«Abbiamo fatto noi il lavoro al posto vostro, non vi resta altro che approvare» – è il commento con cui il meetup del Movimento 5 Stelle di Somma Vesuviana ha diffuso ieri un progetto per la istituzione di una zona a traffico limitato al borgo Casamale. Il progetto è stato anche protocollato e sottoposto all’attenzione del sindaco Salvatore Di Sarno da Giovanni Rea, portavoce dei cittadini attivisti del Meetup Amici di Beppe Grillo di Somma Vesuviana. Un documento con il quale si chiede che sindaco, giunta e consiglio si impegnino a discutere in assemblea pubblica della eventualità di realizzare una Ztl, allegando una bozza di progetto con annessi costi e dislocazione delle strutture volte a garantire il blocco del traffico nel borgo. Gli attivisti hanno peraltro chiesto che, al primo consiglio comunale utile, la stessa proposta compaia all’ordine del giorno.
Il borgo Casamale, a torto o a ragione, sembra essere divenuto tema principe della politica locale. Tanto è che si pensa ad incentivi per il commercio, ad agevolazioni sui tributi, che parte dell’opposizione chiede consigli comunali ad hoc, che un’aggressione compiuta al Casamale pare aver più risonanza di una avvenuta altrove.
In ogni caso è innegabile che il borgo antico sia fondamentale per la città e per l’amministrazione comunale, che parte dei residenti stiano tentando da settimane di farsi ascoltare chiedendo a gran voce l’istituzione di una ztl. Come è innegabile che da parte dell’amministrazione ci sia e permanga qualche perplessità rispetto ai costi e ai conseguenti benefici di un provvedimento di viabilità simile. Detto ciò, i locali esponenti del meetup grillino si sono portati avanti, oltre le proteste, provando questa volta a fare breccia con le proposte. Come? Approntando ben 33 pagine contenenti la proposta di «capitolato della fornitura, posa in opera e manutenzione del sistema di controllo elettronico degli accessi alla zona a traffico limitato del borgo Casamale del Comune di Somma Vesuviana».
«Una opposizione seria si batte per il bene della città e tutela l’incolumità dei cittadini, soprattutto con azioni propositive – spiegano gli esponenti del meetup. Il progetto prevede un investimento di 80 mila euro e prevede la realizzazione di un controllo automatico degli accessi, mediante tecnologie elettroniche. In pratica si tratterebbe di un sistema di verifica automatica che implica il rilascio di propedeutici permessi di accesso rilasciati sulla base delle targhe dei veicoli. Varchi controllati secondo un sistema di software e telecamere monitorati da una centrale da allocare nel comando di polizia municipale, telecamere specifiche per lettura delle targhe, sensori di rilevamento della presenza di veicoli, centraline di gestione elettronica e tutto quanto serve per la messa in opera del progetto già nero su bianco.
Una proposta che tiene conto degli impianti occorrenti, dei software e hardware necessari, della manutenzione, delle eccezioni e pure di ulteriori figure professionali eventualmente prevedibili: l’amministratore del sistema e l’operatore addetto alla manutenzione delle liste (la white – list degli utenti autorizzati all’accesso, per esempio, come i residenti; ma anche quella che comprende l’individuazione di veicoli rubati, dei veicoli ecologici e così via).
Qui, nel dettaglio, la proposta progettuale





