Lettere anonime e lettere firmate, esposti veri ed esposti firmati con nomi di persone reali che però non ne sanno nulla e prendono le distanze, scritti di testimoni di giustizia e missive di chi si erge a critico letterario, notista politico, editorialista e…chi più ne ha più ne metta
La notizia positiva è che a Somma Vesuviana, e nei paesi vesuviani in generale, si scrive molto. Soprattutto durante il periodo delle elezioni. I giornali hanno di certo un osservatorio privilegiato e il polso della situazione, in quanto destinatari di ogni scritto: dalle lettere anonime a quelle firmate. Ebbene, quelle anonime si sprecano: negli ultimi giorni un anonimo che si firma «Egidio Capasso», con grande sdegno dell’unico omonimo sommese che smentisce categoricamente di avere qualcosa a che fare con le lettere che stanno circolando, ha accusato un candidato sindaco di abusivismo edilizio, un esponente delle forze dell’ordine di essere al soldo di un candidato sindaco nonché di essere in affari per impianti di carburante e sale scommesse e un secondo candidato sindaco di promettere posti di lavoro e molto altro. Le lettere anonime sono per definizione la peggiore espressione dell’animo umano e dunque – giacché c’è chi sta indagando in merito agli estensori di queste dosi di veleno – non ne commentiamo il contenuto e non ne pubblicheremo mai nessuna: l’unica delle tre al momento note è stata diffusa da questa testata per un solo motivo, ossia che il destinatario delle accuse (l’ex sindaco Piccolo) ha voluto replicare pubblicamente diffondendola di sua sponte anche sul suo profilo Facebook.
Ma altre lettere invadono quotidianamente le nostre caselle mail, altri fake si affacciano sui social pensando di essere furbi (se le forze dell’ordine intendono accertare chi siete, state certi che ci riusciranno) e poi c’è invece chi si firma: nelle ultime ore sono giunte in redazione tre missive che sarà poi il direttore di questa testata a decidere quando e se pubblicare: la prima se la prende con i media (che novità…) accusando le testate locali di non aver dato il giusto spazio e peso ad un cittadino sommese che ha di recente ritirato un premio internazionale, ebbene da qualche modesta ricerca ci rendiamo conto che le cose non stanno proprio così, ma ricordiamo che i giornali – che si tratti di quotidiani o magazine on line – si occupano di tutto e che l’offerta variegata (politica, cronaca nera o rosa, cultura e sport e via di seguito) corrisponde alla richiesta altrettanto variegata. Chi si indigna sui social commentando l’ultima prodezza di Belen, quel pezzo è andato a leggerlo, ha perso due minuti del suo tempo anche a dire la sua invece, per esempio, di andarsi ad informare sulle ultime scoperte scientifiche relative al Bosone di Higgs. Di conseguenza, l’accusa che ci viene mossa, dandoci peraltro l’appellativo di «blog cittadini», con tutto il rispetto per i blog la troviamo poco calzante: per citarne l’autore diciamo che ci interessa sì, capire se qualcuno vincerà le amministrative al primo turno (poco probabile), se qualcuno che ha ritirato la lista si schiererà con qualcun altro e se l’ex sindaco scenderà di nuovo in campo (si è distratto, caro lettore, c’è già da tempo) ma sul suo «non c’è tempo di celebrare ragazzi prodigiosi» non ci stiamo. Perché è vero, come dice, che la notizia (del premio, non della residenza dei suoi vincitori) è stata pubblicata da molte testate italiane e non, ma è vero anche che qualche testata vesuviana gli ha dedicato un’intervista e che il protagonista in questione, cui facciamo con orgoglio territoriale i nostri migliori auguri, non ha avuto evidentemente accanto chi si è preoccupato di “informare”. Ma, polemiche poco appassionanti a parte, ne daremo conto con piacere e gioia.
Un’altra lettera giace nella casella postale del mediano.it: è del testimone di giustizia Gennaro Ciliberto e dà conto di un’altra missiva che lui stesso ha inviato al viceministro Bubbico e in cui lo pungola incitandolo ad accertare se dietro quanto accaduto di recente a Somma Vesuviana ci sia la camorra. Anche la decisione in merito alla pubblicazione di quest’ultimo scritto spetta al direttore Carmela D’Avino, e sarà lei a prenderla, ma riteniamo che – più che la domanda certamente da diffondere – sia interessante conoscere la risposta, ove ci fosse, del viceministro al quale Ciliberto ha più volte scritto in occasioni diverse.
C’è poi un’altra lettera ancora, con accuse pesanti ai danni di un funzionario del Comune di Somma Vesuviana e di riflesso anche al commissario prefettizio, pure per questa deciderà il direttore. E dunque non scenderemo nei dettagli in questo editoriale che ha unicamente lo scopo di far notare sommessamente, soprattutto in ordine agli scritti anonimi, come le campagne elettorali tirino fuori il peggio. Tutti i cittadini indignati che si sfogano sui social con parole spesso violente indirizzate all’uno o all’altro candidato hanno nelle mani un’arma potente, non vigliacche missive anonime: la matita, la scheda. Se tutti sceglieranno con coscienza – e non per ottenere vantaggi e prebende per sé o per i parenti, non per amicizia, non per simpatia, non perché uno dei candidati è più bello o più gentile – la democrazia ne beneficerà. E anche Somma Vesuviana. Una piccola nota: se voi, lettori/cittadini/elettori siete a conoscenza di notizie di reato, è ovvio che un giornale serio sia pronto a dar voce a tutti. Ma contestualmente e con la stessa sollecitudine che mettete nell’estendere pagine di denunce al curaro, andateci davvero dalle forze dell’ordine. Per il resto, auguriamo una serena campagna elettorale a ciascuno dei cinque candidati sindaco, a ciascuno dei candidati al consiglio comunale. Senza accuse anonime ma con una competitività leale ed accesa che siamo pronti a convogliare in un confronto pubblico, se tutti i cinque accetteranno.
Post scriptum, agli amanuensi cittadini, un umile e piccolo suggerimento letterario, chicca che d’ora in avanti tenteremo di inserire quale nostra caratteristica in ogni articolo o intervista, contribuendo così alla diffusione della letteratura.
Il libro del giorno che ci sentiamo di consigliare è «Signor Malaussène» di Daniel Pennac. Fateci sapere se vi è piaciuto.



