio di tanti Comuni della provincia di Napoli gestite dalla rappresentanza di Sant’Anastasia.
Somma Vesuviana. Nuovo successo culturale per la città e per il Liceo Torricelli: la studentessa Vittoria Alaia vince il Primo Premio di Saggistica “Eleonora Pimentel De Fonseca” indetto da Lions Club Napoli 1799.
Nella splendida cornice di Palazzo Mondragone a Napoli, sede del Museo del Tessile e dell’Abbigliamento “Elena Aldobrandini”, la giovane Vittoria Alaia, studentessa della quinta sez. B al Liceo Evangelista Torricelli di Somma Vesuviana, ha ricevuto con merito il primo premio nella sezione dedicata al saggio storico nel contesto del concorso bandito dal Lions Club Napoli 1799.
Accompagnata dalle sue docenti Marialaura Raimondi e Marinella Nocerino, Vittoria ha partecipato a questo prestigioso evento culturale, dimostrando, con la lettura del suo saggio dal titolo “La Rivoluzionaria ignorata: Eleonora Pimentel e la sua lotta per la libertà”, il suo impegno straordinario e la sua profonda comprensione della figura storica di Eleonora Pimentel Fonseca.
Il Liceo Torricelli ha ottenuto un nuovo importante riconoscimento che attesta la qualità della formazione offerta agli studenti. La cerimonia di premiazione è stata un momento di gioia e celebrazione, con il riconoscimento ufficiale della dedizione di Vittoria allo studio e della sua passione per la storia e la lingua italiana.
“Questo premio– hanno dichiarato le docenti Marialaura Raimondi e Marinella Nocerino – non è solo di Vittoria, ma appartiene a tutta la comunità scolastica. Il Liceo Torricelli, guidato dalla Dirigente prof.ssa Anna Giugliano, si rafforza come un faro di conoscenza e ambizione da sempre impegnato ad incoraggiare la ricerca, la creatività e la profonda comprensione della storia”.
Riceviamo e pubblichiamo:Uno studio esplorativo apre la strada all’utilizzo di metodi innovativi per guidare le decisioni terapeutiche prima di raggiungere la sala operatoriaValutare con precisione la tipologia di un tumore, a cominciare dal suo essere benigno o maligno fino alla sua minore o maggiore aggressività, è un passo fondamentale nel guidare l’urgenza e la tipologia delle scelte terapeutiche da mettere in campo. Nel caso dei tumori cerebrali, molte informazioni non possono essere disponibili prima dell’intervento chirurgico, ma le nuove applicazioni dell’Intelligenza artificiale (AI) possono essere messe in campo per avere in anticipo un quadro più chiaro della situazione.
È questo l’obiettivo di una ricerca pubblicata sulla rivista scientifica Frontiers in Oncology e condotta dall’Unità di Neurochirurgia e dal Dipartimento di Epidemiologia e Prevenzione dell’I.R.C.C.S. Neuromeddi Pozzilli (IS) in collaborazione con la Clinica Mediterraneadi Napoli, l’Università dell’Insubria di Varese-Como e Fondazione Umberto Veronesi ETS. I ricercatori, studiando 90 pazienti con sospetto tumore del sistema nervoso centrale, hanno esplorato la possibilità di individuare precocemente la malignità del tumore stesso utilizzando esclusivamente le informazioni già disponibili. Per raggiungere questo risultato è stata impiegata una tecnica di machinelearning (una branca dell’Intelligenza artificiale) chiamata clustering.
“Abbiamo raccolto – dice Alessandro Gialluisi – ricercatore del Dipartimento di Epidemiologia e Prevenzione del Neuromed e della Libera Università Mediterranea (LUM) “Giuseppe Degennaro”, Casamassima (Bari) – una serie di dati che erano facilmente disponibili prima dell’intervento chirurgico grazie ad una semplice anamnesi. Ad esempio: la storia familiare e quella clinica del paziente, l’ambiente in cui vive, il suo stile di vita, il livello di istruzione, la situazione psicologica e lo status socioeconomico. Successivamente, tutte queste informazioni sono state elaborate da un algoritmo che ha creato dei “cluster” (gruppi di pazienti con caratteristiche simili, ndr) che infine sono stati messi a confronto con i risultati reali delle indagini effettuate successivamente all’intervento”.
In altri termini, l’intelligenza artificiale ha consentito di individuare quali elementi della vita di tutti i giorni possano essere messi in correlazione con la presenza di un tumore maligno anziché benigno, ed eventualmente con la sua aggressività.
“Naturalmente si tratta di uno studio preliminare – commenta il professor Vincenzo Esposito, Responsabile dell’Unità di Neurochirurgia II e Direttore del Dipartimento di Neurochirurgia del Neuromed – che avrà bisogno di conferme e di ulteriori ricerche su un numero maggiore di pazienti. I nostri risultati indicano comunque che gli algoritmi di apprendimento automatico, basati su una combinazione di caratteristiche cliniche e biologiche, potrebbero essere utili nell’aiutare i medici nel decidere per il singolo paziente le priorità per la chirurgia o altri trattamenti. Grazie a questo approccio di medicina personalizzata, si potrebbe sopperire alla carenza di quelle informazioni, sia istopatologiche che molecolari, non disponibili finché il paziente non venga sottoposto a intervento chirurgico”.
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