Intanto emergono dubbi su possibili difformità dell’installazione rispetto al codice della strada dopo un sopralluogo dei carabinieri. Le autorizzazioni però, ci sono tutte. Nel caso, chi è che ha sbagliato?
«Sarà stata autorizzata l’installazione ad un incrocio?». I dubbi erano venuti a qualche cittadino che subito dopo la pubblicazione delle fotografie sulla pagina facebook del mediano.it, aveva commentato così, mettendo in dubbio la posizione decisa per collocare l’immagine di Santa Maria a Castello su pietra lavica all’incrocio che porta su a Castello. Un’installazione voluta da don Franco Gallo e offerta da Alfonso De Falco dei supermercati Gennarì. Ieri i carabinieri di Somma Vesuviana hanno effettuato un sopralluogo e i rilievi diranno se l’icona di Mamma Schiavona proprio in quel punto possa causare difficoltà a chi percorre in auto quell’incrocio.
Si vedrà, ma intanto i fedeli e la maggior parte dei cittadini hanno accolto con favore l’iniziativa con commenti entusiasti alle foto realizzate prima che l’icona fosse nuovamente ricoperta in attesa della benedizione che, per consentire l’intervento delle paranze, tutte devotissime alla Madonna di Castello, si terrà a settembre.
Ora, è possibile che chi di dovere possa riscontrare magari difformità rispetto a quanto detta il codice della strada ma le autorizzazioni, ci siamo dati la pena di verificare, ci sono: la comunicazione di inizio lavori reca allo sportello per l’edilizia del comune di Somma Vesuviana reca il protocollo 6411 del 5 aprile scorso. A sottoscriverla è don Franco Gallo, indicando l’installazione dell’icona sacra in via Circumvallazione. I lavori sono stati eseguiti dalla ditta Co.Ge.Pi. (Costruzioni Generali Piemonte srl), ditta che contestualmente ha presentato il Durc. Inoltre, essendo il Comune di Somma Vesuviana in zona protetta, la richiesta è stata regolarmente presentata anche al Parco Nazionale del Vesuvio, inoltrata dal Comune di Somma Vesuviana per conto del sacerdote Franco Gallo. Nella comunicazione poi firmata dal direttore del Parco Vesuvio si specifica naturalmente anche il luogo. La richiesta il protocollo 2594 e risale al 12 maggio 2016 «per l’installazione di una lapide sacra in pietra vesuviana sull’aiuola spartitraffico di proprietà comunale ed ampliamento della stessa in via Circumvallazione».
Il direttore del Parco certifica che non vi sono situazione ostative e cita, agli atti, anche l’autorizzazione paesaggistica numero 4 del 2016 (protocollo 2467 del 9 febbraio 2016) e il parere favorevole della Soprintendenza espresso con nota 22603 del 15 dicembre 2015. Insomma, il Parco – considerato anche che non ci sono aumenti di volumetrie – dà il placet totale all’opera purché non superi l’altezza di due metri dal suolo. Precisando però che: «l’idoneità della forma e della dimensione dell’aiuola, nonché delle caratteristiche dimensionali della lapide rispetto al Codice della Strada sono di competenza dell’Autorità Comunale». Nel caso in cui difformità esistessero, l’asino cascherebbe proprio qui, su questa prescrizione. Per capire se sia o meno così bisognerà aspettare l’esito del sopralluogo. Intanto i cittadini, quella lapide, la amano già.



