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Somma Vesuviana….è la somma che fa il totale?

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«Ma io ne ho mangiato uno», diceva il cliente al titolare della premiata pasticceria Cocozza nel film «Totò, Peppino e i giovani d’oggi», riferendosi al bignè ripieno di crema che ancora teneva tra le mani. «Sì, con la destra – rispondeva il cavalier Cocozza (Totò), ma con la sinistra ne ha ingurgitati nove…è la somma che fa il totale». Scusino i lettori la digressione cinefila, ma assistere allo spettacolino di manifesti pubblicati e poi cancellati, di risposte – video pronte a cogliere in fallo coloro che solitamente si calano nella parte degli accusatori/censori con evidente soddisfazione, non può che evocare la citazione da uno dei capolavori del principe della risata. «È la somma che fa il totale», appunto. E ci sono sommesi che non sanno far le somme. I frequentatori dei social network lo sapranno già: ieri su facebook è comparso un manifesto «firmato» da forze di minoranza. Non con nomi e cognomi dei consiglieri che l’hanno pensato e redatto senza evidentemente una calcolatrice alla mano, ma solo con i simboli: Forza Italia, Allocca per Somma, Forza Somma. Niente da dire, accade da un po’, quasi a cadenza settimanale. Ora, diciamocela tutta, di errori sintattici e grammaticali si può anche incolpare il tipografo di turno, accade. Per dire, se c’è un onesto lavoratore al quale, stampando, sfugge la regoletta del «Va sta fa, vo sto fo io mai accenterò…» per una volta passi. E infatti la settimana scorsa è passata (quasi) liscia. Ma se si punta il dito accusatore contro amministratori che perdono i finanziamenti, tacciandoli di non saper, appunto, amministrare, il minimo è far bene i conti. E su quel proclama i conti non tornano affatto, per cui alla fine – per la dura legge mediatica – non fa notizia il fatto che qualche finanziamento sia, sì, stato perso.  Anche perché non lo sentiamo certo per la prima volta. Fa notizia che chi era andato per suonare, rimane suonato. O meglio, giacché siamo in vena di citazioni e proverbi, essendo a Somma potremmo ricordarne uno ad hoc: «So’ juto stocco e so’ turnato baccalà». Il manifesto è stato rimosso dai social network ma era evidentemente già sulle mura cittadine giacché il sindaco Di Sarno non si è fatto sfuggire l’occasione di un video che bacchettasse i suoi detrattori. Che stavolta erano bersaglio facile. Ci sta.

E così, dopo un manifesto che grida ai quattro venti «Gli insuccessi dell’amministrazione Di Sarno che ….(….) è riuscita nell’impresa di perdere finanziamenti pubblici per più di 5 milioni di euro persi!!!» (ndr, ci costa graziare l’uso del medesimo verbo in due forme nella stessa frase ma tant’è…non vorremo trasformarci pure noi in censori intransigenti), si fa l’elenco e qui casca l’asino. Casca talmente da aver dato l’agio al sindaco della città di appellare quali «ciucci» i consiglieri firmatari.  Diciamola tutta, si tratterà ancora di un errore di stampa, visto che tre delle cifre sono ripetute e che il totale delle stesse ammonta non a più di cinque milioni di euro ma a qualche centinaia di migliaia di euro in meno (4.675.422,00 e non 5.076.464.00, cavoli con la differenza ci uscirebbe più di una ztl al Casamale, per dire).  Però, ci perdonino i lettori, un giornale non farebbe un buon servizio alla città se non facesse notare che, quando si punta il dito su chi non sarebbe in grado di amministrare, si deve poi come minimo avere la pazienza di rileggere un testo e di controllarlo. In caso contrario c’è chi potrebbe pensare: cosa sarebbe accaduto con loro al governo? Non che gli atti, adesso, siano senza macchia e senza errore…anzi ci sarebbe da scrivere un trattato sull’albo pretorio del Comune di Somma Vesuviana.

Perché, dicevamo, poi ci sta tutto che il dott. Di Sarno possa dire: «Non sanno fare nemmeno un’addizione», che possa consigliare «Andate a scuola o meglio in consiglio comunale…e la prossima volta mettete anche le firme, così sappiamo chi sono i ciucci», dopo aver smentito tra l’altro anche la sostanza affermando che alcuni di quei bandi citati nel manifesto (in foto) non appartengono alla sua amministrazione, che una cifra è totalmente sballata e che una delle richieste in elenco andrà a bando solo martedì.

Chissà se il manifesto in stesura corretta e con magari qualche dettaglio in più sarà ripubblicato…ma fatto sta che se qualche problemino (non numerico e non di tenuta) la maggioranza lo ha, con tre consiglieri comunali messisi di traverso e dettisi disponibili soltanto a valutare atto per atto (come dire, non più per alzata di mano automatica), la minoranza non sta meglio. All’inizio della consiliatura sui manifesti degli oppositori comparivano firme e sigle di tutti i partiti avversari di Di Sarno. Da parecchi mesi, accanto ai firmatari del manifesto di cui sopra, Allocca per Somma, Forza Italia (ma ci sarà tutta Forza Italia?) e Forza Somma (ma ci sarà tutta Forza Somma?),non compaiono più le sigle di L’Aurora (Pasquale Piccolo) e di Ripartire si può (Salvatore Rianna). L’ex sindaco Piccolo è preso dal suo ruolo di presidente del consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Nola e fa sentire la sua voce solo in replica o in consiglio comunale, Salvatore Rianna porta avanti un’opposizione distinta e distante dagli altri colleghi «di banco».

Che dire, se volessimo finire con un ennesimo proverbio… Se Sparta piange, Atene non ride. O meglio, essendo napoletani, Ogni capa è ‘nu tribunale.