Tante volte ho scritto su questo giornale del Casamale e dei suoi problemi. Esprimendo, ovviamente, un punto di vista che può come tale essere oggetto di critiche o di consenso. Mai, però, mi sono riferito ad alcuno con toni rancorosi, anche perché il direttore mi avrebbe giustamente censurato. Ho solo esposto tesi su ciò che a parere mio andrebbe fatto per questo quartiere il cui attaccamento non è meno degli altri.
Chiedo, perciò, ancora una volta, ospitalità al Mediano per poter replicare ad un comunicato a firma degli amici del Casamale. In detto comunicato, dedicato alla festa delle crisommole, l’autore o gli autori (non si capisce bene perché una volta si esprime al singolare, altre al plurale), tra ringraziamenti e un resoconto dell’evento, dedicano la seconda parte al sottoscritto per alcuni articoli pubblicati su queste colonne. A dire il vero lanciano accuse sibilline indefinite a persone senza precisare chi con evidenti riferimenti, mentre fanno il nome dello scrivente lanciando un attacco livoroso e ingiustificato. Citando tutti gli articoli che il Mediano ha pubblicato in questi mesi a mio nome sul Casa male. Segno che mi leggono e questo mi fa piacere. Ma andiamo con ordine. La festa delle crisommole è stata una festa riuscita. Come si dice in questi casi un successo di pubblico e critica. Solo che diventa un pretesto per prendersela con il sottoscritto a dimostrazione che hanno la coda di paglia. Non avendo mai attaccato i cosiddetti, lo ripeto, amici del Casamale perché non si capisce se, allo stato attuale, è un ‘associazione, un gruppo di lavoro permanente, un comitato, una congrega, addirittura un partito politico. Lo dico perché, sempre loro, con un comunicato il 17 marzo annunciano, con piglio rivoluzionario, per il giorno dopo una lista di candidati consiglieri ed un progetto. Da allora non si è saputo più nulla. Vai a capire perché. Un giorno ce lo spiegheranno.
Ma partiamo dalla fine. Sono arrabbiati perché nel confronto con gli allora candidati sindaci avevo definito puerili e scontate le domande a loro rivolte. E allora cito paro paro un passo dell’articolo che Daniela Spadaro scrisse per il Mediano: “Cominciamo col dire che cotanta segretezza sulle domande che sarebbero state poste ai candidati, un riserbo talmente elevato da non metterne al corrente nemmeno la moderatrice se non pochi minuti prima, ci sembra alquanto ingiustificato. Perché dopo tanto mistero ci si aspettava, come minimo, un argomento del quale nessuno avesse mai dissertato. E invece, come da copione (qualcuno direbbe folkloristicamente “non ci voleva la zingara”): il castello d’Alagno, l’ipotesi di ztl (zona a traffico limitato), il parcheggio, i bassi, il ruolo del Parco Vesuvio, il piano colore (ne aveva parlato Di Sarno in apertura di campagna elettorale dal palco), l’eventuale delega al Casamale (ne aveva parlato Allocca in apertura di campagna elettorale dal palco), come di altri argomenti avevano accennato in altre occasioni Piccolo, Sannino e Rianna”. E non è più o meno lo stesso concetto che ho ribadito nel mio intervento? E, allora, perché ha dato tanto fastidio quando un po’ tutti ci aspettavamo domande più argomentate e originali. Non ho fatto nessun cenno in quello scritto alla chiesa Collegiata come sede di un confronto politico. L’hanno fatto altri, ma mi tirano in ballo lo stesso. E, allora, sono costretto a citare ancora una volta Daniela Spadaro, che scrive a proposito dei cinque candidati: “Forse tutti avremmo preferito vederli altrove, in effetti. E non nella bellissima e suggestiva Chiesa Collegiata del Casamale, dove se proprio non si vuole scendere in mere questioni di opportunità, l’acustica non è la migliore possibile” Sul castello D’Alagno voglio ricordare agli amici del Casamale che il sottoscritto insieme a centinaia di persone scese in strada per impedirne un uso gastronomico del sito (era già pronto un cartello di ristoranti), e che denunciò una festa privata di un ex dirigente scolastico che festeggiò colà il proprio pensionamento con sit in strada. Giusto per dire che già c’eravamo quando gli amici non si conoscevano ancora. Poi citano i miei interventi fin dal novembre scorso, ma neanche in questo caso si capisce il motivo. Visto che non parlo di loro ma solo del Casamale. Li ringrazio di cotanta attenzione ma sarò pur libero di scrivere ciò che penso senza insultare nessuno. Il comunicato conclude con un’allusione ad improbabili incarichi e lavoretti. Li invito ad essere più espliciti. Anche perché non capisco cosa vogliano dire. E, visto che ci siamo, voglio ricordare ai cari amici che anonimo è colui, come dice la Treccani, che non appone la propria firma. Forse volevano dire pseudonimo. Ma a loro interessa sapere chi è la persona o quello che scrive? Ciò detto: anche io sono collaborativo, già lo faccio, partecipo, mi attivo, ma non per questo rinuncio alle mie idee.
Salvatore Piccolo
A seguire, una «replica» della nostra Daniela Spadaro
Egregio signor Piccolo o comunque voglia farsi chiamare, non entro nel merito delle sue considerazioni ma la invito a esprimere le sue idee, liberamente come sempre, senza però prendere in prestito il mio nome utilizzandolo per «giustificare» qualsivoglia considerazione. Nulla di polemico, per carità, le citazioni sono un omaggio a chi scrive e questo lo comprendo, anzi La ringrazio. Però quando si chiede “a loro interessa sapere chi è la persona o quello che scrive?” …la risposta non può essere che sì, dal mio punto di vista. Lei è liberissimo di utilizzare pseudonimi a iosa e per quel che ne so il direttore di questa testata è sempre lieta di accogliere interventi mirati ed arguti di lettori. Ma la risposta è sempre «sì». Perché la sottoscritta è una giornalista, professionista, che ci mette nome, cognome e faccia. Che esercita il diritto di cronaca e anche quello di critica. Dunque per un lettore, capirà, un tantino di differenza c’è. Non fosse altro perché, sempre la sottoscritta, si assume, ogni volta, tutte le responsabilità del caso di quel che dice e scrive. Sono ansiosa, come di sicuro lo saranno i lettori, di leggere ancora i suoi preziosi interventi. (daniela spadaro)



