Fare della storica struttura absidale di via Campane un’area polivalente al servizio di tutti. Questo è l’obiettivo del nuovo progetto promosso dagli Amici del Casamale e dal parroco della Collegiata, don Giuseppe D’Agostino. Ieri sera, proprio in quello spazio, da anni lasciato all’incuria e all’abbandono, si è tenuto un incontro al quale hanno partecipato il sindaco Salvatore Di Sarno, il consigliere regionale Carmine Mocerino, il neo gruppo consiliare Insieme per Somma, la consigliera Adele Aliperta, il consigliere Giuseppe Sommese, i consiglieri di opposizione Salvatore Rianna, Pasquale Piccolo, Vincenzo Piscitelli, Salvatore Granato.
All’invito, rivolto a tutti quelli che intendono collaborare alla valorizzazione del borgo antico, hanno risposto numerosi esponenti delle diverse associazioni del territorio, tra cui Gli Aedi del Borgo, il Coro Gaetano di Matteo, il Torchio, l’Associazione Huck Finn, l’accademia Etnostorica di Tradizioni Vesuviane, alcune paranze del luogo, esponenti delle storiche congreghe, attivisti, cittadini e residenti del borgo che da sempre sono in prima linea per promuovere iniziative di aggregazione sociale. A fare gli onori di casa, il parroco che ha esordito dicendo : “Sono qui da circa un anno e mezzo e, fin dal primo istante, ho visto che vi operano tante associazioni ma ognuna è chiusa in se stessa. Ciò non porta da nessuna parte e non realizza niente … Ho sempre auspicato e sperato nell’aiuto dei giovani e quanti mi aiutassero ad ottimizzare gli spazi della parrocchia, spazi di cui tutti possano usufruire. Ed è per questo motivo che ho accolto con grande piacere il progetto di ristrutturazione di questo spazio, proprio perché può e deve diventare, con l’aiuto di tutti, uno spazio di vita per la nostra comunità. Siamo qui ad accogliere a braccia aperte chiunque voglia sporcarsi le mani per rendere abitabile, pulita, e accogliente questa storica struttura”. Ed è stato l’ingegnere Arcangelo Rianna a riportare alla memoria dei presenti la storia della struttura absidale che, ha detto – “Oltre cinquant’anni fa era adibita a sala cinematografica e teatrale, poi furono fatti dei lavori grazie al parroco Don Armando Giuliano, ma per anni i materiali di risulta ostruirono il passaggio, con l’amministrazione Allocca si provvide a liberarla, però nessun progetto è mai decollato, anzi per anni questo spazio è stato gestito da un esponente della congrega come garage. Come ho sempre fatto, metterò a disposizione le mie competenze tecniche per questo progetto”. Emozionante, come sempre, la testimonianza di Zì Michele ‘e Zez, che ha raccontato e ricordato gli anni in cui tutti gli amici del posto si incontravano nei locali dell’abside per assistere alle proiezione di film ed a tanti spettacoli teatrali di cui anch’egli è stato protagonista. “Con l’aiuto di tutti, questo posto – ha auspicato il presidente degli Amici del Casamale Armando di Luccio – può diventare un polo di aggregazione, un luogo dove le persone possano condividere momenti di svago, cultura e spettacoli. Proviamo a ripristinare questi locali, noi ci siamo e voi? “. A nome dell’amministrazione, la consigliera Adele Aliperta ha garantito massima disponibilità e impegno per sostenere il progetto. Disponibilità è arrivata anche dagli Aedi del Borgo e dal Coro Gaetano di Matteo che hanno promesso di devolvere il ricavato dei loro concerti a favore della ristrutturazione della struttura absidale. “Dobbiamo valorizzare non solo questo spazio ma tutto il Casamale – ha aggiunto Biagio Esposito (Accademia Etnostorica)- perché è uno dei borghi antichi più belli del Parco Vesuvio, uno dei pochi che presenta ancora intatta la storia, tanti monumenti storici e archeologici. In questo discorso si inserisce anche la necessità di tenere il santuario di Santa Maria a Castello aperto. Possiamo portare turisti, studenti stranieri, ma è necessario ridare vita al borgo, tenere aperto il Santuario…”. in ogni intervento si è percepita la presa di coscienza della mancata unità, spesso chiusura, tra le diverse forze associative presenti sul territorio e nel contempo la necessità di dover intervenire, di doversi sporcare le mani per ridare lustro al borgo. Non resta che sperare che alla domanda posta dagli amici del borgo: “Noi ci siamo e voi”? seguano finalmente risposte concrete. Per rendere abitabile lo spazio absidale servono risorse economiche, umane, tempo e disponibilità. Senza presunzione, senza spadroneggiare, senza pretendere lo scettro, senza la mania di sentirsi tutte prime ed uniche donne. Con uno scatto di umiltà e il piacere di volersi sporcare le mani insieme agli altri per un progetto tanto importante per il borgo, tutto diventa possibile.
Dall’archivio storico Alessandro Masulli scrive:
DIETRO ALLE CAMPANE
ll locale situato sotto l’abside dell’Insigne Collegiata era prima del 1839 un antico cimitero (Terra Santa sotto il coro), dove si inumavano preti e personalità della nobiltà locale, raggiungibile attraverso una scala d’accesso dal vano del campanile. Lateralmente vi era un oratorio con altare, dove officiava la Confraternita di S. Maria della Neve. Alcuni documenti attestano che questa piccola chiesa fu costruita nel 1762, epoca in cui fu richiesto il regio assenso dai confratelli a Sua Maestà Ferdinando IV di Borbone. Attualmente custodisce le spoglie di un prete imbalsamato. Tra l’abside e il sottostante cimitero vi era una stanza, dove furono ritrovati negli anni settanta antichi medaglioni della confraternita e alcuni cimeli. La Terra santa fu utilizzata anche dalla confraternita per la sepoltura dei propri sodali.



