Giovedì 28 marzo, nell’ultimo consiglio comunale prima del voto, è stata approvata una delibera di acquisizione al patrimonio comunale di tre strade: via Canonico Marciano, via Cimarosa e via Paisiello. Una maniera, come poi spiegato dal sindaco Abete in un post sulla sua pagina facebook, per poter provvedere – quando sarà – alla illuminazione pubblica, alla regolamentazione della sosta e quant’altro. Ed ovviamente il sindaco approfittava per ringraziare i cittadini per la disponibilità nel donare le strade al Comune.
Peccato però che, almeno una cittadina nonché presunta donatrice che si firma dicendosi proprietaria del fondo, di tutto ciò sostiene di non sapere nulla, di non avere mai sottoscritto alcun atto e di non avere alcuna intenzione di farlo in futuro. Tant’è che il 3 aprile, sei giorni dopo il voto e cinque dopo il post del primo cittadino, la signora G.S. residente in via Paisiello e comproprietaria del fondo, scrive al sindaco, al presidente del consiglio comunale, al comandante dei vigili, all’assessore alla viabilità, al segretario generale e al responsabile dell’ufficio legale. La signora spiega, nella missiva, di essere venuta a conoscenza dell’iniziativa (nel frattempo non più iniziativa ma atto votato in assise) e comunica di non aver mai firmato nulla, che è decisamente contraria a donare alcunché al Comune e dunque diffida dal procedere.
Un’altra diffida a procedere l’ha firmata uno dei destinatari della lettera, il presidente del consiglio comunale Mario Gifuni, invitando l’avvocato Colantuoni – responsabile del servizio legale e del patrimonio – a relazionare in merito giacché l’atto approvato in aula aveva quale oggetto non solo l’acquisizione al demanio comunale delle tre strade ma pure «la presa d’atto della cessione volontaria dei proprietari frontisti». Una circostanza sulla quale, evidentemente, almeno una delle proprietarie, così si firma la signora G.S., non concorda.








