La silloge, In nihil multiforme, nasce da un’idea di nulla che si allontana dalla semplice immagine del vuoto. Il nulla evocato dal titolo è uno spazio complesso e mutevole, abitato da assenze, desideri, ricordi, ferite e frammenti di senso. È una dimensione che assume continuamente forme diverse, manifestandosi come corpo, linguaggio, memoria, attesa o mancanza. Allo stesso tempo, la raccolta racconta anche una lotta contro quel nulla: la poesia diventa il luogo in cui la parola tenta di resistere alla dissoluzione dell’esperienza, cercando di trasformare ciò che sembra destinato a svanire in occasione di conoscenza e permanenza. L’opera è concepita come un progetto unitario, costruito attraverso cinque sezioni strettamente collegate tra loro: la prima sezione, Firme, raccoglie testi che riflettono sul significato stesso della scrittura poetica e sul ruolo della parola; la seconda, In forma, dialoga apertamente con la tradizione metrica, proponendo sonetti e strutture regolari che diventano strumenti per misurare il dolore, l’attesa e l’amore; in Deformi, la terza sezione, quell’equilibrio entra progressivamente in crisi con il verso che si spezza e il silenzio acquista invece un valore espressivo, mentre la lingua si confronta con il vuoto; la quarta, Informi, rappresenta il momento più visionario della raccolta, caratterizzato da una scrittura intensa e frammentata; infine, la quinta, In fondo, raccoglie ciò che rimane del percorso, aprendo uno spiraglio finale verso una possibilità di luce che non cancella la ferita, ma insegna ad abitarla.
Certamente ciò più colpisce in quest’opera del Pignatiello è la progressione delle cinque sezioni: il passaggio da Firme a In fondo suggerisce un percorso sia formale sia esistenziale, in cui la trasformazione della lingua accompagna quella dell’esperienza. Anche la corrispondenza tra la dissoluzione della forma metrica e l’emergere del vuoto appare coerente e dà l’idea di un progetto costruito con consapevolezza. Il testo comunque, trasmette una intensa maturità progettuale e lascia percepire una riflessione teorica che sostiene la scrittura senza soffocarla.
Ad accompagnare il volume è la prefazione di Roberta D’Ovidio, docente di lettere, formatrice, curatrice editoriale e promotrice di progetti culturali. La sua prefazione nasce da un confronto acuto con l’opera e con il suo autore e propone una lettura critica che mette in luce la coerenza del progetto poetico e la sua ricerca linguistica. Nel corso della presentazione, l’autore dialogherà con Giorgio Villani, scrittore e studioso che ha dedicato le proprie ricerche ai rapporti tra arti figurative, letteratura e storia del gusto. A moderare l’incontro, invece, sarà il dott. Giovanni Negri, specializzato in drammaturgia e cinematografia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. La lettura delle poesie, infine, sarà affidata a Iris Scotto Di Carlo, giovane attrice diplomatasi quest’anno al Liceo Matilde Serao di Pomigliano d’Arco.
“In nihil multiforme”, la silloge poetica di Jacopo Pignatiello che celebra il significato dell’esistenza
La silloge, In nihil multiforme, nasce da un’idea di nulla che si allontana dalla semplice immagine del vuoto. Il nulla evocato dal titolo è uno spazio complesso e mutevole, abitato da assenze, desideri, ricordi, ferite e frammenti di senso. È una dimensione che assume continuamente forme diverse, manifestandosi come corpo, linguaggio, memoria, attesa o mancanza. Allo stesso tempo, la raccolta racconta anche una lotta contro quel nulla: la poesia diventa il luogo in cui la parola tenta di resistere alla dissoluzione dell’esperienza, cercando di trasformare ciò che sembra destinato a svanire in occasione di conoscenza e permanenza. L’opera è concepita come un progetto unitario, costruito attraverso cinque sezioni strettamente collegate tra loro: la prima sezione, Firme, raccoglie testi che riflettono sul significato stesso della scrittura poetica e sul ruolo della parola; la seconda, In forma, dialoga apertamente con la tradizione metrica, proponendo sonetti e strutture regolari che diventano strumenti per misurare il dolore, l’attesa e l’amore; in Deformi, la terza sezione, quell’equilibrio entra progressivamente in crisi con il verso che si spezza e il silenzio acquista invece un valore espressivo, mentre la lingua si confronta con il vuoto; la quarta, Informi, rappresenta il momento più visionario della raccolta, caratterizzato da una scrittura intensa e frammentata; infine, la quinta, In fondo, raccoglie ciò che rimane del percorso, aprendo uno spiraglio finale verso una possibilità di luce che non cancella la ferita, ma insegna ad abitarla.
Certamente ciò più colpisce in quest’opera del Pignatiello è la progressione delle cinque sezioni: il passaggio da Firme a In fondo suggerisce un percorso sia formale sia esistenziale, in cui la trasformazione della lingua accompagna quella dell’esperienza. Anche la corrispondenza tra la dissoluzione della forma metrica e l’emergere del vuoto appare coerente e dà l’idea di un progetto costruito con consapevolezza. Il testo comunque, trasmette una intensa maturità progettuale e lascia percepire una riflessione teorica che sostiene la scrittura senza soffocarla.
