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Sant’Anastasia, via Suor Luisa Rossi: il Tar accoglie l’istanza dei condomini. Il Comune condannato alle spese

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Della stradina privata intitolata alla Reverenda Madre Suor Luisa Rossi ci occupammo tempo fa (leggi qui), dopo le proteste dei condomini di fatto che non gradirono l’azione degli amministratori comunali che avrebbero voluto acquisire il fondo al patrimonio comunale, peraltro a titolo gratuito. Una mossa che avrebbe consentito di regolare a piacimento la viabilità tra il quartiere Sodani e il rione Capodivilla, visti anche i dispositivi adottati negli ultimi tempi (vedi piazza Trivio). Addirittura fu disposto di installare la segnaletica verticale tra la ribellione e le proteste dei condomini.

L’anno scorso – era il 15 marzo 2018 –  la giunta Abete si riunisce e delibera che la strada è da ritenersi a tutti gli effetti ed «ab origine» pubblica e comunale, disponendo che sia acquisita a patrimonio comunale dopo successiva deliberazione di Consiglio.

Il 29 novembre 2018, il sindaco Lello Abete firma un’ordinanza disponendo l’apertura della stradina e la rimozione della sbarra «abusivamente posta alla distanza di circa 5 metri dall’intersezione tra la stessa via Suor Luisa Rossi e via Delle Vigne», l’installazione della segnaletica verticale che instaura un senso unico di marcia. Così, i residenti fanno appello al Tar Campania ma prima che il tribunale si esprima, cioè a metà dicembre –  si installa la segnaletica.

«Non c’è alcuna giustificazione per queste azioni da parte del Comune – sosteneva all’epoca l’amministratore del condominio, Salvatore Sodano – ci troviamo di fronte ad una violazione su una proprietà privata attestata da atti notarili. Ed è assurdo che senza attendere la decisione del Tar si firmi un’ordinanza, si pretenda di rimuovere la sbarra e si venga ad installare la segnaletica. Ci riserviamo di diffidare da qualsiasi altra azione il sindaco, il Comune e quant’altri». Ci furono anche incontri per tentare di addivenire ad una soluzione condivisa che però non si trovò.

Ebbene, almeno per un annetto, ci ha pensato il Tar che ha annullato gli atti comunali, ritenuta fondata l’istanza cautelare dei condomini e condannato il Comune a pagare le spese ammontanti a 750 euro.  Ottenuta la sospensiva, la trattazione di merito è fissata in seconda udienza per marzo 2020. Al momento né delibere né ordinanze potranno cambiare la situazione.