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Una storia di speranza, quella di Hope la volpe ricoverata dopo l’impatto con un’auto. 

Sfuggita a una morte certa è stata soprannominata Hope, “speranza” con l’augurio che questo nome le porti fortuna anche in futuro. È la storia di una volpe investita all’alba, a Marcianise, e lasciata agonizzante sull’asfalto. Al piccolo mammifero, però, è andata bene: è riuscito a trascinarsi ai margini della carreggiata, dove è stata avvistato dal suo salvatore, un operaio che ha prontamente chiamato i volontari dell’Enpa di Salerno e Caserta.

Così Hope, stremata e sotto choc per l’impatto e le ferite riportate, è stata trasportata d’urgenza al Centro di recupero animali selvatici del Frullone, che si trova nell’Istituto di Patologia e Sanità animale dell’Università Federico II di Napoli. Dopo la convalescenza, che si preannuncia abbastanza lunga, potrebbe essere reimmessa in libertà, proprio nel territorio di Marcianise dove è stata ritrovata.

Una storia a lieto fine, che però ci ricorda un pesante bilancio: nel 2015, in Campania – secondo i dati raccolti dall’Associazione ARDEA – sono state investite e uccise 201 volpi, 36 solo nel Napoletano di cui la maggior parte ai confini del Parco Nazionale del Vesuvio. Cifre che sono solo la punta dell’iceberg di quella che è una vera e propria strage silenziosa, che ARDEA sta cercando di far emergere con il progetto Via Libera, un progetto di “citizen science” che coinvolge i cittadini in prima persona: per partecipare basta inviare la propria posizione e una foto, o la specie dell’animale ritrovato, tramite WhatsApp.

Via Libera si propone, infatti, di monitorare l’impatto degli incidenti stradali sulla fauna campana e suggerire alle istituzioni una serie di accorgimenti di “road ecology” per risparmiare vite animali. Come sottopassaggi e dissuasori, per esempio, tanto usati in altri paesi europei. Con la speranza che presto anche le strade della nostra regione (e del nostro paese) diventino più sicure per gli uomini, come per la fauna.