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San Giuseppe Vesuviano, Papa Leone XIV eleverà il santuario al titolo di Basilica Minore

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Papa Leone XIV con Breve apostolico eleverà il Santuario di San Giuseppe a Basilica Minore. Un titolo onorifico che andrà a rafforzare il legame con Roma e garantirà particolari indulgenze.

 

 

La notizia è stata salutata con grande gioia dalla comunità locale e vesuviana non appena è stata resa nota la volontà del Dicastero del Culto Divino e della Disciplina dei Sacramenti nel giorno della Solennità dell’Annunciazione del Signore il 25 marzo 2026. Dopo Ercolano,  Pompei, Castellamare di Stabia, Torre del Greco e Torre Annunziata, San Giuseppe Vesuviano è la sesta comunità vesuviana ad ottenere tale denominazione onorifica. Santa Maria a Pugliano è la chiesa principale di Ercolano, oltre ad essere la più antica dell’intera area vesuviana, fu elevata nel 1574 da papa Gregorio XIII. Il 4 maggio del 1901 toccò al Santuario di Pompei, elevato da papa Leone XIII a Basilica minore, definita dallo stesso pontefice parrocchia del mondo per il grande afflusso di pellegrini.

 

Nel 1916 il santuario di Santa Maria di Pozzano a Castellamare fu elevato anch’esso a rango di basilica da papa Benedetto XV. Santa Croce a Torre del Greco, invece, fu elevata nel 1957 da papa Pio XII. A Torre Annunziata, infine, il Santuario dell’Ave Gratia Plena, noto come Santuario della Madonna della Neve, fu elevato a basilica da papa Giovanni Paolo II il 21 luglio del 1979. Le basiliche minori sono chiese cattoliche di particolare importanza storica, artistica e devozionale, insignite del titolo direttamente dal Papa, che conferisce particolare prestigio, simbolismo e legame stretto con la Santa Sede. Tra i privilegi principali figurano l’uso di insegne pontificie come lo stemma papale. Rappresentano centri per eccellenza di culto, spesso mete di pellegrinaggio, che godono di specifici privilegi liturgici. Il titolo viene concesso da Sua Santità, tramite il Dicastero per il Culto Divino, su richiesta del vescovo locale, distinguendo chiese per la loro storia, arte o culto particolare. Un plauso va, senza dubbio, a p. Rosario Avino, già parroco e rettore del complesso ecclesiastico, che ha sempre sostenuto questo proposito.

 

Oggi, tale diposizione segna un momento di grande gioia e riconoscimento sia per la comunità parrocchiale che per quella diocesana. Ricordiamo che San Giuseppe Vesuviano si staccò da Ottaviano il 19 febbraio del 1893.  In tale data, con un regio decreto firmato dal re Umberto I, fu ufficializzata la nascita del nuovo comune autonomo, trasformando quella che era precedentemente una frazione agricola e commerciale in un ente indipendente. Il 23 dicembre del 1894, con un ulteriore decreto reale, n°587, il comune cambiò denominazione assumendo quella attuale. Oggi la cittadina, seppure viene da un momento difficile, mantiene sempre una base economica potenzialmente ricca e fiorente con l’attuale sindaco, dott. Michele Sepe, che non solo sta cercando di riportare serenità nella comunità, ma impostando la sua azione amministrativa sul ripristino della legalità e sul rinnovamento amministrativo.

 

 

DICASTERO PER IL CULTO DIVINO E LA DISCIPLINA DEI SACRAMENTI

Prot. N. 177/26

ALLA CHIESA DI NOLA

 Su richiesta dell’Eccellentissimo Monsignor Francesco Marino, Vescovo di Nola, espressa con lettera dell’8 marzo 2026, e accogliendo le preghiere e i desideri del clero e dei fedeli cristiani, il Dicastero per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, in virtù delle facoltà conferitegli dal Sommo Pontefice LEONE XIV, volentieri concede alla chiesa parrocchiale e santuario diocesano di San Giuseppe, nel comune di San Giuseppe Vesuviano, il titolo e la dignità di BASILICA MINORE, con tutti i diritti e i privilegi liturgici ad esso propri, nel pieno rispetto delle norme stabilite dal Decreto “De Titulo Basilicae Minoris” promulgato il 9 novembre 1989. Nonostante qualsiasi disposizione contraria.

Dato presso la sede del Dicastero per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, il 25 marzo 2026, solennità dell’Annunciazione del Signore.

+ Arthur Card. Roche

Prefetto

(traduzione dal latino all’italiano a cura del dott. Attilio Giordano)

coll. Egidio Valcaccia (anno 1908)
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