I consiglieri di minoranza commentano l’ultima seduta di consiglio comunale tenutasi a fine luglio.
La recente seduta di assise pubblica ha visto la riconferma di Pasquale Di Mauro alla presidenza del consiglio comunale e del vice Giandomenico Di Sarno. L’altro vicepresidente è, con i voti di maggioranza, Crescenzo De Falco malgrado l’opposizione fosse inizialmente unita sul nome di Salvatore Di Sarno.
Ma è accaduto molto altro in quella seduta dove sono stati approvati gli equilibri di bilancio: in primis la minoranza ha invocato chiarezza sull’adesione alla centrale unica di committenza. L’interrogazione firmata da Antonio Mocerino, Salvatore Di Sarno, Giuseppe Cimmino, Giuseppe Auriemma, Antonio Granato e Vittorio De Filippo chiedeva nello specifico se gli uffici si fossero attivati per bandire le gare per riscossione tributi, servizi cimiteriali, raccolta e smaltimento rifiuti, smaltimento della frazione organica e ingombranti. «Il rinnovo del contratto dei servizi cimiteriali è avvenuto a dicembre scorso – spiegano i consiglieri di opposizione – e quello stesso rinnovo provocò la mozione di sfiducia al sindaco Piccolo. Oggi vorremmo capire perché risultano prorogati sia il contratto dei servizi cimiteriali, scaduto il 31 luglio, sia quello per gli ingombranti (scaduto il 31 maggio), come anche quello per la frazione organica (30 giugno).
Somma Vesuviana era, inoltre, tra quei comuni per i quali la Regione ha previsto il commissariamento ad acta circa l’adesione all’Ente Idrico Campano (si doveva aderire il 30 aprile) e il sindaco, dopo la diffida, ha fatto disporre la delibera dichiarando in aula di non averlo fatto prima per «motivi tecnici». Rinviata a venerdì prossimo, invece, l’adesione al GAl – Vesuvio Verde, consorzio tra Comuni con l’obiettivo di intercettare fondi regionali ed europei in materia di agricoltura, consorzio al quale Ottaviano e San Giuseppe Vesuviano hanno già aderito.
«Esprimiamo forti preoccupazioni in merito alla sofferenza finanziaria dell’ente comunale che ricorre a continue anticipazioni di cassa dal tesoriere con interessi passivi elevati – commentano a freddo il segretario del Pd, Giuseppe Auriemma, e il capogruppo Pd, Giuseppe Cimmino – e ricordiamo tra l’altro che lo stesso tesoriere provvede anche alla riscossione dei tributi e che il collegio dei revisori dei conti ha sollecitato per l’ennesima volta l’amministrazione comunale a restituire in tempo le somme prese a prestito e a limitare le stesse. Si assesta quindi un bilancio anche per le insufficienti riscossioni, con una lacunosa e sbiadita relazione che afferma una strana logica, quella che vorrebbe far valere l’assioma: molti Comuni hanno questo problema. Come dire: tutti hanno la carie, dunque non è una malattia! Siamo inoltre perplessi per il rinvio dell’adesione al GAL Vesuvio Verde e auspichiamo che la maggioranza non abbia in programma altri colpi di testa e che non si perde questa opportunità».
Il consigliere Vittorio De Filippo (Fratelli d’Italia) si è detto invece preoccupato per le difficoltà economiche che rischiano di provocare gravi conseguenze sulla crescita e lo sviluppo di Somma Vesuviana. «Ancora una volta – rammenta – è stato evidenziato come il Comune per fare fronte alle difficoltà di spesa corrente debba chiedere anticipazione alla società di riscossione (GESET), non riuscendo, così come negli ultimi due anni, a restituire la somma avuta in prestito e pagando così interessi che vanno ulteriormente a pesare sulle casse comunali. Il dato nuovo evidenziato dal collegio dei revisori è anche l’utilizzo da parte dell’amministrazione di fondi vincolati per far fronte anche questa volta alle difficoltà economiche e finanziarie. Una situazione che non può più proseguire». De Filippo rimarca inoltre la «scorrettezza istituzionale» in merito all’elezione del vicepresidente del consiglio comunale spettante alla minoranza. «L’elezione, con i voti della maggioranza, non è sicuramente un bel gesto di correttezza istituzionale e di democrazia. Il vice Presidente, così come il Presidente, è una figura di garanzia e sarebbe stato giusto che il rappresentante delle minoranze fosse stato scelto dai consiglieri di opposizione, come d’altra parte era successo fino ad ora. Un altro brutto primato per questa amministrazione».
È Salvatore Di Sarno (Svolta Popolare) a mettere poi l’accento sulle dimissioni dell’assessore Milena Di Palma. «L’ex assessore – dice – ha rinunciato all’incarico per la “mancanza di serenità e la poca autonomia” di cui godeva nell’espletamento del mandato. Dichiarazioni gravi che denotano, ancora una volta, il modus operandi di questa amministrazione. Sarebbe opportuno e necessario sapere se le dimissioni dell’assessore siano la prova delle gravi difficoltà che quotidianamente l’amministrazione evidenzia nella gestione della cosa pubblica (vedi il ricorso alle proroghe dei contratti relativi ai servizi quali il cimitero e dello smaltimento della frazione organica, della mancata apertura al pubblico della chiesa di San Domenico dopo il restauro), ovvero il preludio all’ingresso in Giunta dei “Forzisti”, che da qualche settimana hanno aderito al “cambiamento epocale” – così hanno dichiarato – che da due anni questa amministrazione professa ma che nei fatti non si evince in alcun modo».