Ad accompagnare il volume è la prefazione di Roberta D’Ovidio, docente di lettere, formatrice, curatrice editoriale e promotrice di progetti culturali. La sua prefazione nasce da un confronto acuto con l’opera e con il suo autore e propone una lettura critica che mette in luce la coerenza del progetto poetico e la sua ricerca linguistica. Nel corso della presentazione, l’autore dialogherà con Giorgio Villani, scrittore e studioso che ha dedicato le proprie ricerche ai rapporti tra arti figurative, letteratura e storia del gusto. A moderare l’incontro, invece, sarà il dott. Giovanni Negri, specializzato in drammaturgia e cinematografia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. La lettura delle poesie, infine, sarà affidata a Iris Scotto Di Carlo, giovane attrice diplomatasi quest’anno al Liceo Matilde Serao di Pomigliano d’Arco.
Pollena Trocchia, grande successo per il festival “Natura in festa”
Riceviamo e pubblichiamo
Grande successo per la quarta edizione de “La Natura in Festa tra musica e sapori”, che nella serata di domenica ha richiamato presso i Conetti Vulcanici del Carcavone, a Pollena Trocchia, centinaia di persone rimaste fino a tardi a godersi l’esibizione della Casanova Swing Band in un contesto di straordinaria bellezza, in pieno territorio del Parco Nazionale del Vesuvio.
«Canti e balli sotto le stelle, degustazione delle prelibatezze delle aziende del territorio, passeggiata immersi nella natura: anche quest’anno abbiamo riproposto gli ingredienti che fin dalla prima edizione rendono Natura in Festa un evento imperdibile e, ancora una volta, siamo stati premiati da grande affluenza di pubblico, apprezzamento dei presenti e coinvolgimento» ha esordito Francesco Pinto, vicesindaco delegato, tra l’altro, ad attività produttive, eventi e valorizzazione del territorio.
Dopo la visita guidata ai Conetti Vulcanici condotta con maestria dal geologo Paolo Beneduce “La Natura in Festa tra musica e sapori”, evento organizzato dal Comune di Pollena Trocchia nell’ambito del cartellone di eventi finanziato dalla Città Metropolitana di Napoli, è proseguito con la degustazione dei prodotti delle aziende del territorio partecipanti: Tenuta Manna, Panificio Di Sarno, Basile Vini, MonteSommaVesuvio e Oleificio Punzo. Per concludere, l’esibizione della Casanova Swing Band su un palco a cui ha fatto da sfondo uno dei Conetti.
«Una folla di persone ha fatto pulsare il geosito del Carcavone, superbamente illuminato per l’occasione, regalando al nostro territorio una giornata all’insegna del buono e del bello, che ha saputo soddisfare gusti di ogni età offrendo intrattenimento di livello nonché una importante vetrina alle aziende del territorio, con le quali sempre più cerchiamo di far rete per una crescita complessiva di Pollena Trocchia» ha spiegato il sindaco del comune vesuviano, Carlo Esposito.
Sindaco e vicesindaco hanno infine ringraziato tutti coloro che hanno contribuito al buon esito dell’iniziativa: «Un grazie alle aziende del territorio che hanno convintamente aderito al progetto, ai nuclei locali di Protezione Civile e Croce Rossa per l’immancabile e impagabile collaborazione, al professor Beneduce per aver guidato l’escursione e agli artisti che hanno regalato ai nostri concittadini e ai tanti visitatori provenienti da fuori paese un concerto da ricordare» hanno concluso a una voce Pinto ed Esposito.
Somma Vesuviana, all’HubSide la presentazione della raccolta poetica di Jacopo Pignatello
Pomigliano D’Arco, raccolta rifiuti: bliz della polizia locale al Parco Partenope
A seguito delle nuove disposizioni sulla raccolta differenziata a Pomigliano d’Arco, la Polizia Municipale, con il supporto dell’Esercito, ha effettuato un blitz presso il Parco Partenope, il complesso residenziale realizzato nell’ambito dell’ex legge 219/81.
L’impiego dell’Esercito rientra nell’operazione “Terra dei Fuochi”, mentre i controlli della Polizia Municipale fanno parte del piano predisposto dall’Amministrazione comunale che, con il supporto dell’ENAM e della Protezione Civile, nelle ultime settimane sta monitorando il nuovo sistema di raccolta dei rifiuti.
Secondo il nuovo piano, infatti, a partire dal 6 luglio carta, cartone e vetro devono essere conferiti il lunedì, dalle ore 20.00 alle 24.00.
Oltre ad accertare evidenti errori nel conferimento dei rifiuti, gli agenti hanno individuato e rimosso tre veicoli in stato di abbandono e privi di assicurazione. Inoltre, al quinto piano del Settore 1 è emerso un caso di abusivismo edilizio che ha portato alla sospensione dei lavori.
A questo proposito, il Comando della Polizia Municipale ha dichiarato: «Un corretto conferimento dei rifiuti non solo tutela il decoro urbano, ma garantisce anche un ambiente più vivibile e salubre in una zona di edilizia popolare densamente abitata, che purtroppo in passato è stata al centro di gravi episodi di degrado e disagio sociale. Non faremo sconti a chi danneggia il bene comune.»

