Palloncini e fiori per Antonio Manzo, il diciottenne vittima di un incidente d’auto in via Circumvallazione, i funerali nella Chiesa Collegiata.
Centinaia di ragazzi e ragazze, tanti, tantissimi studenti e amici per un abbraccio immenso ad Antonio Manzo, il diciottenne che nel primo pomeriggio di ieri ha perso la vita in un incidente stradale. Centinaia di giovani, accompagnati dai loro docenti, hanno varcato la navata della Chiesa Collegiata sul borgo antico, dove si sono tenuti questa mattina i funerali di Antonio. Palloncini e fiori bianchi, striscioni e lacrime di disperazione. Lacrime silenziose, singhiozzi repressi. Tutti a testa bassa, disorientati, increduli. Di fronte a una morte così assurda e inaspettata e al dolore straziante di una famiglia molto unita e religiosa, anche padre Costanzo, che ha celebrato la messa, ha mostrato la sua fragilità e il suo dolore per una giovane vita spezzata, per un altro figlio della comunità sommese strappato troppo presto alla vita. Di fronte a così tanti giovani lacerati dal dolore, il parroco ha preferito evitare la classica predica e ha scelto di “parlare” direttamente con Antonio attraverso una lettera. «Caro Antonio, oggi vorrei parlare con te, si proprio con te che sei rinchiuso in questa bara non per tuo volere. Quando ho ricevuto la notizia, ho pensato subito alla tua famiglia, alla tua mamma che, come tute le mamme, ha quel legame viscerale che permette di sentire il dolore del figlio anche quando nessuno altro se ne accorge, ho pensato a tuo padre che, come ogni papà, aveva tanti sogni su di te, alle tue amate sorelle, a cui eri molto legato, ho pensato ai tuoi amici e al grande dolore in cui si trovano e, nel mio silenzio, ho elevato una preghiera per te e per loro. Il fatto di dover celebrare il tuo funerale mi ha spaventato, mi ha fatto sentire smarrito. Ti confido una cosa: questi momenti sono difficili anche per noi sacerdoti. Mi sento coinvolto in questa tragedia e so che le parole in questi casi perdono ogni significato e anche quando cerchi quelle più giuste, ti resta la sensazione di non aver detto nulla». In un silenzio surreale, Padre Costanzo entra nel cuore dei giovani e aggiunge: « Può darsi che alcuni oggi sono arrabbiati con Dio perché ha permesso che accadesse questo ed è per questo che ti chiedo di aiutarmi a far capire loro che Dio non c’entra perché Dio è Padre e nessun padre vuol vedere morire il proprio figlio. Dio ci ha creati liberi e questa libertà a volte può portarci a situazioni che spezzano la nostra voglia di vivere e di fare, quella voglia di vivere e di fare che forse ti contraddistingueva. Sei stato un regalo immenso per tutti noi. Per me non sparirai all’orizzonte ma ti dileguerai nell’infinito amore di Dio. Ti penso in questo infinito e so che continuerai a vivere perché la morte non spezza i nostri legami, il nostro amore». Eh si, Antonio ha dato e ha ricevuto tanto amore, ha saputo tessere una lunga e fitta rete di legami affettivi. Quel legame fortissimo alla sua famiglia, alle sue sorelle, ai suoi amici, quel legame testimoniato da tante belle foto ancora visibili sulla sua bacheca. Antonio, orgoglio del suo papà e della sua mamma, Antonio alunno modello e studioso; Antonio dal sorriso incantevole che sapeva disarmare le sue amate sorelle anche quando litigavano; Antonio atletico e sportivo, trepidante per la sua squadra del cuore; Antonio che incontra l’amore della sua vita, che la stringe forte mentre spegne le sue 18 ed ultime candeline… Quella sera di giugno, poco meno di quattro mesi fa, Antonio sorrideva alla vita e abbracciava felice le sue sorelle più grandi, Rosaria e Katia, che questa mattina in chiesa lo hanno voluto salutare con parole dolcissime. «Amore mio, sei stato un fratello straordinario. Mi manchi già (……) Se avessi saputo che quello sarebbe stato l’ultimo abbraccio, ti avrei stretto più forte…»
Dolcissimo Antonio, anch’io come i tuoi amici e come Padre Costanzo faccio fatica a trattenere le lacrime. Non è facile scrivere di un giovane che perde la vita così presto, immagina che cosa può significare scrivere di un giovane che conosci bene, che hai visto crescere, di cui hai immaginato un futuro brillante. Ti ho seguito anche a distanza e ti ho visto diventare grande ma in me rimangono scolpite nella mente e nel cuore le immagini di te piccolo e emozionato per il primo giorno di scuola primaria. Affettuoso e sensibile, educato e responsabile, il nostro alunno perfetto e ordinato. Mi piace ricordarti così, col tuo grembiulino blu sempre profumato di pulito seduto al secondo banco da dove, qualche volta, distrattamente, mi chiamavi mamma. Poi, sorridevi e dicevi: “scusa, maestra”. Come mamma, ti abbraccio.



