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Revoca fondi per il Parco di Città, riceviamo e pubblichiamo la replica di Giampiero Falco

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Riceviamo e pubblichiamo la replica  di Giampiero Falco in merito all’articolo  “Revoca dei 9 milioni per il parco di Città: i giudici bocciano il ricorso del sindaco di Pomigliano”

 

Leggo con stupore, articoli sul progetto Parco di città , che mi pregio di rappresentare con la società Concessionaria di riferimento e precisamente la «Pfrp srl». Lo stupore, è dato dal fatto che, sono state sollevate critiche pur essendo Lei a conoscenza della questione e soprattutto essendo stato il rappresentante della società concessionaria, in qualità di avvocato amministrativista nella procedura attivata dalla PFRP per l’appunto sul finanziamento dell’incubatore, e bocciata dal Tar, perchè tale procedura, doveva essere esperita dal Comune che era l’unico legittimato a richiedere conto alla Regione Campania. Avvocato Riccio, questo proprio da lei non ce lo aspettavamo…. perchè rappresenta una una polemica speciosa ,senza senso e soprattutto non alimentabile da Lei, sia per la conoscenza dei fatti , sia per la sua specifica professione. Piuttosto, è fondamentale ripercorrere le tappe della Concessione Parco di Città , e sottolineare come il Concessionario, abbia accettato una volta aggiudicatosi le due gare, l’inserimento , richiesto da parte della stessa Pubblica amministrazione , della Caserma dei Carabinieri che deve spostarsi da Castello di Cisterna a Pomigliano, proprio nell’area di intervento. Tale richiesta, ha provocato due effetti , rappresentabili dalla variante urbanistica dovuta all’inserimento della Caserma nell’area di intervento e dalla conseguente procedura di assestamento del piano economico-finanziario , poichè, gran parte delle aree da destinare alla caserma, hanno sottratto flussi di cassa necessari al sostentamento dell’investimento generale, perchè originariamente destinate ad aree commerciali da locare. Ricordo,inoltre che questa procedura si è resa necessaria ,all’atto della variante urbanistica del 2014 sull’inserimento della Caserma, e mai avvenuta anche se prevista dalla legge, ed un eventuale richiesta di rescissione da parte del concessionario per variazione richieste dal concedente, porta al nascere del danno riconosciuto dalla normativa vigente, pari al 10% del valore dell’opera più le opere già realizzate. Siamo sugli 11. 000.000 di euro. Ora, il Concessionario, è interessato a realizzare l’opera e quindi non prenderà mai in considerazione , tale evento,se non costretto dall’immobilismo amministrativo.E ci meravigliamo peraltro, di queste affermazioni, perchè , noi sottoliniamo che una volta accettato l’inserimento della caserma , ci sono voluti quattro anni per la variante urbanistica e altri 4 per avere l’assestamento del Piano economico-finanziario che ancora non si è ottenuto, perchè il Segretario comunale , spara esigenze di nuovo Consiglio Comunale per l’approvazione . Ma Lei che è in Consiglio Comunale ed Avvocato Amministrativo, sa bene che questo non è un atto di disposizione , ma atto di gestione e quindi basta una semplice delibera di Giunta e su questo, non la abbiamo mai sentita, caro avvocato Riccio. Ora dire che il concessionario , non sia stato controllato è una affermazione talmente inesatta e tendenziosa ,perchè FALSA!!!!!. Il concessionario , ha realizzato le sole opere che poteva realizzare, perchè comuni alle due ipotesi di realizzazione del prima e del dopo. Dire queste cose , è una cosa poco edificante per Lei sia dal punto di vista umano che professionale.

Dott. Gianpiero Falco