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martedì, Novembre 30, 2021

San Sebastiano, un nuovo consigliere ed è subito polemica

Non che fosse stata una passeggiata fino a quel momento ma, il Consiglio Comunale di ieri sera s’infuoca con le dimissioni del consigliere/assessore D’Avino, scatenando le ire funeste del vulcanico Manzo.

Lunedì 17 ottobre, la sala consiliare, passate le 18.30, è piena di gente, i soliti noti e qualche faccia nuova; l’aria che si avverte non è però quella da stadio, quella alla quale la platea ci aveva abituato negli ultimi tempi, ma c’è invece un’atmosfera di attesa mista a rassegnazione. I residui sostenitori di Manzo sono stavolta in minoranza e lasceranno l’aula ancor prima del loro beniamino e c’è addirittura qualche vecchio fan che specularmente al passato ora fa la claque per la maggioranza e con le stesse invettive ascoltate dallo stesso nella precedente legislatura, potere della mutevolezza! Poi c’è chi va e viene e saluta come un papa il pubblico e il Consiglio tutto o chi marca la presenza ma non se ne frega un accidente di quello che si sta discutendo in aula e prontamente se ne va. L’impressione è che Manzo e la sua compagine, ad un passo dal vincere le elezioni, stia perdendo terreno e forse anche per la mancanza di proposte concrete ma il problema è che all’orizzonte, nonostante il nuovo che avanza, non si vede ancora niente di buono.

Il pubblico che assiste
Il pubblico che assiste

Se quindi il buongiorno si vede dal mattino, già l’inizio del Consiglio Comunale aveva dato ad intendere dove ci avrebbe portati in quasi tre ore e mezza di accesa discussione. In effetti, già all’approvazione del verbale della seduta precedente il nuovo consigliere di minoranza Manzo solleva le sue obiezioni; neanche il tempo di salutare la nuova segretaria comunale, la dottoressa Katia Ottaiano, che Gennaro Manzo critica le modalità di preavviso e la straordinarietà della sessione. Risponde in merito proprio il nuovo segretario, specificando che le sedute straordinarie sono quelle che non rientrano né tra quelle in cui si approvano atti ordinari, ad esempio il bilancio, né in quelle in cui si approvano atti urgenti. Manzo ribatte sull’irregolarità del metodo e, nonostante i chiarimenti della Ottaiano, specifica di non aver avuto il tempo necessario per preparare gli interventi. Da qui si innesca un intenso battibecco tra Manzo e il presidente del Consiglio Comunale, Gianluca Sannino (che durerà in pratica per tutto il Consiglio), sulla regolarità o meno della procedura, tale discussione viene pacata solo dalle analisi più concilianti dell’altro consigliere di minoranza Muccio e da quello di maggioranza e capo gruppo Scopino.

Il consigliere Gennaro Manzo
Il consigliere Gennaro Manzo

Giusto il tempo di riprender fiato che Manzo ridà fuoco alle polveri subito dopo il primo intervento del sindaco Sannino. Manzo infatti sostiene di aver ancora diritto di replica sul primo ordine del giorno poiché il primo intervento era a carattere personale. I toni diventano incandescenti e la maggioranza con qualche riserva permette a Rino Manzo di parlare. Nello specifico Manzo rileva errori nella trascrizione della registrazione dell’ultimo Consiglio, imprecisioni e soprattutto intere parti mancanti. Gianluca Sannino gli risponde chiarendo che la mancanza di alcuni passaggi delle sue interrogazioni erano dovute al fatto che in quei frangenti gli fu tolta la parola e per questo era chiuso il microfono che lo registrava. Le ragioni di Sannino non placano Manzo che seguita nella sua requisitoria fino a quando il presidente del Consiglio non gli chiude anche stavolta il microfono per comportamento scorretto. All’atto della votazione Manzo dichiara di votare positivamente solo nel caso verranno corrette le mancanze da lui rilevate. A tal proposito interviene Dario Scopino sottolineando di non capire dove vi fosse stato l’intervento personale e dove quello di pertinenza al punto in questione e soprattutto ribadendo che le trascrizioni riportavano sostanzialmente il pensiero del consigliere, senza togliergli valore. La minoranza vota a sfavore,  8 a 4 è il risultato finale.

