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Sant’Anastasia, la crisi si consuma sui social a colpi di videomessaggi

 Dopo le dimissioni di Armando Di Perna, il sindaco Abete replica con un suo videomessaggio che contiene stoccate non solo al suo ex vice ed assessore ma anche ad un non meglio identificato «burattinaio» (sarà lecito pensare all’ex sindaco Esposito?) e al capostaff politico (ormai anche lui ex) Ciro Pavone, senza far nomi ma con riferimenti precisi.

Le dimissioni dell’ex vice di Abete, riconfermato assessore da meno di venti giorni, hanno aperto uno scenario al quale l’opposizione consiliare si appiglia con facilità. E dopo il videomessaggio di Armando Di Perna pubblicato su Facebook ieri sera, l’ex assessore dei sindaci Pone-Esposito-Abete (l’unico cui sia riuscito in città ad essere riconfermato da tre amministrazioni consecutive) rilancia precisando come mai dopo l’iniziale entusiasmo seguito alla riconferma post azzeramento della giunta è arrivato alla decisione irrevocabile di sbattere dietro di sé il portone di Palazzo Siano.

«Rileggo un mio post di venti giorni fa – scrive Di Perna sul social network –e rifletto. Ero ferito, e chi mi conosce o mi aveva sentito in quei giorni lo sa bene. Avevo approvato un Bilancio importante e difficilissimo praticamente da solo. Il primo con la nuova contabilità armonizzata, l’ennesimo con tagli di un governo che ci vuole affossare. Il premio per l’impegno? Non un grazie in Consiglio comunale, ma la revoca della Giunta. Accetto la nuova nomina, sottolineando il disappunto, ma soprattutto provando a far capire che c’era bisogno di una accelerata. Stacco qualche giorno, e nel frattempo capita che ben due finanziamenti per circa 250.000 euro vengano persi! Entrambi sollecitati da me, diverse volte, entrambi persi per colpa degli uffici! Ebbene, al rientro vengo a sapere che, senza nemmeno chiedermi un parere sul raggiungimento degli obiettivi, ai funzionari è stato assegnato il massimo della ricompensa!! Lo faccio notare con toni anche accesi, sottolineando che il problema vero è questo, non un assessore che entra o esce in Giunta. Il Sindaco e gli assessori presenti convengono con me! Minaccio di andare via, deluso da tale atteggiamento. Il Sindaco in 24 ore che mi sono dato di tempo per riflettere, non si è degnato di chiamarmi né di inviarmi un messaggio. E allora ho pensato davvero che potevo togliere il disturbo, che la mia figura fosse un peso. Non potendo cacciare gli altri, a quel punto, a malincuore, mi sono messo da parte…l’attaccamento alla poltrona non mi appartiene, e penso di averlo dimostrato ampiamente. La dignità viene prima di tutto!».

Passano poche ore dal primo messaggio e nel pomeriggio il sindaco Abete decide di replicare con le stesse modalità. Ma non si limita a ribattere colpo su colpo a Di Perna, sceglie bensì di tirare in ballo un non meglio identificato «burattinaio» (quanti anastasiani, leggendo, avranno pensato si riferisse all’ex sindaco Esposito? Molti, di sicuro) di cui non fa il nome. Sceglie inoltre di togliersi un altro sassolino dalla scarpa, menando fendenti anche all’indirizzo di un collaboratore che però non nomina, uno che – precisamente – avrebbe preso una «pausa di riflessione». Facile anche qui riconoscere l’ex capo staff politico, Ciro Pavone che da due mesi, appunto, disertava Palazzo Siano. E sulla perdita dei finanziamenti cui fa cenno Di Perna, Abete ribatte che il vero danno economico per la comunità consiste non nel «concedere incentivi ai dipendenti ed ai funzionari, previsti per legge e da regolamenti ma pagare stipendi a chi mostra disinteresse ai progetti amministrativi e alla cosa pubblica, dedicandovi poco tempo e poco amore».

«Non mi riferisco – incalza il sindaco – solo ad assessori dimissionari ma anche a qualche ex collaboratore, altro che pausa di riflessione». Ovviamente in tutto ciò l’opposizione ci marcia eccome, tant’è che il consigliere Giuseppe Maiello (Pd) affida anche lui ai social (diventati ormai la sede della discussione politica, altro che sezioni e, lo diciamo con rammarico, consigli comunali) le sue esternazioni:

«Era nell’aria ormai da un bel po’, ora le “voci di paese” sono divenute una certezza – scrive Maiello – all’interno della maggioranza di Palazzo Siano c’è spaccatura. Per la precisione la spaccatura vi è fra il primo cittadino Lello Abete e il suo predecessore, nonché zio, Carmine Esposito. Dopo l’approvazione del Bilancio di Previsione, Abete azzera la giunta, nomina un nuovo vice-sindaco al posto di Di Perna, defenestra Lucia Barra e non rinomina il “fidato” Ciro Pavone nello staff. Lo strappo è chiaro, chiarissimo! Il sindaco Abete estromette i “fedelissimi” di Esposito dai ruoli chiave della sua squadra di governo. Prima Barra, poi Pavone, infine “costringe” Di Perna ad un passo indietro.Tutto come già si presagiva! Ciò che, però, ha dell’assurdo, proprio come in una commedia teatrale, sono le dichiarazioni sui social dei tre “estromessi”.Soprattutto di Di Perna e Pavone, che erano esponenti di spicco dell’ormai ex compagine Esposito-Abete. Ora si sente parlare di clientela, di pressappochismo, di inettitudine, di incapacità politico-amministrativa e programmatica. Come se in questi anni loro fossero stati da un’altra parte. Come se non avessero per nulla contribuito allo sfacelo e al degrado in cui, purtroppo, versa il nostro paese. La Politica è altro. E’ risposta ai problemi della collettività, è migliorare le condizioni di vita dei propri concittadini, è aiutare gli ultimi e i più bisognosi, incentivare la cultura e l’istruzione, il commercio e l’artigianato, il turismo. E’ dotarsi di infrastrutture, abbattere le barriere architettoniche, occuparsi dei giovani e degli anziani. Offrire loro strumenti di socialità ed interesse. Fare Politica è costruire un senso di comunità vero e profondo. Questa è la Sant’Anastasia che vorrei e sono certo che in un futuro, riusciremo a costruirla».

 

 

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