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Sant’Anastasia al voto/Lello Abete: «Vinceremo al primo turno, si allontani da noi chi risponde alle provocazioni degli avversari»

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Piazza Cattaneo la location scelta dal sindaco uscente, in prima fila i consiglieri regionali Alfonso Longobardi e Carmine Mocerino e durante la serata amministratori o ex amministratori dei paesi limitrofi venuti a salutare Abete (l’ex sindaco di Somma Vesuviana Pasquale Piccolo, per esempio, oggi all’opposizione del primo cittadino Salvatore Di Sarno che pure è molto vicino ad Abete).

Prima di dare spazio al sindaco ricandidato, sono stati i rappresentanti delle varie liste a presentare i candidati uno per uno, a cominciare da «Noi per Lello Abete», lista «del sindaco» e dunque annunciata dalla speaker della serata. Per «Sviluppo e Territorio», movimento che fa riferimento al consigliere regionale Longobardi, Carmine Manfellotto che ha spiegato: «Longobardi può essere definito anastasiano di adozione, e il nostro movimento non ha tessere né partiti di riferimento, è nato per ascoltare le istanze dei cittadini e noi ci siamo e ci saremo sempre, con lealtà, coerenza e competenza».

La lista «Sant’Anastasia al Centro» è quella storica del consigliere uscente, avversario di Abete nel 2014 e passato in maggioranza da circa tre anni, Paolo Esposito. A presentare i candidati, Felice Leone ma Esposito ha voluto prendere la parola per spiegare la sua posizione e incoraggiare i candidati. «Meritano tutti un applauso per il coraggio – ha detto Paolo Esposito – perché candidarsi non è da tutti. Ma devo spendere ancora due parole per dire che per noi la politica è trasparenza ed onestà, requisiti che siamo sicuri di avere. Cinque anni fa io e il mio amico Lello Abete eravamo avversari, ora non lo siamo più e questo si deve al suo coraggio: con lui si è aperto un dialogo quando si è liberato della zavorra che portava (ndr, il riferimento è all’ex sindaco nonché zio e attualmente competitor di Abete, Carmine Esposito). Non è facile fare quel che ha fatto Lello e nemmeno quel che abbiamo fatto noi. Ma dal momento in cui siamo arrivati in maggioranza c’è stato un altro che si è messo di fatto all’opposizione senza però lasciare la poltrona, questa è la differenza tra noi e lui che pure sapevamo di attirare critiche (ndr, parla del presidente del consiglio comunale uscente e competitor di Abete, Mario Gifuni)». Esposito parte poi ancora all’attacco di Carmine Esposito senza però farne il nome. «Non lo faccio, perché per me non doveva essere candidato. Ha insinuato che noi stiamo con Abete perché chissà cosa dobbiamo spartirci, evidentemente è convinto che la politica sia solo così. Non merita di essere nominato, noi stiamo dalla parte della trasparenza, della coerenza e dell’onestà e lui ci chiama “accozzaglia di candidati” così offende non solo noi ma i candidati tutti e gli elettori. È una questione di buongusto ed educazione, noi siamo qui per sostenere le idee che abbiamo sposato da tre anni, e Lello Abete lo merita».

Per «Progetto per Sant’Anastasia» è stata la rappresentante Antonella Marciano a presentare i candidati ed a intervenire. «Tutti pensano che i programmi non cambino – ha detto la Marciano – invece vanno di pari passo con necessità e priorità, le nostre sono state accolte dal candidato sindaco: punteremo soprattutto su ambiente, viabilità, diritti dei cittadini, servizi, spazi di aggregazione con un occhio alle periferie. Sant’Anastasia fa parte del distretto turistico Ager Nolanus ed è una grande opportunità per le imprese che possono usufruire di agevolazioni, per accompagnare chi voglia fare investimenti sul territorio. Inoltre, la priorità che il sindaco dovrà portare avanti, secondo noi, è un ufficio che riesca ad intercettare fondi regionali ed europei, ma anche la messa a regime della macchina amministrativa. Ogni sei mesi sarà opportuno un confronto con i cittadini, una sorta di “tagliando” per verificare gli obiettivi». Antonella Marciano ha poi voluto soffermarsi sulla scelta del candidato sindaco da parte del suo partito, il Psi. «Non arriva dall’oggi al domani come dicono, ma è stata ponderata in almeno un anno di discussioni ed incontri. Oggi siamo certi sia stata la migliore, vedendo la campagna elettorale a base di colpi bassi e temi scorretti che altri stanno portando avanti. Nella nostra lista ci sono giovanissimi ma anche uomini d’esperienza, c’è entusiasmo e competenza, crediamo nel nostro progetto per Sant’Anastasia».

