Inizialmente trascurata dal governo, riprende la bonifica ambientale delle strutture pubbliche. Si inizia dalle scuole.
Può finire un incubo. Può essere l’ennesimo annuncio senza seguito. L’Italia è piena di strutture pubbliche con amianto. Non bastano le sentenze di giudici coraggiosi a farci stare più sereni. L’azione coraggiosa la deve fare lo Stato. Quando arrivano sentenze come quella recente della Olivetti di Ivrea con condanne pesanti, ci si rincuora. Poi si spera nel prossimo processo. Ieri il Ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti ha annunciato più di 5 milioni di euro per risanare scuole, asili, ospedali, impianti sportivi. Annuncio atteso con fondi pluriennali che riguardano inizialmente Salerno, Alessandria, Pisa. Le risorse sono per la rimozione e lo smaltimento dell’amianto e del cemento-amianto presente in coperture e manufatti: le due componenti ampiamente usate negli anni passati e che provocano tumori. La battaglia contro l’amianto è certamente ancora lunga. Quel che il governo ha voluto mettere in risalto è il sostegno concreto all’Unità che si occupa di edilizia scolastica. Le scuole sono in testa alla classifica delle strutture pubbliche più pericolose. Le indagini sul campo non si contano e la battaglia ambientale a partire dalle aule ha un valore simbolico elevato. Galletti dice che ci sarà anche una graduatoria per l’assegnazione dei fondi. Che i contributi saranno tra il 50 e il 100% del costo totale degli interventi e che per ottenere i finanziamenti occorrono progetti definitivi o cantierabili in 12 mesi. Un punto non appare chiaro, però. Giorni fa l’ufficio per la riqualificazione dell’edilizia scolastica della Presidenza del Consiglio ha firmato con lo stesso Ministero dell’Ambiente un accordo per un progetto pilota di telerilevamento dell’amianto negli edifici scolastici. Ma se la scuola è la priorità assoluta per mettere in sicurezza alunni e docenti, c’è ancora bisogno di telerilevare l’amianto? La mappatura nazionale non era già stata fatta da Comuni e Regioni? Dove e come intervenire, quali edifici sono stati mesi in sicurezza o aspettano di esserlo dovrebbero essere già nella banca dati dell’amianto pubblico. Il governo ha annunciato risorse economiche importanti che diffondono fiducia. L’intervento, però, deve essere concreto, credibile e deve partire senza ombre o progetti ancora da attuare. I rischi per la salute e l’ambiente sono ancora troppo alti.



