Un piccolo centro meridionale in testa alla classifica per le energie non inquinanti. Solo 39 Sindaci sensibili alle rinnovabili.
Un monito, anche una lezione di sana amministrazione. Un piccolo comune di 700 abitanti, disteso su una superficie di 39 Km quadrati, in questi giorni sta facendo onore al Sud Italia per l’uso di energia rinnovabile. San Lorenzo Bellizzi, in provincia di Cosenza, nel Parco del Pollino, è salito ai vertici dell’ultima classifica dei centri urbani virtuosi in fatto di impatti ambientali. L’unico centro meridionale. In soli quattro anni ha ridotto la Tasi, grazie a terreni dati gratis a cooperative agricole che ne hanno sfruttato le potenzialità energetiche a vantaggio di tutti. Ha guadagnato il premio “Buona Pratica” per 15 Mw di fotovoltaico piazzato nelle serre. Insomma, a volerci credere le cose si fanno. Anche al Sud. Il traguardo raggiunto è incoraggiante, considerato che un altro premio è andato a Val di Vizze in provincia di Bolzano, che ha il triplo degli abitanti di San Lorenzo Bellizzi. Lungo la penisola sono solo 39 i Sindaci che hanno trasformato i loro Comuni in oasi di eccellenza ambientale. Hanno ridotto le tasse e gratificato i poveri mortali con bollette irrisorie. Sono ormai il minuscolo vanto della lenta e inesorabile rivoluzione energetica italiana. Una storia nostra, che mette insieme rinnovabili e tradizionali, perché ancora non si è autonomi né dalle prime, né dalle seconde. Abbiamo 850 mila impianti sparsi lungo montagne e pianure a basso impatto ambientale. Come in Asia e in Usa la produzione è cresciuta del 60 per cento con 82 mila lavoratori. Doloroso annotare che alcuni provvedimenti locali, battaglie falsamente ambientali e riduzione di incentivi statali, abbiano frenato la crescita dei posti di lavoro. I Comuni che hanno dichiarato almeno un impianto da fonti rinnovabili sono più di 8 mila. Va bene l’uso del solare e tutto sommato l’anno scorso il 35 % dell’energia di cui abbiamo bisogno è arrivata da fonti non inquinanti. Lo scenario nazionale continua ad avere come sottofondo la polemica sulle pale eoliche. Fonte di scandali e malversazioni per usi fraudolenti dei fondi europei, ma anche cavallo propagandistico di movimenti locali che si oppongono a nuove installazioni. Comunque, tra alti e bassi, nel 2015 a circa 6 milioni di famiglie è arrivata corrente elettrica generata da impianti eolici. Le città restano il tassello principale di uno scacchiere assai composito. La loro capacità di avanzare con la modernità è tenuta d’occhio dai cittadini ai quali vanno offerte opportunità concrete di collaborazione. Se le emissioni climalteranti negli ultimi venticinque anni si sono ridotte del 20 per cento e la salute pubblica ne ha guadagnato, si scopre che il merito è anche di Comuni come il calabrese San Lorenzo Bellizzi. Un pezzo di territorio, sottratto all’abbandono, concesso a cooperative per una “Buona pratica” premiante e con il più ampio consenso.