I consiglieri
I consiglieri

Si passa finalmente al secondo punto all’OdG. ovvero la surroga del consigliere e assessore Pasquale D’Avino che rassegna le sue dimissioni da consigliere e in maniera irrevocabile ma mantenendo l’assessorato ai lavori pubblici. Gli succede quindi come consigliere il primo dei non eletti della lista PD, Gennaro Pacella. Manzo esplode! “Non vogliamo assistere a questo balletto delle poltrone” e il riferimento è a D’Avino, convalescente da una seria malattia e presente per la prima volta in aula dal giorno della sua elezione. L’atteggiamento del portavoce de “Il popolo di San Sebastiano Manzo sindaco”, suscita le ire di alcuni membri della maggioranza tra cui Cosimo Tarantino. Il presidente del Consiglio placa gli animi. Manzo però incalza alludendo alle parentele tra consiglieri e assessori, ex assessori e parenti di assessori e meritandosi la reprimenda di Gianluca Sannino. Ma Manzo non pago passa al contrattacco, criticando la tempistica del Presidente e ricomincia il botta e risposta e il mormorio cresce tra gli scranni e tra il pubblico. “Sembrava fosse finito e subentra invece un non eletto”, “Aumentano le poltrone, aumenta il costo della politica!”, “Io abbandono l’aula! Me ne vado!” Queste sono alcune delle frasi di Manzo. “Deve restare! Deve parlare Manzo” gli risponde ironicamente il sindaco Salvatore Sannino. “Dimettetevi tutti quanti! Vergognatevi!” urla Manzo, interviene anche il fino ad allora silenzioso D’Avino ma la confusione è tale nell’aula da non intendersi più nulla. Continua l’ex imprenditore: “Perché si dimette da consigliere e non da assessore?” rivolgendosi a Pasquale D’Avino, “Ho qualche preoccupazione su D’Avino e Panico come assessori, non avete le competenze!” Manzo seguita con gli attacchi personali nei confronti dell’ex consigliere Rivellini, marito del nuovo segretario e Gaetano Panico, padre del vice sindaco rivangando vecchie questioni. Gianluca Sannino gli toglie la parola asserendo: “mi denunci!”

Gennaro Manzo abbandona l’aula consiliare, dopo poco lo seguirà Luca Scarpato mentre rimarranno al loro posto Palumbo e Muccio.

Il consigliere Manzo lascia l'aula consiliare come forma di protesta
Il consigliere Manzo lascia l’aula consiliare come forma di protesta

Prende la parola il sindaco: “Le cose che dice Manzo non interessano nessuno, neanche i suoi sostenitori”, “C’è democrazia tra di noi, non ci siamo impegnati per un tornaconto personale. Manzo più parla peggio è!”, “Lui non ama S. Sebastiano al Vesuvio, lui è di Cercola” (plauso del pubblico, in prevalenza sostenitori della maggioranza). Si vota per la surroga e il nuovo consigliere Pacella si insedia tra i banchi della maggioranza con voto unanime.

I presenti che osservano Manzo che va via.
I presenti che osservano Manzo che va via.

Si passa al terzo punto all’OdG. Ovvero l’adesione all’Ambito Territoriale Ottimale (ATO) in materia di smaltimento di rifiuti. Prima di conferire sull’argomento, per il quale urge l’approvazione per evitare un commissariamento ad acta a causa di un ritardo, Salvatore Sannino ringrazia, i due membri della minoranza restati ad assistere e per lavorare per il bene comune. Antonio Muccio così risponde: “… è questa un’espressione di democrazia nel nostro gruppo e non di rottura, ognuno si assume le proprie responsabilità.” Si vota e si approva.

Il quarto ed ultimo punto all’ordine del giorno è relativo all’approvazione per entrare in un sistema integrato per interventi e sevizi sociali. Con l’approvazione del Consiglio sarà possibile avere sul territorio tutta una serie di sportelli di consulenza in ambito comunale. Si approva all’unanimità.

Infine Gianluca Sannino legge un’interrogazione per conto del consigliere Manzo e relativa alla questione della gestione delle ditte per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti alla quale segue una lunga risposta del vice sindaco Giuseppe Panico con la sua speranza che tale questione sia definitivamente archiviata.

 

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