Fare Futuro e Cuore Anastasiano, altre due liste di Abete, sono state entrambe presentate dal segretario del movimento che dà nome alla prima: Luigi Corcione. Con un momento “familiare” d’effetto, non solo perché Corcione è nipote acquisito di Abete ma anche perché ha deciso di chiamare accanto a sé, almeno per qualche istante, Franco Esposito, zio del candidato sindaco nonché fratello del competitor Carmine. «Me lo ha chiesto e lo faccio volentieri – ha spiegato Corcione – perché lui, zio Franco, è per me il simbolo di questi cinque anni ed è uomo che ha fatto una scelta di coraggio, non ci ha pensato un minuto per sentire che era quella giusta e noi oggi potevamo stupirvi con effetti speciali, un camper, degli striscioni da aereo, un arcobaleno, invece siamo qui ed abbiamo scelto di parlare, abbiamo scelto Lello». Su Fare Futuro il suo segretario ha speso un po’ di parole per ricordare che il movimento ha sempre accompagnato il candidato sindaco, «senza tentennamenti, anche quando nei primi anni le cose non sembravano procedere per il verso giusto, stando vicino ad un sindaco che in ogni momento abbiamo chiamato per nome perché non si è mai sentito superiore né per il ruolo, né per quello che era chiamato a fare». «Sono sedici candidati per bene, senza altri interessi che dare il proprio contributo, sono giovani e non importa il risultato di ciascuno, perché saranno loro a dover costruire la Sant’Anastasia del domani».

Su Cuore Anastasiano: «A questa lista che fa stretto riferimento al sindaco – ha proseguito Corcione – mi lega un forte sentimento, è la scelta di campo di persone che daranno un contributo serio e fattivo».

La settima lista, «Insieme per Costruire», l’ha presentata Francesco Di Marzo, figlio del consigliere uscente Sabatino che è il punto di forza della stessa. E Sabatino Di Marzo ha voluto leggere un suo messaggio che era sì indirizzato agli elettori ma a ben valutarne il significato lo era soprattutto al sindaco e agli alleati. «Qui c’è la mia vita, la mia città, la mia gente, qui sono cresciuto e ho formato la mia famiglia, qui voglio vivere, questa è la mia politica. So per esperienza quanto sia difficile amministrare e ottenere risultati, in questi anni si sono di sicuro perse delle occasioni, si sono commessi degli errori, ma io posso garantire che ho sempre fatto tutto quello di cui ero capace. Un merito me lo attribuisco: la disponibilità ad ascoltare tutti, anche coloro che ti criticano. Ho fiducia che tutti insieme ce la faremo ad affermare una Sant’Anastasia migliore, meno burocratica, più libera, affrontando una sfida politica ed elettorale di straordinaria importanza con la consapevolezza di dover essere sempre delegati dei cittadini». Ed ha aggiunto, Di Marzo: «Dobbiamo affrontarla con un programma serio e credibile, proponendo una netta discontinuità di stile e metodo rispetto al presente». Ed ancora: «Vinceremo se dimostreremo di saper imprimere una svolta di cultura di governo, un rinnovato incontro tra la politica e i cittadini, fuori dai giochi e dalle botteghe di ogni tipo».

La parola è poi andata e rimasta al candidato sindaco Lello Abete, da solo sul palco in piazza Cattaneo fino alla fine.

I RINGRAZIAMENTI E I COMMENTI SULLA SFIDA: «Grazie per l’affetto, l’amicizia, la stima, ai consiglieri comunali che mi hanno supportato e sopportato, agli assessori, allo staff che ha fatto un lavoro eccezionale, a Carmine Mocerino e Alfonso Longobardi per quel che stanno facendo per il nostro paese, grazie ai 111 candidati delle sette liste, grazie a Paolo e Carmine (ndr, Esposito e Capuano). Siamo alla fine di questi primi cinque anni di consiliatura, un percorso tortuoso ed ostile a tratti impraticabile e ci ritroviamo qui per una nuova avventura. La campagna elettorale si presenta tutt’altro che facile ed amichevole. I riflettori sono tutti puntati sulla nostra coalizione e su di me, sono tutti contro di noi e a memoria non c’è mai stata una sfida elettorale così povera di argomenti ma ricca di attacchi personali e strumentali».

