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giovedì, Ottobre 28, 2021

Quando l’arte incontra la scienza

Le fotografie vincitrici del concorso internazionale “Research in progress”. Tra gli autori un’italiana

 

L’immaginario collettivo spesso vede ricercatori e scienziati come persone molto precise, dedite al lavoro e sicuramente avvezzi a calcoli e statistiche. Molto razionali e poco avvezzi alla creatività che contraddistingue gli artisti. Chi invece il mondo della scienza e della ricerca lo conosce più da vicino sa che la prima caratteristica di un ricercatore, che veramente possa definirsi tale, è la curiosità, seguita da una buona dose di immaginazione. Bisogna fare ipotesi, immaginare nuove soluzioni, esprimenti e dimostrazioni per arrivare a un risultato, prima di dedicarsi ai calcoli veri e propri. E allora ecco che emerge la creatività, e viene fuori la vena artistica dello scienziato che riesce a vedere la bellezza nel suo laboratorio e soprattutto riesce a raccontarla. Come? Nel modo più semplice: attraverso una fotografia.

In particolare attraverso le fotografie premiate dal concorso “Research in progress” indetto dall’editore Biomed Central (Bmc).
Oltre 260 immagini da tutto il mondo per raccontare la ricerca, chi la fa e la strumentazione utilizzata: persone al lavoro, attrezzature scientifiche, immagini al microscopio e piante e animali.

Tra tutte, 48 hanno ricevuto menzioni speciali dai giudici per la loro bellezza e 10 sono entrate nella top ten. Tra queste anche una foto scattata da una giovane ricercatrice italiana.

Al primo posto c’è un’immagine toccante, scattata al microscopio dalla ricercatrice australiana del Centro per la Biologia del Cancro di Adelaide, Sarah Boyle. S’intitola “I Heart Research”: un cuore colorato di rossa, viola e giallo formato dalle cellule di tumore alla mammella. Un tema particolarmente sentito visto che questo tumore – solo in Italia – colpisce 50.000 donne l’anno: una su otto si ammala. Nelle dieci, questa non è l’unico scatto che ritrae cellule tumorali: c’è anche la foto di Hayfaa A. AL-Shammary che ritrae al microscopio le cellule di un cancro alla pelle. Immagini belle, colorate, che stridono invece con le storie di chi invece sta vivendo una delle battaglie più difficili da affrontare.

Al secondo posto c’è la fotografia dei germogli di cetriolo in una capsula Petri scattata da Yuan Xiao Wei, dell’Università dell’Agricoltura della Cina. Un’immagine selezionata per la capacità di mostrare come si sviluppa la vita.
Ci sono poi le immagini che ritraggono animali, come la foto scattata da Lauren Gaynor a un orsa dagli occhi allo stesso tempo curiosi e impauriti, in uno zoo svedese. O ancora il colibrì posato su un ramo, immortalato da Eliseth Ribeiro Leão per il progetto “e-Nature” che utilizza le immagini di animali in natura per migliorare l’umore dei pazienti oncologici ricoverati in ospedale per seguire cicli di chemioterapia. O infine, la foto di due farfalle in posa simmetrica, che si accoppiano su un filo d’erba, in un’atmosfera quasi da sogno.

E tra le foto vincitrici spicca anche l’immagine dell’italiana Maria Pia Mannucci, laureata in scienze naturali, che ha catturato un’istantanea della crescita delle spore della muffa su un pomodoro. “È difficile stare lontani dalle muffe – ha detto – ti seguono ovunque: dai dischi di Petri del laboratorio, agli scaffali del frigorifero di casa. Qui le ho viste su un pomodoro ammuffito e ho pensato che valesse la pena uno scatto”.
Le foto sono tutte bellissime ma una in particolare sembra un’opera d’arte: quella di Karl Gaff, dal titolo “Notte stallata sul pianeta Acetaminofene” che sembra raffigurare un cielo stellato su un pianeta psichedelico. In realtà è l’immagine al microscopio, con luce polarizzata, di una pellicola di Acetaminofene, meglio conosciuto come Paracetamolo (l’aspirina tanto per intenderci), usato per far abbassare la febbre. Nella foto, la pellicola sembra un pianeta, mentre quelle che appaiono come stelle sono in realtà gocce d’acqua.

 

 

 

 

 

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