Home Cronaca Primo maggio a Pomigliano, Marziale: “Il sindacato di base diventi soggetto politico”

Primo maggio a Pomigliano, Marziale: “Il sindacato di base diventi soggetto politico”

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Stamane il discorso di uno dei più noti avvocati del lavoro italiani ha infiammato la platea riunita dallo Slai Cobas nell’aula consiliare di Pomigliano. Lo slogan: “Uniti contro la precarizzazione del lavoro e dei diritti”.

Si sa: Pino Marziale nel difficile e tormentato ambiente delle fabbriche, e non solo, è considerato come una sorta di Maradona del diritto del lavoro. Lui infatti finora ha messo alla corda, ovviamente nelle aule di tribunale, almeno di quelli che un po’ funzionano ancora, fior di studi legali, compreso quello della potente Fiat. Nel frattempo in un’epoca in cui la protesta politica di massa sembra ormai quasi una chimera il ruolo degli avvocati del lavoro sta assumendo sempre di più quello dell’ultima spiaggia a cui ci si affida per ottenere un barlume di giustizia sul fronte della rivendicazione dei diritti. E forse proprio per questo e, paradossalmente, contro questo, il marxista Marziale ha spronato la folla presente stamattina al Primo maggio allestito nell’aula consiliare di Pomigliano, polo delle grandi fabbriche, dal sindacato degli autorganizzati, lo Slai Cobas di Vittorio Granillo. In platea molti gli operai, soprattutto cassintegrati della Fiat di Pomigliano e del distaccato polo logistico di Nola. C’era anche Cristian Avino, militante della Fiom che è stato appena reintegrato dal giudice del lavoro nella Dema Aeronautica della vicina Somma Vesuviana, dopo essere stato licenziato al termine di un duro scontro con l’azienda scaturito dall’annuncio di esuberi e tagli. “Intanto – ha esordito Marziale – devo dire che questa del primo maggio a Pomigliano è l’unica iniziativa sindacale rimasta”. Quindi il riferimento all’Expo, indicato come la cartina di tornasole del neoliberismo estremo applicato alla società italiana. “L’Expo di Milano – ha spiegato l’avvocato – è l’elemento di sintesi del futuro mercato del lavoro. Qui sono stati applicati l’articolo 8 della legge Sacconi, che prevede che con un accordo sindacale si può derogare dal contratto nazionale di lavoro, e il Jobs Act. Qui hanno fatto lavorare 20 ore al giorno rumeni, slavi, immigrati. Qui le condizioni classiche del lavoro nero sono state legalizzate per cui abbiamo abbondantemente superato il punto di non ritorno. Le leggi che ci stanno cucendo addosso ce le terremo per i prossimi 20-30 anni”. Dalla dura analisi alla proposta, passando per una premessa. “Guardate – ha avvertito Marziale – che noi ci possiamo lamentare quanto vogliamo però poi non succede niente. E perchè? Ci vorrebbero le barricate ma non succede niente. Gli operai dell’ Indesit si stanno muovendo adesso. Ma dov’erano quando sono passati il collegato lavoro, la legge Fornero, il Jobs Act? E’ come per il cancro: non si fa mai la prevenzione ma poi quando ti becca allora ti muovi”. La proposta: “Cosa fare dunque? In questo tipo di iniziative ci sono la coscienza e l’autocoscienza da cui ripartire. E’ necessario un organizzatore collettivo: il partito”. E di nuovo l’analisi del momento: “A fronte della morte della sinistra italiana dobbiamo dire ai nostri figli che chi vota Renzi è un imbecille. Inoltre il Movimento Cinque Stelle, nonostante i forti consensi elettorali, ha prodotto il nulla assoluto. Intanto la precarizzazione estrema permette il controllo sociale. Gli stessi sindacati di base sono in difficoltà, tanto che qualcuno per sopravvivere è stato costretto ad aderire all’accordo sulla rappresentanza”. Marziale ha insistito sul da farsi: “Serve un’organizzazione sindacale di base che diventi soggetto politico”. Poco prima il docente di diritto costituzionale, Carlo Amirante, aveva affermato che “la nostra è un’ottima costituzione, una delle migliori sul fronte dei diritti dei lavoratori” ma che “non è applicata”. “C’è però un limite a tutto”, ha avvertito il professore. L’avvocato dello Slai Cobas, Arcangelo Fele, ha infatti puntato sulla questione relativa alla mancata applicazione delle leggi: “Negli ultimi tre anni c’è stata una catastrofe nel mondo del lavoro, come non l’avevo mai vista. Il fatto è che non vengono nemmeno più applicate le leggi a tutela dei lavoratori”.