NON RACCOGLIAMO PROVOCAZIONI. «Devo fare un invito a tutti: da questo momento prenderò le distanze da chiunque accetti provocazioni su un terreno che non ci appartiene, chi non vuole rispettare questa condizione può andarsene altrove». «E ricordate che gli avversari sono altrove, non tra di voi – ha aggiunto invitando i candidati a non farsi la guerra per le preferenze e facendo un deciso appello contro il voto disgiunto – comprendo che molti giovani ed inesperti abbiano voglia di far bella figura ma il voto disgiunto è come due voti contrari perciò non fatevi votare da chi non vuole scegliere anche il vostro sindaco».

 

COME GOVERNARE CON DESTRA, SINISTRA E CENTRO. «Sto sentendo alcune accuse, dicono che abbiamo messo insieme coalizione variegata, si chiedono come farò ad amministrare. Nelle mie liste ci sono simpatizzanti della sinistra, della destra, del centro, dei cinque stelle, altri movimenti politici…ma a chi se lo chiede rispondo che sarà molto più facile amministrare con tutte queste persone che subire ciò che abbiamo dovuto sopportare ad inizio consiliatura».

COSA ABBIAMO FATTO. «Abbiamo realizzato quasi il 70 per cento del programma del 2014, con l’obiettivo di proseguire nei prossimi cinque anni e aggiungendo quel che abbiamo condiviso con gli alleati. Siamo riusciti a realizzare tantissimo nonostante una situazione difficile ereditata e tantissimi debiti fuori bilancio che abbiamo dovuto onorare. Questo ci ha limitato». Non fa l’elenco delle opere (aveva detto il 70 per cento del programma poco prima, Abete): «diverse opere che non sto qui a dirvi». Una che si attribuisce la cita: «L’ultima opera è l’Università del Gusto e dei Saperi aperta nei pressi della scuola Elsa Morante, ci è invidiata da tutta Italia e ci siamo riusciti con i fondi di un vecchio finanziamento da noi ripreso, il resto è sotto gli occhi di tutti, ci sono cantieri aperti, molti lavori stanno per terminare, abbiamo realizzato fogne e illuminazione pubblica».

LA DIFESA DELLA MOVIDA. «Abbiamo animato di giovani Sant’Anastasia – dice il sindaco – il paese vive un trend positivo per gli esercizi commerciali e i ragazzi vengono qui. Su piazza Trivio ci hanno criticato e ci può stare, ma di sabato e domenica è bellissima da vedere. Una volta accompagnavo mio figlio a Somma Vesuviana o a Pomigliano, ora sono i genitori di quei paesi che vengono qui. Poi tanti ristorantini, bar…non mi prendo certo il merito dell’apertura ma questi giovani imprenditori di cui abbiamo apprezzato e sostenuto il coraggio hanno avuto fiducia in noi. Così abbiamo coinvolto anche tante associazioni, parlando il linguaggio della verità e della serietà, dicendo no alle cose che non si potevano fare».

IL PROGRAMMA: «Snello, veloce, senza fantasia, senza libri dei sogni, poche cose ma fattibili: porteremo servizi dove mancano, abbiamo in sospeso la Via della Fede, riqualificazione che partirà da Madonna dell’Arco fino a Cercola – è la strada dei fujenti. Poi sono certo che riusciremo a realizzare un palazzetto dello sport».

GLI AVVERSARI. «Qualcuno dice che si vuole confrontare sulla politica, ma ci attaccano poi su ogni cosa, attaccano me e la coalizione. Il loro unico obiettivo è arrivare al ballottaggio, a loro non interessa chi dei tre ci arriverà (ndr, si riferisce ai tre competitor Carmine Esposito, Raffaele Coccia, Mario Gifuni, ipotizzando una sorta di muto accordo tra loro post primo turno). Se è così vi mettevate insieme al primo turno e facevamo una sfida alla pari, sette liste contro sette. Se non vi siete messi d’accordo prima come si può pensare di farlo dopo? Stanno sfottendo le persone, non sono credibili e poi il dopo non ci sarà perché noi vinceremo al primo turno. Armiamoci e partiamo, con verità, serietà e professionalità».