È iniziato il conto alla rovescia: il 17 aprile si vota per il referendum abrogativo dell’articolo 6 del Codice dell’ambiente, meglio conosciuto come “referendum Trivelle”. Ma tra politicismi, dati amministrativi ed economici, può essere difficile orientarsi.
Così Città della Scienza ha organizzato un caffè scientifico a ingresso gratuito per capire i rischi e le conseguenze ambientali delle trivellazioni in mare. E scegliere con consapevolezza. L’appuntamento è per domenica 3 aprile, ore 11:00, alla brasserie AlmaFlegrea nel complesso museale di Città della Scienza.
Il primo dato su cui riflettere è su cosa avrà effetto il referendum: solo su 21 piattaforme entro le 12 miglia (circa 20 chilometri) dalle coste italiane. Si potrà quindi decidere se, una volta scadute le concessioni, queste 21 piattaforme dovranno interrompere l’estrazione, anche se nei giacimenti ci sono ancora idrocarburi. Oppure se continueranno a estrarre petrolio e metano finché il giacimento non sarà esaurito.
Il voto del 17 aprile, quindi, non avrà alcun effetto sulle nuove trivellazioni (vietate dal 2006 entro le 12 miglia), né sulle altre piattaforme situate oltre le 12 miglia. E nemmeno sugli impianti estrattivi collocati sulla terraferma, molto più numerosi di quelli in mare.
Ma quanto è concreto il rischio di sversamenti di petrolio? La chiusura degli impianti collegati a giacimenti di metano non ancora esauriti è sicura? Quali sono i contraccolpi delle trivelle sul turismo? Quali sono le ragioni del “no” e le ragioni del “si”? Per vederci chiaro, a Città della Scienza, gli esperti Gianfranco Borghini, presidente del Comitato Ottimisti e Razionali, e Maria Cristina Gambi, ricercatrice della Stazione Zoologica Anton Dohrn illustreranno le motivazioni a favore e contro la proroga delle trivellazioni in mare. Il caffè scientifico sarà moderato da Ennio Marsella, dell’Istituto per le Aree Marine Costiere del Cnr.
«Siamo chiamati a votare su un tema importante» spiega a Il Mediano Luigi Amodio, Direttore Generale di Città della Scienza. «Un tema che non riguarda solo la politica e l’economia, ma coinvolge anche la scienza. Conoscere i dati scientifici sui rischi delle trivellazioni e sulla loro produttività può aiutarci a scegliere, a capire cosa realmente possiamo abrogare e soprattutto quali conseguenze avrà il nostro voto» continua Amodio. «È questo che si propone Città della Scienza: fornire ai cittadini il proprio contributo per capire e decidere in autonomia, su un tema controverso e molto discusso».
LA NATURA NEL GOLFO



