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Somma Vesuviana, lettera in redazione: “Il Casamale è un morto che cammina”

Quante chiacchiere si sprecano ad ogni festa; e quante promesse vane. Si pretendano impegni scritti, altrimenti tutti a casa. Attorno al quartiere svolazzano troppi avvoltoi.

 

Tutto cambia affinchè nulla cambi, diceva soddisfatto il principe Salina nel Gattopardo. Non sappiamo chi potrebbe sostituirlo da noi, ma è esattamente quello che succede al Casamale. É passato un anno dalla festa delle lucerne. Cosa è cambiato per il quartiere?  Nulla. Il Grande Evento che doveva rappresentare il rilancio per il centro storico, come un palloncino sgonfio ha prodotto solo aria. Fritta, per giunta. L’ennesima occasione sprecata per il Casamale, nei confronti di questa festa che si ripeterà nel 2018, con gli articoloni degli esegeti, dei pistolotti intellettuali sul rapporto del passato e del presente, dei pastoni sulla cultura e roba varia. In realtà, come la scorsa edizione, anche la prossima sarà una simil sagra come quella dello gnocco o della salsiccia. E il Casamale? Figlio del gattopardismo non ha realizzato niente. Peggio di prima. Coi suoi problemi, sociali, economici, giovanili,  è addirittura peggiorato.  Tranne che per le tre effe da dare in pasto al popolo: feste, farina e forca. Come mai nessuno dei mast e feste ha sentito il bisogno di dire nulla su questo tema? Come mai le tante associazioni non hanno chiesto all’amministrazione comunale cosa sta facendo per il Casamale? Perchè dall’anno scorso non un atto amministrativo è stato deliberato nei confronti del centro storico? Sindaco, assessori, consiglieri comunali, che dicono  (a chiacchiere) di voler bene a questo quartiere si sono prodigati per favorirne una migliore vivibilità?  Persino il parcheggio di via Torre doveva dare sollievo al Casamale, liberandolo  dalle auto, non è ancora in funzione. Ennesima opera pubblica chiusa in se stessa, perchè non si è capace di darla ai cittadini (l’argomento, però, merita un approfondimento a parte). E, allora, quali sono le ricadute sul Casamale? Perchè questo quartiere si è avvitato su stesso, senza riuscire a ripartire. Altrove con bellezza e storia inferiore al nostro centro storico fanno cose da pazzi. Perchè noi non ci riusciamo, cioè noi residenti e classe politica.? Perchè non mettiamo alle corde quest’ultima, strappando non promesse ma impegni veri e scritti. E se non realizzati mandarli a casa, e provare con altri. Alle tante associazioni un appello: non pensate al vostro orticello, se non addirittura a qualche interesse di parte ingranziandosi questo o quel politico, a qualche “mangiata” con la presenza di autorità che un domani può tornarmi utile,  e tutti insieme remare verso un’unica direzione.  Forse partendo dal basso qualche risultato si potrà raggiungere. Il Casamale non può vivere eternamente come fosse un appendice del paese, ne è parte integrante, ma qualcosa si deve fare per uscire da questo pantano. E tantomeno deve essere territorio per speculazioni elettorali,  un quartiere che si fa “comprare” facilmente, dove appunto l’interesse privato prevale su quello pubblico.  A quei giovani che scoprono questo quartiere per qualche giorno, entusiasti e vogliosi, siate più propositivi con l’amministrazione comunale, presentate progetti e idee.  Insomma non siate casamalisti ad ore che suona un tantinello forzato e ipocrita, ma anche severi nei confronti di chi infrange le regole. Perchè del buonismo non sappiamo più che farcene. Anzi ha fatto troppo danni in questi vicoli, dove spesso dominanoi paura e omertà. Viva il Casamale, se lo vogliamo ancora far vivere.

Salvatore Piccolo

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