La multinazionale americana ha comandato nello stabilimento napoletano 60 lavoratori, per oggi, festa del lavoro. Obiettivo: effettuare produzioni con lo straordinario. Ieri per dire no le rsu hanno inscenato un corteo. Ma il finale è amaro: stamane qui si lavora lo stesso.
L’ennesima sconfitta del sindacato sta tutta in questa immagine: gli operai che si affrettano a entrare nello stabilimento proprio nel giorno della festa del lavoro, il Primo maggio delle fabbriche metalmeccaniche che restano tradizionalmente chiuse. Oggi, dunque, nessun picchetto contro il tentativo, riuscito, di far passare questo giorno come un giorno qualunque all’Avio Aero di Pomigliano, impianto dei motori aeronautici, 1000 dipendenti, lo stabilimento più storico della città delle fabbriche, datato 1932. Qui il sindacato ha appena alzato bandiera bianca davanti all’azienda, dopo aver urlato dai megafoni appena ieri, attraverso i suoi delegati, all’interno dei luoghi di produzione.
Una protesta scattata dopo che la multinazionale americana ha comunicato alle rsu di aver disposto per il Primo maggio 60 comandate, 20 per turno, allo scopo di garantire una serie di produzioni. Subito dopo le rappresentanze sindacali unitarie di tutti le organizzazioni di categoria si sono riversate nei capannoni strepitando dai megafoni contro l’azienda: un gran casino a suon di decibel da rompere i timpani. Ma alla fine la montagna ha partorito il topolino. Ne è scaturito subito un comunicato sindacale unitario praticamente illeggibile. Per i suoi primi tre quarti è pieno zeppo di terminologie tecniche e di strane allusioni. Una stesura in sindacalese davvero per pochi intimi. Nelle due pagine lo spazio dedicato al Primo maggio è stato relegato al termine del secondo foglio.
Nulla a che vedere con un primo comunicato della Fiom, redatto il giorno prima, che centrava in piano il problema senza usare mezzi termini. Intanto c’è il sospetto che iniziative aziendali come questa non siano null’altro che il cavallo di Troia per violare l’inviolabile, come ad esempio il rispetto per le ricorrenze speciali, religiose o laiche che siano. Ricorrenze che fanno ricordare che una comunità civile è tale solo se non dimentica se stessa e da dove viene. Il resto, poi, è storia di oggi, una storia triste. Oggi i cancelli dell’avio sono stati regolarmente aperti: tutti in fabbrica. E magari di corsa.



