Alla gara per la costruzione del primo impianto di compostaggio della Campania hanno partecipato 11 aziende. Ognuna ha presentato la sua offerta al Comune in una busta chiusa. Con questa griglia di imprese del settore si è dunque chiusa la prima, fondamentale, parte dell’appalto. Nel frattempo l’amministrazione di Pomigliano e quella regionale vogliono convincere la popolazione locale ad accogliere senza timore questo progetto. Per farlo sabato mattina giungerà in consiglio comunale il vicepresidente della giunta campana e assessore all’ambiente, Fulvio Bonavitacola. L’esponente dell’esecutivo di Vincenzo De Luca spiegherà alla cittadinanza, con l’aiuto di esperti, come funzionerà il compostaggio di Pomigliano. Intanto la procedura è piuttosto complessa. La gara per la realizzazione dell’impianto è partita a ottobre. In un primo momento l’apertura delle buste era stata fissata al 12 dicembre, in municipio. Ma per farlo c’era bisogno di nominare prima una commissione apposita. Un atto, questo, di competenza del capo dell’ufficio tecnico del Comune. A ogni modo la commissione sarà nominata dopo le festività natalizie. Sarà composta da tecnici reclutati dai vari albi professionali. L’importo dell’asta di gara è di 9milioni e 200mila euro, danaro dell’Unione Europea stanziato dalla Regione. L’impianto sarà di proprietà del Comune. Nessun’altra municipalità campana è così avanti nella procedura che porterà alla realizzazione di questo sito (in Campania se ne prevedono 7 ). Risparmi in vista: secondo quanto affermato dai sostenitori del progetto attualmente i cittadini di Pomigliano pagano circa 1 milione e 300mila euro all’anno per far conferire i rifiuti organici fuori regione ma una volta realizzato l’impianto la cittadinanza risparmierà circa 600mila euro all’anno. La struttura smaltirà 24mila tonnellate all’anno di rifiuti organici provenienti da un bacino di oltre 100mila abitanti (si pensa di coinvolgere Casalnuovo e Castello di Cisterna): 18mila tonnellate di rifiuti organici e 6mila di scarti del verde pubblico. Negli 11mila metri quadrati di spazi individuati sul confine nord del territorio, accanto alla provinciale che collega Pomigliano con Acerra, vicino al canile, saranno installati 5 “biotunnel”, cilindri di cemento lunghi 31 metri e alti 6. All’interno saranno stipate le frazioni biodegradabili dei rifiuti organici da trasformare in compost, cioè in fertilizzante. Dei filtri appositi saranno inseriti per abbattere le esalazioni prodotte dalla decomposizione. Apertura del cantiere: entro il 2019. Ma l’area individuata presenta criticità ambientali. E’ stata soggetta a sversamenti abusivi e le polveri sottili raggiungono livelli record per cui il Movimento Cinque Stelle si oppone all’ubicazione a Pomigliano del compostaggio .








