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Somma Vesuviana. Festa della Tammorra : autorizzazione e revoca nelle stesso giorno

Ieri pomeriggio i carabinieri e la polizia municipale hanno notificato agli organizzatori la revoca dell’autorizzazione a fare la festa in via Costantinopoli. Momenti di protesta e di tensione e poi la decisione di di ballare comunque. 

 

Non è la prima volta che da Palazzo Torino si rilascia un’autorizzazione  a procedere  e poi , a distanza di poco, arriva la revoca della stessa. E’ quanto è successo per la tradizionale festa della tammorra , che  da anni porta a Somma Vesuviana artisti e gruppi folk da ogni dove. Ma andiamo con ordine. La festa della tammorra  per diversi anni si è fatta nella piazza principale, piazza Vittorio Emanuele III,  poi nacquero problemi sulla sicurezza e la viabilità e così la si dirottò verso Piazza Europa, dove però lo spazio era poco rispetto ai numerosi gruppi che si esibivano. E così si pensò allo spazio “La Villetta”, proprio dietro Palazzo Torino, ma anche lì lo spazio  era limitato. Per un paio d’anni gli organizzatori, viste le difficoltà ad ottenere permessi al centro della città, si sono spostati in uno spazio agricolo privato in via San Sossio,  dove però si ballava a difficoltà a causa della polvere. In ogni caso e difficoltà, la festa è stata sempre un successo giacchè ha portato sempre centinaia di appassionati e di gruppi di fuori regione. Quest’anno gli organizzatori hanno pensato di inserire la festa nel piano di riqualificazione della vecchia chiesa, sconsacrata da anni e lasciata  al degrado e all’abbandono d anni,  di via Costantinopoli a Rione Trieste. L’intento era di sfruttare lo spazio adiacente alla chiesa e , soprattutto, il campetto sportivo che  ad oggi è solo luogo di vandalismo di adolescenti inquieti. Pubblico ma incustodito e senza sorveglianza, il campetto è stato più volte vandalizzato  ed è luogo di schiamazzi e di baldoria di alcuni ragazzi del posto. Scelto il luogo e stabilita la data, 20 e 21 maggio,  l’accademia Vesuviana di Tradizione Etnostoriche avvia l’iter per ottenere regolare autorizzazione. Il primo passo è la  richiesta allo sportello unico per le attività produttive ( Suap), poi alla responsabile del P.O. n 4 Monica D’Amore che , ottenuto anche  il parere favorevole del comando  di polizia municipale, scrive: “visto che l’evento ha carattere culturale ed è inteso a promuovere le antiche tradizioni, visto che la manifestazione non prevede occupazione di suolo pubblico con allestimenti vari e   si basa sulla partecipazione popolare  e sui su ritmi e voci  prodotti senza impianti amplificativi,  autorizza l’associazione Accademia Vesuviana di Tradizioni Etnostoriche a dare corso a tammurriate spontanee presso gli spazi richiesti“. Ottenute le necessarie autorizzazioni, gli organizzatori avviano il lavori di allestimento. E’ Pino Iove, vera anima della festa, che con la la passione di sempre si è occupato per due giorni  di realizzare e  sistemare le centinaia di bandierine colorate nello spazio che doveva accogliere il popolo della tammmorra. Alle 15,30, a poche ore dall’inizio della festa, arriva però la revoca  “Un mero errore materiale.….” si legge nel secondo parere del Comando Polizia Municipale, che invita la responsabile del P.O. n 4 all’immediata revoca dell’autorizzazione per “concrete problematiche in ordine alla viabilità…… per pericolosità in tema di sicurezza stradale”. Ma ormai la festa è avviata e, nonostante l’intervento della polizia municipale e dei carabinieri, gli organizzatori decidono di dare il via alla festa. “In questo campetto – spiega amareggiato Pino Iove- tutti i giorni e a tutte le ore ci sono ragazzi che schiamazzano, sfregiano gli spazi, giocano a pallone e nessuno bada al pericolo del muro di cinta, dei binari vicini. Tutto questo lo si nota ora che noi vogliamo dare il via  qui a libere esibizioni  e a tammurriate? Cosa dovrei dire ai tanti gruppi folk che stanno arrivando? Stasera noi balliamo e andiamo avanti. Poi, si vedrà”. E’così è stato.  Anche se in poco spazio, la tammorra ha suonato. Liberamente…

 

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