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domenica, Ottobre 17, 2021

Somma Vesuviana, la “maledizione” del parcheggio di via Casaraia

Soldi pubblici profusi in un’opera mai utilizzata, le proteste e le denunce dei residenti ora preoccupati per un’eventuale apertura e la singolare vicenda delle chiavi dell’area consegnate ad un privato cittadino. Tanti nodi da sciogliere sulla struttura da anni in fase di stallo e il cui progetto definitivo transitò in consiglio comunale nel lontano 2007. 

Nell’intervista rilasciata all’indomani della sua elezione a sindaco della città, Salvatore Di Sarno (leggi qui) diceva del parcheggio di via Casaraia: «È una struttura che secondo me configura un danno erariale e inoltre ci sono problemi di accesso e di viabilità circostante. Quello è un esempio di soldi buttati. Parleremo con chi vive in quella zona, capiremo se sono interessati ai posti auto, magari per la sosta notturna. Verificheremo se sia possibile installare una rampa o una sorta di carrello elevatore». Aggiungendo che sarebbe stata sua cura farne verificare le condizioni – e le possibili potenzialità – dall’Ufficio Tecnico del Comune. Sulla struttura in questione sono stati versati fiumi d’inchiostro e – eravamo in piena campagna elettorale per le amministrative – Il Mediano documentò (leggi qui) lo stato di degrado in cui versava. Pochi giorni or sono, intanto, i residenti di via Casaraia hanno scritto ai carabinieri di Somma Vesuviana, al sindaco Di Sarno, alla polizia municipale, all’Utc e al Prefetto di Napoli per manifestare quali sarebbero, a loro parere, i disagi nonché i rischi in caso di apertura del parcheggio. Nell’esposto – datato 6 aprile 2018 – sono ampiamente elencate tutte le perplessità in merito all’opera pubblica, «avvisando» i destinatari della missiva che saranno loro stessi «chiamati a risponderne al verificarsi del primo incidente».

«Anche un soggetto non avvezzo alla costruzione delle strade pubbliche, si renderebbe conto del rischio connesso all’apertura al doppio senso di marcia, su una strada larga circa 4,00 metri, con ingressi di abitazioni che accedono direttamente sulla stessa e ad oggi, priva addirittura dei marciapiedi» – si legge nell’esposto. Che richiama poi articoli e regolamenti del codice della strada.

«Uno dei disagi che potrebbe recare danni a residenti è la completa assenza di sicurezza, data l’inesistenza di marciapiedi previsti per norma, in quanto le nostre abitazioni comunicano direttamente con il viale in oggetto, che permetterebbe di accedere al parcheggio mediante portoncini e cancelli i quali consentono l’immissione immediata dei pedoni su detto viale. Ciò comporta un reale, costante e vivo pericolo per chi quotidianamente uscendo di casa si immette sul viale correndo il rischio di essere investito da auto e motoveicoli che transitano per accedere al parcheggio. Tutto ciò assume, inoltre, maggiore preoccupazione se si considera la presenza di residenti con invalidità e numerosi bambini». Nella missiva si fa cenno poi ad un certo «alone di mistero» che da sempre circonderebbe la paventata apertura del parcheggio di via Seconda Traversa Casaraia.

«Incredibile come da una situazione di stallo permanente – determinata probabilmente dalla legittimità dell’opera secondo l’attuale progetto – si sia giunti ad una apertura imminente decisa con grave rischio per l’incolumità dei cittadini» – si legge ancora nell’esposto che fa cenno poi ad una circostanza particolare e ben precisa: «è esplicativo del comportamento del Comune, l’episodio della rottura indiscriminata del muretto di delimitazione dell’area di sosta, avvenuta qualche anno fa, perpetrata da un soggetto a cui oggi – a sentire le chiacchiere di paese – lo stesso Ente vorrebbe concedere l’apertura di un passo carrabile e che addirittura avrebbe concesso le chiavi di un’area pubblica ancora interdetta alla pubblica fruizione soltanto ad un soggetto privato che ne usufruisce senza alcun titolo». L’esposto si chiude – come accennato – con l’avviso che ogni responsabilità civile o penale derivante da eventuali incidenti «sarà da addebitare agli enti cui è diretta la presente».

Sulla particolare vicenda del passo carrabile e della concessione delle chiavi ad un soggetto privato, esiste un’altra missiva datata 8 aprile 2018. La firma in calce è quella di un legale, l’avvocato Domenico Cianniello che scrive al sindaco Di Sarno per nome e per conto della sua cliente, Elvira V., residente proprio in via Seconda Traversa Casaraia. La casa di Elvira V. confina appunto con un’ampia superficie di terreno espropriata anni fa dal Comune per essere destinata a parcheggio nonché ad installazione di pannelli fotovoltaici. Un’area che, come è noto, non ha mai avuto pubblica fruizione. L’avvocato Ciannello ricorda inoltre che la sua cliente, con altri residenti, fu firmataria di due successive istanze alla Procura di Nola con la quale si manifestavano riserve sulla legittimità ed opportunità dell’opera. Nel frattempo però – ed è questo il motivo della missiva inoltrata dal legale a Palazzo Torino – dagli inizi di febbraio di quest’anno i funzionari del Comune hanno consegnato al sig. P. P., proprietario di un fondo adiacente l’area de qua, le chiavi del lucchetto d’ingresso al cantiere; questa concessione ha trasformato il cantiere non ultimato in un parcheggio privato, atteso che il beneficiario lo utilizza per sé, per la sua famiglia e per soggetti estranei. Addirittura i parenti del sig. P. pretendono dai residenti di via Seconda Traversa Casaraia, che innanzi al cancello, non vengano posizionate auto che possano intralciare l’ingresso paventando, in caso contrario, l’intervento della Polizia Municipale (che pure è a conoscenza della vicenda)». La sentenza in questione però, recuperata dal legale della residente non sancisce per nulla l’utilizzo in via privata del parcheggio – cantiere, è invece – piuttosto – il mero accoglimento di un ricorso circa l’apertura di un passo carrabile che immette dal box – proprietà di P.  P. – nell’area pubblica antistante, dopo un’autorizzazione annullata in autotutela dal responsabile di servizio del Comune. Ma niente dice sulla consegna delle chiavi di un’area chiusa al pubblico ad un privato cittadino. Ed è il legale, infatti, che invita il Comune a rendere disponibile l’intera documentazione, riservandosi la possibilità di adire le autorità competenti.

 

 

 

 

 

Daniela Spadaro
Giornalista professionista
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