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Salute e cittadinanza

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L’inenarrabile vicenda della Terra dei fuochi, la nostra terra, ci ha fatto e ci sta facendo scoprire il valore della cittadinanza e della legalità Più rilevante del ruolo delle ingenti truppe militari e forze dell’ordine, schierate da diversi anni nelle stesse contrade e autrici di operazioni che hanno portato alla cattura di pericolosi latitanti. Perché ci fa prendere definitivamente le distanze dalla camorra, responsabile della morte dell’ambiente, dell’economia, delle persone, dei bambini, innanzitutto. Basta con l’ambiguo rispetto, una malcelata ammirazione, la connivenza, la paura, il terrore. Cresce un movimento comunitario, di assemblee, persone che s’incontrano; si sviluppa una consapevolezza e una cittadinanza attiva. C’è chi pensa di andar via e salvarsi, ma in tanti scelgono di rimanere e rimboccarsi le maniche, perfino di gestire beni e attività produttive confiscate ai malavitosi, e di salvare, insieme, se stessi, la comunità e la propria terra.

In particolare, la triste vicenda sta contribuendo ad accelerare la maturazione politica e culturale della popolazione sul tema della salute. Salute delle persone e salute del territorio, aspetti genetici e aspetti ambientali strettamente correlati come l’uomo e l’ambiente in cui vive. Un diritto, la salute, che bisogna conquistarsi e che si deve esercitare; un diritto che contribuisce, insieme ad altri, a cominciare da quello all’istruzione, ad alimentare e definire in modo meno astratto il quadro dei diritti fondamentali dei cittadini. Un concetto di salute che non richiama immediatamente la malattia, la cura, il medico, il farmaco, e tantomeno il sistema sanitario. Ma un concetto di salute che esprime il benessere psichico, fisico, sociale e ambientale. Una salute che non si affida in esclusiva alla sanità, una salute che non è prigioniera del sistema sanitario, nel quale le persone diventano pazienti e i medici diventano, con le altre figure, semplici addetti del settore.

Un approccio corretto al concetto di salute ci mette nelle condizioni migliori per affrontare i temi propri della sanità. Innanzitutto la prevenzione che può nascere da una sensibilità nuova della popolazione e dei medici, un’abitudine, un’abilità, una scelta che ci fa essere meno vittime e più protagonisti, e, in ogni caso, consapevoli e coscienti del nostro benessere e dei nostri malesseri. E, ancora, gli stili di vita corretti che si devono diffondere tra le persone. Lo stile di vita è come l’apprendimento, anzi è l’apprendimento, fatto di un approccio, di una modalità di porsi di fronte alla realtà, e di contenuti scelti e approfonditi. Che vanno dall’alimentazione ai suoi effetti, dal movimento all’esercizio fisico, dal lavoro allo studio, dal tempo libero all’arte e alla musica. Non c’è un tempo per questo apprendimento. Come tutti gli apprendimenti ci deve accompagnare per tutto l’arco della vita. Vale allo stesso modo per i ragazzi e per gli anziani non autosufficienti.

Poi, il tema della malattia da affrontare con serietà e scrupolosità, sottoporsi agli interventi e alle cure farmacologiche, anche di tipo sperimentale, con un occhio a sé stessi e l’altro alla comunità. Ancora, gli aspetti più propriamente etici e giuridici del diritto alla salute, così ben definiti dall’art. 32 della Costituzione, che tutela il diritto alla vita, alla salute, alla dignità e, soprattutto all’autodeterminazione della persona.  Infine, il presidio democratico nei vari livelli del sistema sanitario, ad opera insieme dei cittadini e del personale, per contribuire a ottenere efficienza e efficacia, ottimizzazione ed equa distribuzione. La partecipazione dei cittadini nella sanità, come nell’istruzione e nello stato sociale, è fondamentale per il funzionamento di questi settori, perché in essi siano allocate adeguate risorse comuni e perché si realizzi quella rivoluzione culturale che porti al primo posto dei valori per tutti la qualità della vita e la solidarietà.

Un’idea di salute per la quale battersi. I cittadini nella logica della cittadinanza attiva, secondo i principi della democrazia e della partecipazione. I medici, e tutte le figure collegate, anch’essi cittadini democratici oltre che esperti del settore. Insieme capaci di dare al termine salute il suo significato più ampio e di incidere sul sistema sanitario orientando i decisori politici.

L’augurio è che da una terra violentata e umiliata nascano i fiori della partecipazione, della cittadinanza e della solidarietà.