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Somma Vesuviana, il Pd si stringe intorno ai militanti e al segretario: domani delegazione dal Prefetto

Domani (lunedì 22 maggio) delegazione dem dal prefetto Pagano per chiedere il rinvio della tornata elettorale fissata per domenica 11 giugno. Alle 16 il segretario cittadino Giuseppe Auriemma sarà accompagnato dall’eurodeputato Andrea Cozzolino, dalla segretaria regionale Assunta Tartaglione, dal deputato e componente della commissione Antimafia Massimiliano Manfredi e  da Venanzio Carpentieri, segretario provinciale dem nonché candidato sindaco a Melito.

Piazza Vittorio Emanuele III, la tranquillità del sabato mattina e le strade più libere del solito. Sono le 10, 30 e la sezione del Pd intitolata a Rosanna Cimmino è aperta. Nella chiesetta di fronte sta per celebrarsi una qualche cerimonia e il gruppo di invitati vestiti a festa chiacchiera, in attesa. La sede dei democratici è invece semideserta, nonostante sia stata convocata per quell’ora una conferenza stampa con uno scarno comunicato inviato il giorno precedente a firma di Peppe Auriemma, il segretario cittadino. Si potrebbe pensare di aver sbagliato ora, magari giorno.

Invece no, nella sede del Pd dedicata alla Cimmino – sociologa e attivista sommese troppo presto scomparsa – è tutto pronto, nonostante vi siano, nella saletta arredata con un tavolo coperto dalla bandiera di partito, poche sedie e meno di dieci persone. Dietro la larga scrivania sono seduti il segretario Auriemma e Gianni Piccolo, iscritto e militante di partito, sullo sfondo i manifesti con il logo Pd, il volto sorridente dell’ex premier Renzi e lo slogan «L’Italia sta cambiando verso». La telecamera di un’emittente locale, la sola presente, è puntata sul volto del segretario a raccoglierne le parole. Alle 10, 40 Auriemma dà il via alla conferenza, in una solitudine che è quasi rumore assordante. Nel Pd di Somma, dopo il clamore degli ultimi giorni, le veline, le note stampa dei deputati e dei dirigenti di partito, solo il segretario ed un iscritto a parlare. Non ci sono parlamentari, non ci sono dirigenti, non vi è alcuno tra coloro che in vari modi hanno espresso solidarietà. Solidarietà per il ritiro del candidato individuato dalla coalizione rimasta solo virtuale tra Pd e Somma al Centro, Peppe Bianco. Per la decisione di non presentare la lista. Solidarietà per l’allarme di mancata agibilità democratica, per le ventilate pressioni, per la denuncia alfine sporta da Peppe Bianco l’11 maggio scorso e che parla di lettere anonime, di minacce vergate da mano ignota, di intimidazioni. Ma tolte le note solidali, nella sede del Pd non c’è nessuno, o quasi. Una scelta, evidentemente. Eppure l’occasione e le circostanze richiederebbero una prova di forza, di unità, di rivendicazione di una scelta singolare benché legittima come quella di non partecipare alle amministrative di domenica 11 giugno. Auriemma presentava ieri mattina una lettera che domani dovrebbe già essere nelle mani del prefetto di Napoli, Carmela Pagano: la richiesta di rinvio delle elezioni comunali di Somma Vesuviana con in calce la firma del segretario di partito. La missiva parla di «una serie di atti diretti a coartare la volontà del candidato sindaco Bianco e che lo hanno portato al ritiro». Di atti compiuti a danno di alcuni candidati consiglieri di una lista civica collegata – Somma al Centro- che ne hanno determinato il ritiro. «Atti all’esame della magistratura», precisa il documento. Quale precedente, Auriemma cita il rinvio delle elezioni comunali di San Giuseppe Vesuviano ma in quel caso si trattava di circostanze che seguivano lo scioglimento per infiltrazioni mafiose a pochi giorni dal voto e, secondo le norme, il rinvio delle elezioni può essere disposto per soli casi di forza maggiore. «Ed è il nostro caso- insiste Auriemma – un costringimento psichico nei casi che hanno portato sia il nostro candidato sindaco, sia alcuni aspiranti consiglieri a ritirarsi».

