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Se i rifiuti ci danno energia.

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Siamo indietro nell’utilizzo di energia ricavata da rifiuti. Campania e Regioni del Sud potrebbero essere al top nel biometano.


E’ il biometano la nuova frontiera dell’energia per famiglie ed industrie. E’ particolarmente efficace in territori in perenne emergenza rifiuti e di discariche. Campania forse più di tutti.Il biometano si ricava da residui da materiale organico. Quindi è legato a ciclo dei rifiuti e quanto connesso con l’agricoltura. L’interesse per la  nuova fonte, ricca di potenzialità, molto spinta dagli ambientalisti, cresce a velocità inaspettata. Il suo utilizzo su larga scala avrebbe effetti di lungo periodo per l’ economia italiana, ma la filiera di produzione è ancora  lenta. Nelle Regioni del Sud si è ai primi passi. La principale critica che si cerca di rimuovere di questi tempi  è di utilizzare subito le risorse economiche a disposizione. Sia che provengano dai fondi europei, che dalla programmazione energetica di ciascuna Regione. Il governo di suo intende dare una mano. Un nuova ed aggressiva strategia pubblico-privato è ciò che bisogna fare in fretta, dicono gli esperti. Con il biometano, le città vedranno i propri rifiuti diventare combustibile per usi civili ed autotrazione. Di pari passo vedranno scendere le emissioni inquinanti. Il business è assicurato e sta suscitando l’interesse di banche e finanziatori per nuovi impianti di produzione. Strategie mirate prendono corpo nelle aziende che gestiscono servizi pubblici locali. Attualmente si contano 7 richieste di autorizzazione per nuovi siti di produzione, per una capacita di circa 25 milioni di metri cubi di biometano. Le miglior stime dicono che se l’Italia riuscirà a raccogliere il 65% di spazzatura in maniera differenziata, gli impianti potrebbero produrre 600 milioni di metri cubi di biometano all’anno. Una ricchezza straordinaria nel generale contesto della tutela ambientale, della lotta agli sprechi e della riduzione delle importazioni. Nessun’altra battaglia ambientalista potrebbe avere migliore destino. Far capire ancora di più che senza energia i Paesi non crescono. I territori densamente abitati, con altra produzione di rifiuti, sono quelli con le migliori opportunità con il biometano. Si capisce che la partita è spostata prima di tutto a livello locale con intese e programmi certi. A livello centrale, il GSE – Gestore servizi energetici, Società controllata dal Ministero dell’Economia – sta definendo  possibili incentivi a favore dei produttori di biometano. La loro capacità andrà a beneficio delle reti di distribuzione cittadina con le aziende che manifestano i primi interessi. Molte gestiscono impianti a gas metano importato, a hanno avviato studi ed analisi per aumentare l’offerta a famiglie ed industrie. In definitiva si tratta di  accelerare il migliore utilizzo  di ciò che invece quotidianamente sprechiamo.

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