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Elezioni, il debutto a Pomigliano: “Io sono Sgarbi, loro nessuno: Di Maio capra ! “

Non è stato continuamente volgare e non ha sclerato spesso. Anzi, al suo debutto di ieri sera davanti agli elettori del collegio di Pomigliano, il collegio del leader Cinque Stelle Luigi Di Maio, Vittorio Sgarbi ha mantenuto un tono insolitamente pacato. Il critico d’arte ed assessore della Regione Sicilia ha pure scomodato Dante, Foscolo, Benedetto Croce, lo scrittore napoletano ed ex sindaco ottocentesco di Pomigliano, Vittorio Imbriani, nei circa quaranta minuti di comizio tenuto al teatro Gloria, pieno come un uovo. Un discorso quasi tutto puntato sul fatto che Di Maio sarebbe “un disoccupato ignorante, un incompetente immeritevole dei 16mila euro al mese di danaro pubblico che guadagna”. Accuse precedute e in qualche modo alimentate dall’affermazione del sindaco di Pomigliano, Raffaele Russo. “ Mi hanno chiesto se sarei orgoglioso di avere il concittadino Di Maio presidente del Consiglio – il congiuntivo è giusto, si ? – ma io non posso essere orgoglioso se lui diventa presidente del Consiglio. Io sono orgoglioso di Giovanni leone, di Luigi Giampaolino, presidente emerito della Corte dei Conti, della famiglia Imbriani Poerio. E vorrei essere orgoglioso di vedere all’indomani delle elezioni del 4 marzo Vittorio Sgarbi deputato della città di Pomigliano d’Arco”.  Ha fatto gli onori di casa, Russo. Anche da Cicerone. “Mi hanno detto che è grillino il prete delle chiese che ho visitato qui. Non so se andrà in paradiso, andrà in purgatorio… – la battuta di Sgarbi su don Peppino Gambardella, il parroco della chiesa madre di San Felice, il sacerdote molto amato dalla gente e che non si è mai piegato ai vari poteri di queste parti –  io comunque – l’affondo del candidato di Forza Italia – non ho mai visto un grillino cristiano. Io sono cristiano ! Vanno cacciati i presidi che tolgono il crocefisso dalle scuole ! La storia del presepe è civiltà. Io non ho mai sentito questi (grillini ndr) parlare di famiglia cristiana. La famiglia cristiana è fatta di padre madre e figli, contro ogni legge di un governo che fa le cose per moda. Un bambino non può avere due padri”. A ogni modo quasi tutto il comizio del professore è stato incentrato sulla competenza, sui titoli di studio, su quella che ormai è l’ossessione berlusconiana e non solo: Luigi Di Maio, il Movimento Cinque Stelle.  E giù con la raffica di attacchi.  “Mia madre mi ha insegnato che chi non conosce la grammatica italiana non è italiano”, “Grillo è l’evoluzione della merda ma dentro non c’è niente”, “L’elogio dell’incompetenza è contro la vita degli uomini”, “Non è accettabile che la protesta prevalga”, “Sono contro i dilettanti, penso anche alla Lorenzin e a quella scorreggia fritta di Alfano”, “Soltanto chi conosce può fare”.  Quindi la ricostruzione della candidatura a Pomigliano: “Quando mi hanno stretto in quest’area, Ghidini e Berlusconi mi hanno chiesto di candidarmi qui. Io in questo momento sono residente a Calascibetta in Sicilia. Non sono residente a Ferrara. Però non so dove rientrare. Io sono come Ulisse. Io sono di Pomigliano D’Arco. Questa sera vado a dormire a La Spezia. Domani mi vedrò con il cardinale Bagnasco”. Poi di nuovo a proposito di lauree e diplomi: “ Io posso essere candidato a ministro perché ne ho i titoli. Io non posso parlare di Di Maio. Possibile che uno possa fare il presidente del Consiglio senza avere fatto niente ? L’Italia non è di gente che vuole solo il sussidio di disoccupazione. Il vero scandalo è lo stipendio di 16mila euro al mese al vicepresidente della Camera che non ha mai fatto un caz…Intanto Grillo non si candida. Ma non puoi prendere i voti e darli agli altri che non ne prendono. Chi combatte per un’Italia nuova non può entrare in Parlamento grazie a un miliardario. Quale sarebbe l’antagonista naturale di Di Maio ? Un disoccupato ?”. Il professore ha detto di aver allestito due mostre a Napoli. Una si chiama da “Goya a Maradona”. “Perché io non dico cose: le faccio, le porto. Verrà Maradona a trovarmi a Napoli – ha anticipato Sgarbi – quel calciatore ha molta più cultura di altri. La politica è vita, lui dà vita. Se lo ricordi Di  Maio: cominci dalla conoscenza”. Frasi che hanno motivato l’autocandidatura di Sgarbi a ministro dei Beni Culturali: “Perché Franceschini sbaglia a nominare stranieri alla direzione dei nostri musei”. Ma non potevano mancare urla e parolacce.  “ I grillini sono deputati del ca….”, l’improperio seguito da un suo classico: “Capra, capra, capra Di Maio !”.  A proposito di ovini. Sullo sfondo del palco è rimasta per tutto il tempo impressa la diapositiva di uno dei tanti manifesti affissi in città dal sindacato Si Cobas e dal collettivo 48 OHM. Manifesto che ritrae Sgarbi con le corna e la testa mozzata da un corpo, appunto, di capra. “Io sono Sgarbi – il commento –  loro non sono nessuno: pulci infette. La polizia ha tolto i manifesti. Vedremo alla fine chi avrà la testa mozza”. Per la cronaca hanno partecipato all’evento, tra gli altri, anche i candidati Giosy Romano (Forza Italia), sindaco di Brusciano e presidente dell’Asi di Napoli, e Leonilde Colombrino (Fratelli D’Italia), ex assessore del Comune di Pomigliano.

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