Ugo Frezza, uno dei piccoli protagonisti del film «Babbo Natale non viene da Nord», ha infiammato le scolaresche che partecipano al cineforum ideato ed organizzato da Candida e Marinella Gifuni.
Ha un sorriso per tutti, è cordiale, timido ma con le idee chiare: appare così Ugo Frezza (foto), uno dei piccoli protagonisti del film «Babbo Natale non viene dal Nord» di e con Maurizio Casagrande, proposto per l’occasione ieri mattina, venerdì 18 dicembre, al cineteatro Metropolitan ad alcune delle scolaresche partecipanti al cineforum «Girando Intorno al Vesuvio» che fa capo all’omonimo gruppo ideato dalle imprenditrici Candida e Marinella Gifuni.
Guest star della mattinata, il dodicenne proveniente dal Vomero è appassionato di beat box che pratica per passione e debutta sul grande schermo con un attore della scuderia di Salemme che ha deciso di bissare l’esperienza da regista vissuta in prima persona nel 2012 con «Una donna per la vita» dando il via ad una favola natalizia trainata dal debutto in qualità d’attrice della cantautrice Annalisa Scarrone. Ugo, che studia da circa un anno recitazione alla Scuola di Cinema di Napoli, racconta che Casagrande, dopo aver guardato alcuni provini, è rimasto colpito dalla sua esibizione come beatboxer tanto da volerlo nel suo film.
«Vorrei tanto diventare un attore professionista – spiega Ugo Frezza – Da piccolino guardavo i film e mi piaceva calarmi nei ruoli dei vari personaggi: da quel momento ho scoperto l’amore per la recitazione. Ad oggi mi ritengo un ragazzo fortunato e sono contentissimo di debuttare al cinema con Maurizio Casagrande, persona molto gentile, con il quale ho stretto un sincero rapporto d’amicizia. Per intraprendere questo mestiere ci vogliono fortuna, talento e tanto studio e mi impegnerò al massimo per riuscirci».
Insieme al piccolo artista presente anche Rossella Iorio, director casting della Scuola di Cinema di Napoli e di Sant’Anastasia che ai nostri taccuini dichiara: «Per diventare attori lo studio è molto importante ma alla base ci deve essere il talento a soprattutto tanta passione che aiuta a superare gli ostacoli che ci sono durante le riprese del film: per i ragazzi, infatti, recitare è uno stress molto forte, con orari particolari da rispettare e copioni da imparare e non qualcosa di semplice come si pensa. Ugo Frezza è un mio artista: oltre ad aiutare i ragazzi sul set, ho un’agenzia cinematografica che tutela bambini ed adulti e sono io che li “inizializzo” in questo mondo. Oltre a trovare talenti, amiamo concretizzare i desideri dei piccoli o dei grandi. Noi, infatti, non vendiamo fumo ma realizziamo sogni».









