Accoglienza per donne e bambini migranti, sostegno per persone affette da varie dipendenze: ludopatie, alcolismo, sostanze stupefacenti. Questo e molto altro è «Parco Mediterraneo», la prima comunità locale sostenibile del Mezzogiorno con sede nel convento dei Padri Trinitari di Somma Vesuviana, nell’antico borgo Casamale, cuore pulsante del Parco Vesuvio. Nasce così, da un progetto di riqualificazione del convento, condiviso dalla Rete Mediterraneo Sociale e dagli stessi Padri Trinitari, un esempio di «economia civile», una struttura realizzata con investimenti etici e non profit, senza alcuna risorsa pubblica. A inaugurarla, ieri mattina, il presidente della Regione, Vincenzo De Luca, che ha definito l’iniziativa «senza eguali in Campania».
Il campetto sportivo del convento, da tempo abbandonato, ospita oggi la Mediterranea Scuola Calcio che vuole essere «una azione di contrasto alle baby gang e all’esclusione minorile». Altri locali divengono centro studi ed emeroteca, i giardini sociali sono fruibili da famiglie e bambini. Al piano terra del convento c’è il bistrot sociale con la mensa di comunità. Al secondo piano, invece, si accolgono donne e bambini migranti nella Casa di accoglienza Parco Mediterraneo gestita dall’associazione Il Pioppo, secondo le regole di una convenzione con la Prefettura ispirata alla costruzione di piccoli gruppi sostenibili e integrati sul territorio. Operativo pure il polo di alta formazione per i nuovi mestieri sociali promosso dal Consorzio Forma, la rete dell’agricoltura sociale e i prodotti della filiera corta del vesuviano che animano il polo di commercio solidale Mediterraneo Store. Una cucina attrezzatissima, giornali e libri a disposizione degli ospiti, operatori e volontari e miriadi di progetti in itinere come il dipartimento «Archeologia di comunità» in collaborazione con il sito archeologico della Villa Augustea. Il programma di ieri prevedeva anche l’inaugurazione del campetto sportivo e una inedita partita di calcio tra la squadra di ragazzi migranti Nelson Mandela e quella della comuniutà terapeutica Il Pioppo, ma le condizioni climatiche non l’hanno consentito. Accanto al governatore, il sindaco Salvatore Di Sarno, la consigliera regionale Antonella Ciaramella, il presidente del Parco Vesuvio Agostino Casillo e fra Gino Buccarello, ministro provinciale dei Trinitari. De Luca si è soffermato soprattutto sulle dipendenze, sottolineando che in Campania almeno ventimila persone sono accompagnate in programmi di recupero da alcool, droghe, ludopatie. Scagliandosi poi contro il «farabuttismo» di taluni esercenti che vendono alcool ai minori. «Negli ospedali campani arrivano ragazzini di dodici o tredici anni in coma etilico, la movida notturna sta devastando un’intera generazione» – ha detto il governatore, senza risparmiarsi anche sul tema migranti e sicurezza: «Aiuto e accoglienza a tutti per umanità e spirito cristiano, ma anche estremo rigore nei confronti di chi viola le leggi, se taluni arrivano in Italia a spacciare droga non possiamo essere caritatevoli». Il sindaco della città, Salvatore Di Sarno, ha inneggiato agli «uomini di buona volontà» che sono riusciti a creare un «piccolo miracolo» a Somma Vesuviana. «Non abbiamo timore, questo luogo sarà aperto a tutti coloro che ne hanno bisogno, agli ultimi». Tutti i lavori di riqualificazione hanno avuto il placet del Parco Vesuvio e del presidente Agostino Casillo. Intanto ieri il Cearc, coordinamento enti ausiliari Regione Campania, ha diffuso una nota di plauso a De Luca per la riforma del sistema di accreditamento e delle nuove tariffe delle comunità di accoglienza della regione, varata negli ultimi giorni dello scorso anno, una vertenza storica risolta in soli ventidue giorni con il decreto 76 del 28 dicembre, stabilendo nuove tariffe e adeguati requisiti strutturali a partire da aprile 2018, in un processo accompagnato anche da don Tonino Palmese, vicario episcopale della Curia di Napoli.
Al convegno inaugurale hanno preso parte anche i consiglieri regionali Carmine Mocerino e Francesco Emilio Borrelli (candidato alla Camera nel collegio uninominale Campania 1) ed è stato proprio Borrelli, a margine dell’iniziativa, a lanciare un nuovo allarme sottolineando che anche la direzione nazionale antimafia ha confermato l’affiliazione dei giovanissimi ai clan. «Ora che abbiamo la certezza di avere a che fare con un’emergenza criminalità che riguarda i giovanissimi che prima si organizzano in baby gang e poi si affiliano ai clan della camorra, dando vita a faide sanguinose, sarebbe il caso di intervenire immediatamente per fermare il propagarsi del fenomeno» – ha detto Borrelli, aggiungendo che «anche nella relazione semestrale della Direzione nazionale antimafia si parla del progressivo abbassamento dell’età in cui si entra a far parte dei clan come noi denunciamo da anni. Purtroppo siamo stati spesso inascoltati da parte dei Questori e dei Prefetti. Servono azioni di recupero e quindi investimenti come quello del Parco mediterraneo di Somma Vesuviana che ho visitato questa mattina insieme al presidente della Regione, Vincenzo De Luca, al sindaco di Somma Vesuviana, Salvatore di Sarno, e al presidente della Fondazione Polis, Don Tonino Palmese, ma sono necessari interventi repressivi immediati e straordinari, a cominciare dall’allontanamento dei bambini da quelle famiglie che vivono nell’illegalità, soprattutto quelle camorriste, e dimostrano di non aver alcuna intenzione di cambiare vita».



