Home Cronaca Pomigliano, si rompe l’acquedotto: palazzo a rischio cedimento. Sgomberate 8 famiglie

Pomigliano, si rompe l’acquedotto: palazzo a rischio cedimento. Sgomberate 8 famiglie

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L’ordinanza ad horas è stata emanata dal sindaco Russo. Il silenzio della politica. 

“Io e la mia famiglia stiamo dormendo in albergo da giorni…Le spese? Stiamo pagando noi…”. Pomigliano, viale Terracciano 233, parco Primavera. Sono esasperati i condomini di questo bello stabile bianco e blu, degli anni Settanta. Qui giorni fa una condotta dell’acqua si è rotta, sotto la strada, all’altezza del marciapiede in cui si trova un noto locale piazzato proprio all’interno del palazzo. Il risultato è stato che l’infiltrazione ha danneggiato le fondamenta dell’edificio. Sono comparse crepe nei muri. Visibili. Nel lato interno, dove c’è il cortile, un muro si è anche gonfiato. Sono intervenuti i vigili del fuoco, che hanno constatato il rischio crollo. E il sindaco, per precauzione, ha firmato un’ordinanza ad horas di sgombero per 8 famiglie, quelle che dal primo al quarto piano, l’ultimo, abitano nel punto più centrale della struttura minacciata dall’acqua. Alcune se ne andate via. Altre sono rimaste. Nell’ordinanza si scrive che il problema è “fognario”. A ogni modo i vigili del fuoco hanno affisso dei segnalatori lungo tutte le crepe avvistate. Obiettivo: verificare l’andamento degli scostamenti. E la Gori, la società che gestisce le condotte idriche anche di Pomigliano, è giunta sul posto. I suoi tecnici hanno riscontrato una perdita in un tubo piazzato sotto il livello stradale, nel marciapiede di viale Terracciano. “La perdita è stata riparata – racconta una commerciante che gestisce un esercizio al piano terra del palazzo – ora il pericolo non c’è più. La carta con cui si può revocare l’ordinanza di sgombero ? Non c’è ancora. Ma il pericolo non c’è più”. “Io e la mia famiglia restiamo in albergo – riferiscono però i più scettici, rimasti intimoriti dall’accaduto – fino a quando non ci assicurano, con prove documentali, che il pericolo è passato noi dall’albergo non  ce ne andiamo”. In questo frattempo tutte le forze politiche locale hanno taciuto. Comunque il problema delle infiltrazioni di acqua accomuna tutto il territorio. Nella vicina Casalnuovo, comune anch’esso gestito dalla Gori, l’acqua che penetra nel sottosuolo, soprattutto a causa della mancata manutenzione delle tubature, è una vera piaga. Qui ci sono stati crolli e morti. Insomma, il problema è di quelli molto seri. Nel frattempo le bollette della Gori sono sempre altissime. Eppure dappertutto si lamentano gravi inefficienze. Basti pensare alle continue interruzioni dell’erogazione dell’acqua o alle file di ore che la gente è costretta a subire nell’attesa di avere risposte dall’ufficio zonale della società privata di gestione dell’acquedotto, ubicato in un’ala del parco pubblico di Pomigliano.