Francesco Emilio Borrelli

Lo scenario da campagna elettorale di Somma Vesuviana non è certo sereno e martedì arriverà in città il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli, intenzionato a raccogliere tutte le denunce e le segnalazioni di irregolarità o condizionamenti. E ieri mattina in una conferenza stampa semideserta Auriemma, insieme all’iscritto e militante Gianni Piccolo, dice che il partito è in assemblea permanente già dal giorno in cui la dolorosa scelta, «necessaria» aggiunge il segretario dem, è stata fatta: niente lista.

«Un segnale straordinario, una denuncia, una desistenza perché emerga quello che tutti sanno e nessuno dice». Non lo dice, del resto, nemmeno il Pd.  «Io so, ma non ho le prove», dice appunto il militante Gianni Piccolo citando uno scritto di Pasolini degli anni ’70. «Quello che tutti sanno e nessuno denuncia» – rilancia il segretario Auriemma che, qualunque sia la scelta della prefettura, intende chiedere al commissario straordinario attualmente alla guida di Somma Vesuviana, Carolina Iovino, i modi e i tempi per poter mettere in piedi una mobilitazione dem. «Non possiamo usufruire degli spazi elettorali – prosegue Auriemma – ma dobbiamo capire in che forma mobilitare la nostra gente». «Tutti sanno e nessuno denuncia». Prova a spiegare, Gianni Piccolo: «L’equazione è nota, nel corso degli ultimi dieci anni sono stati consegnati in campagna elettorale elettrodomestici, telefoni cellulari, sono stati promessi e dati posti di lavoro, si sono verificate ingerenze sugli appalti. Il nostro dovere è parlare, non tacere, abbiamo già soprasseduto per tanto tempo lasciando che il centrodestra si impossessasse della macchina comunale: cinque volte al voto in dieci anni». E gli elettori del Pd che, se le elezioni si terranno come da copione, non troveranno sulla scheda elettorale il simbolo in cui si riconoscono? «Sarà oggetto di discussione dei prossimi giorni nell’assemblea di partito – dice Auriemma – spero che a quel punto, una volta scelta la strada da comunicare al nostro popolo, ci sia almeno concesso di affiggere manifesti negli spazi appositi della città».

Andrea Cozzolino
Massimiliano Manfredi

Questo era lo scenario ieri mattina, ma si trattava forse appunto di una scelta: tenere la conferenza stampa quasi in un clima di riserbo (pur se parlare di riserbo se si convocano i media è contraddizione elevata alla massima potenza) , senza estendere gli inviti a dirigenti sovracomunali e deputati. Però passano alcune ore – era ancora ieri (sabato 20 maggio) – e le cose si mettono diversamente. Auriemma aveva detto al mattino che la lettera al prefetto sarebbe stata inviata il giorno stesso via posta certificata (pec) e che, se la dottoressa Carmela Pagano avesse voluto vederlo di persona, si sarebbe reso immediatamente disponibile.  Invece…è già ormai pomeriggio quando a Somma Vesuviana arriva l’eurodeputato Andrea Cozzolino, accolto da Gino Cimmino. Si trattiene con i militanti e più tardi rilascia una dichiarazione: «Non possiamo fingere che quanto accaduto a Somma Vesuviana sia meno che un fatto enorme – dice Cozzolino – che non ci siano stati pesanti condizionamenti nella presentazione delle liste». E prosegue, Cozzolino: «Se a giugno Somma andasse al voto, sarebbe la prima volta che una forza politica di rilevanza nazionale non sarà rappresentata, nella competizione e in consiglio comunale, anche gli altri partiti dovrebbero adeguatamente riflettere».

