Dimissioni dell’assessore all’ecologia, ambiente, politiche energetiche e rapporti con le Asl. Decisione che ufficialmente ha la connotazione di scelta «non politica» ma che avrà inesorabilmente ricadute tutte politiche.
Al sindaco Piccolo mancano tre assessori su sette, una giunta monca: l’ultimo forfait è quello di Luigi Aliperta, prima di lui lo aveva fatto Milena Di Palma e Rosanna Raia era stata per così dire «dimessa» dopo aver alzato la voce sulle modalità di assunzione del personale. Prima ancora altri avvicendamenti che avevano riguardato per esempio l’ex vicesindaco Gaetano Di Matteo. È dal 2014 che la giunta Piccolo non ha pace e le difficoltà di tenere unito l’esecutivo sono palesi, ancor più quelle di trovare una sintesi nella variegata maggioranza che, dal voto ad oggi, si è modificata sensibilmente con l’ingresso di quattro consiglieri comunali eletti in Forza Italia e il passaggio in minoranza di altri che prima lo sostenevano.
Le prossime settimane diranno se il sindaco riuscirà finalmente a sfoggiare una giunta al completo, intanto restano vacanti per ora non solo le deleghe di Aliperta, l’ultimo a chiudere la porta dietro di sé. Ma anche quelle al Personale, Pari Opportunità, Trasporti, Pubblica Istruzione, Verde Pubblico e Servizi al Cittadino.
La delega al Personale, in particolare, era stata foriera di scintille prima dell’addio dell’assessore Rosanna Raia. Quella polemica sulle assunzioni che portò Piccolo a «silurare» un altro componente della giunta, è destinata a rinfocolarsi per mano del consigliere Crescenzo De Falco. Il presidente della commissione Trasparenza, infatti, ha presentato ricorso al Tar chiedendo l’annullamento delle delibere che consentirebbero di assumere due geometri e due istruttori amministrativi scorrendo le graduatorie stilate al tempo in cui l’inquilino numero uno di Palazzo Torino era il compianto sindaco Ferdinando Allocca. La tesi di De Falco sulla quale dovrebbe presto esprimersi il tribunale amministrativo regionale è che, così facendo, si finisce per penalizzare giovani cittadini aspiranti a quei ruoli, vietandogli di concorrere ad armi pari.



