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Il 26 Aprile a Somma Vesuviana

Considerazione sugli eventi di un periodo particolare

La storia è fatta anche da eroi semplici che, pur avendo lottato tanto per la conquista della nostra libertà, non riceveranno mai l’onore di una citazione. Oltre al 25 aprile del 1945, giornata simbolica per la Liberazione dell’Italia dal Fascismo, sarebbe opportuno ricordare che a Somma Vesuviana c’è stato anche un 26 aprile. Con questa data vorremmo sottolineare alcuni eventi emblematici verificatisi nella nostra città nel Secondo Dopoguerra.

Agli inizi degli anni Sessanta del secolo scorso a Somma il potere politico locale ha lanciato una vera e propria campagna, cercando con ogni mezzo di costringere gli aderenti al Partito comunista italiano a cambiare casacca e a disconoscere il loro credo politico. Per arrivare a questo scopo, che mina dal profondo la dignità degli esseri umani, venivano concessi posti di lavoro, favori e licenze. La guerra all’acquisto del voto fu tanto cruenta che molti fingevano di essere diventati comunisti pur di acquisire un posto di lavoro. Purtroppo alcune persone, minate dalla pura necessità, dovettero cedere e si registrarono clamorosi voltafaccia che   vengono ricordati nel corso delle generazioni.

I militanti comunisti a Somma Vesuviana dovettero sopportare altri soprusi. Forse i più giovani non sanno che fino a pochi anni fa per accedere ad un posto di lavoro pubblico o privato o per conquistare una posizione rilevante in impieghi statali c’era bisogno del beneplacito di apparati dello Stato, della Sicurezza e della Chiesa. Molti comunisti, pertanto, non ricevettero incarichi di lavoro e non fecero carriera solo perché dal Comune e dalla Parrocchia non erano giunte le informazioni giuste. Di contro, grazie alle aperture del centro sinistra, nella nostra città si registrarono centinaia di assunzioni di militanti democristiani e socialisti che ebbero incarichi importanti negli ospedali, negli apparati strategici dello Stato e nelle aziende private. In questo periodo funesto si rafforzarono anche carriere e si delinearono profili professionali e primariati che ancora resistono. Non è un caso che altri partiti dell’arco costituzionale negli anni seguenti non abbiano subito le stesse decimazioni dei comunisti. Alla fine degli anni Novanta del secolo scorso, poi, la storia è cambiata. Ed anche nei partiti eredi del Pci si è registrata la stessa deriva con assunzioni pilotate e raccomandazioni.

Con la data del 26 aprile, dunque, sarebbe opportuno celebrare le persone che in quegli anni difficili hanno resistito. Con il sudore della fronte e con tanti sacrifici, nonostante il fuoco di fila messo in atto dalla Democrazia cristiana e da ampi settori del Partito socialista, hanno continuato l’impegno politico ed hanno onorato il ruolo di partecipazione democratica. Per non parlare, poi, delle intimidazioni e delle mortificazioni che molti militanti hanno dovuto subire per mantenere ferma una posizione. Basti pensare alle ingiuste accuse che venivano rivolte ai dirigenti della sezione Pci ogni volta che veniva segnalato un abuso edilizio o un danno al patrimonio urbanistico e naturalistico della città. Oltre ai comunisti ci sono altri pochi ma sinceri democratici che si sono battuti per la libertà di tutti. Per quanto mi riguarda mi piace ricordare alcuni miei compagni con cui ho condiviso l’impegno politico nella sezione di Somma: Teodoro Perna, Antonio Piacente, Salvatore Mosca, Alfonso Fiorillo, Federico Vibrati, Riccardo Esposito Abbate, Oreste Santamaria, Franco Naddeo, Vincenzo Caputo, Marco e Felice Tufano, Giuseppe Romano e naturalmente Luciano Esposito e Pasquale Di Palma. In quel periodo a Somma si formò la Federazione giovanile dei comunisti che segnò l’esordio delle nuove generazione sulla scena politica amministrativa. Facevano parte della Fgci: Nicola Polise, Vincenzo Averaimo, Vincenzo Maiello, Ercolino e Peppe Rossi, Luigi Maiello, Peppe De Stefano, Ciro De Simone, Pasquale Morisco e successivamente Franco Di Lorenzo e Nando Gaeta.

Sicuramente avrò dimenticato qualcuno che ha combattuto con lo stesso onore per elevare il confronto politico e culturale nella nostra città.

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