
Trentasei anni dopo il sisma, la dirigente Maria Capone e i docenti hanno promosso un evento durante il quale i bambini di tutte le classi hanno avuto moto di partecipare a una prova di evacuazione e di esporre i loro lavori sul tema.
«Il compleanno del terremoto…» lo hanno chiamato i bambini. Era il 23 novembre 1980 quando il sisma causò circa 280mila sfollati, quasi novemila feriti e oltre 2900 morti. Trentasei anni dopo, nello stesso giorno, i docenti dell’Istituto comprensivo Tenente Mario De Rosa, con la preside Maria Capone, hanno provato a raccontare quei momenti. In linea con la nota inviata dal Ministero della Pubblica Istruzione che invitava le scuole a promuovere iniziative sulla sicurezza, ieri ha avuto luogo l’evento «Terremoto? No, grazie», preceduto da attività didattiche e lezioni sul comportamento da tenere, a scuola o in casa, se dovessero trovarsi ad affrontare un sisma.
Ieri la giornata è cominciata con le prove di evacuazione in tutti plessi, proseguendo poi nel pomeriggio con una mostra dei lavori realizzati dagli alunni della scuola dell’infanzia, della scuola primaria e di quella secondaria di primo grado. Lavori attinenti soprattutto i comportamenti da tenere, disegni, la simulazione attraverso un plastico del movimento della terra e la caduta di massi e macerie.
I bambini hanno espresso la propria creatività ma hanno anche imparato cosa fare in caso di pericolo e hanno ascoltato con attenzione i ricordi della dirigente scolastica, Maria Capone la quale ha raccontato loro quei momenti concitati, la paura, la difficoltà a rientrare nelle case. Proiettato un video che ha mostrato, con chiarezza, la tragedia di trentasei anni or sono.
L’evento è stato organizzato e fortemente voluto dalla dirigente Capone, la mostra curata e allestita dai docenti Angelo Corcione, Gustavo D’Avino, Nunzia De Falco e Mariarosaria Iorio (referente alla legalità). Le prove di evacuazione sono state coordinate dall’architetto Carmela Tufano e la protezione civile, con la presenza dell’assessore Fernando De Simone.



