Somma Vesuviana, il fucarone di Sant’Antuono in via Colle in memoria di «Zì Riccardo»  

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 A volte ci sono eventi inspiegabili che partono senza neanche troppe convinzioni, non sai neanche da chi, succede e basta. Il primo anno ci sono solo i parenti stretti intorno a quel focolare, l’anno seguente i vicini, quello dopo l’intera strada, fino a toccare le circa 500 persone di oggi.

Il cortile si anima più di quanto non lo fosse già, si montano i gazebo, si prendono fascine e fascine di legna, qualche bambino birichino le ruba nelle terre vicine facendo sbraitare i poveri anziani che le custodivano con cura, le donne cucinano per sera facendo assaggiare a pranzo qualcosina ai baldi giovani che lavorano, dando vita così ad uno dei più grandi eventi che il popolo di Somma Vesuviana conosce. “Pigliati o viecchio e dacce o nuovo” dice la piccola preghiera rivolta a Sant’Antuono e, proprio come una magia, il fuoco prende vita, bello, alto e luminoso facendo brillare cosi gli occhi di tutti i presenti. Da anni, tanti anni, le persone del cortile, quel cortile, lo fa così, con spirito, con gioia e perché no anche con qualche difficoltà che purtroppo non manca mai ma che rende ogni cosa speciale. Il fuoco azzera sempre tutto, i dissapori, le divergenze, per quella sera non c’è nulla, tutto va, “dint o’ fuoco”. Il cortile si trasforma per quella notte: festa, magia, cibo, musica che, ovvio anche questo, solo all’associazione “Zi Riccardo e le donne della tammorra” può essere affidata, chiamando a raccolta tutti gli artisti, i musicisti, le paranze, i gruppi folk, gli appassionati che suoneranno insieme a loro. 

Tutto procede, dalle 20 della sera del 17 gennaio fino all’alba seguente, quando i pochi rimasti, sfiniti, non possono andar via senza aver fatto “colazione”, si accartocciano le patate fresche nella carta argentata, vengono messe nelle ceneri roventi del fuoco che via via va spegnendosi, si lasciano cuocere e si mangiano, per poi andare tutti a dormire, soddisfatti di quei due giorni di ferie spesi bene perché alla festa del Sant’Antuono nella cortina non si può mancare.

Il 17 gennaio, via colle Somma vesuviana, in quel cortile, che da poco è anche il mio di cortile, tutto diventa vivo, ma sopratutto diventa vivo un ricordo, il SUO ricordo e di quello che era la SUA di festa… Il ricordo e la memoria di Zi Riccardo. Vi aspettiamo tutti, il 17 gennaio.

 a cura di Giuseppe Ciampa

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