Assunta Tartaglione
Venanzio Carpentieri

Nel frattempo Assunta Tartaglione, segretario regionale del Pd, dettava alle agenzie stampa: «Dalle notizie degli ultimi giorni sul comune di Somma Vesuviana emerge un quadro inquietante, reso ancora più preoccupante dalla vicinanza della tornata elettorale. È prioritario che la magistratura faccia al più presto chiarezza sulla vicenda. Allo stesso tempo, facciamo appello al prefetto affinché si valuti se il clima che si è determinato consenta il regolare svolgimento delle Amministrative».

Ormai chiaro, nel tardo pomeriggio, che il Pd ha fatto quadrato e si diffonde la notizia: domani, lunedì 22 maggio, la lettera non arriverà in Prefettura via pec. Sarà consegnata invece a mano: il prefetto Pagano ha convocato il firmatario Giuseppe Auriemma che la incontrerà insieme ad Andrea Cozzolino, Assunta Tartaglione, il deputato e componente della commissione Antimafia Massimiliano Manfredi e Venanzio Carpentieri, segretario provinciale dem nonché candidato sindaco a Melito.

Antonio Marciano

Una rinnovata compattezza che forse si deve anche ad un post comparso al mattino sul profilo Facebook di Antonio Marciano, consigliere regionale Pd che prima ancora di profondere ai militanti di Somma Vesuviana una gratuita e inflazionata solidarietà fa autocritica: «Anche in questo caso non siamo riusciti ad essere comunità».

Ecco il post sotto il quale, tra i commenti, compaiono i ringraziamenti del segretario dem di Somma, Auriemma.

«La vicenda delle elezioni nel Comune di Somma Vesuviana da qualsiasi punto la si guardi è una vicenda triste ed inquietante. Vedremo cosa deciderà nel merito a proposito della possibilità di svolgere le elezioni in un contesto così compromesso, il Ministero degli Interni. Sul clima di veleni, di intimidazioni, di ricatti, di pressioni così come sta emergendo, la magistratura è chiamata a fare piena luce e a colpire pesantemente le responsabilità. Ne va della credibilità dello Stato e della nostra democrazia. La scelta del circolo locale del PD di non presentare il simbolo e dunque di non concorrere in questa competizione elettorale, immagino sia stata una scelta tormentata. Rimane però dentro di me il dubbio che anche in questo caso non siamo riusciti ad essere comunità. Possibile che in un passaggio così delicato si siano lasciati da soli compagni ed amici del PD? Possibile che di questa vicenda ne abbia parlato la stampa (per tempo ed in modo approfondito) ma mai nessun organismo dirigente provinciale o regionale abbia affrontato la questione? Comprendo che forse è in un quadro di una doppia solitudine, quella nei confronti della camorra e quella rispetto al gruppo dirigente provinciale e regionale, che sia maturata una scelta così estrema da parte del locale circolo del PD. Ne dovremo parlare ancora e seriamente. È incredibile che di Somma Vesuviana, di Pimonte, di Melito, di Ischia se ne sia saputo solo dai resoconti giornalistici. La somma di queste solitudini non fa un partito. La somma di queste solitudini crea incertezza, introduce elementi di degenerazione, rende permeabile la nostra organizzazione e in casi come questi poteri forti e criminali trovano terreno fertile per inquinare la vita delle nostre città. È evidente che non possiamo riavvolgere il nastro del tempo, ma di tempo a disposizione ne abbiamo intanto per non far sentire ancora soli i nostri iscritti al PD di Somma Vesuviana, i nostri elettori, le forze sane, la parte buona di quella città che è prevalente e merita rispetto. Nei prossimi giorni convochiamo a Somma Vesuviana una grande assemblea popolare. Invitiamo la Presidente e tutti i parlamentari della commissione antimafia che pensano sia giusto è doveroso accendere un riflettore su quanto accaduto. Facciamo di questa vicenda una battaglia di legalità e di trasparenza che vale per Somma Vesuviana e per il Paese. Quello che è accaduto non può essere delegato a racconto di cronaca. Quello che è accaduto merita un pieno ed unitario impegno del PD qui e a Roma».

 

 

 

 

 

 

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