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Pomigliano, nomine e assunzioni: è scontro all’arma bianca

La maggioranza M5S-PD ha posto la pregiudiziale annullando la discussione in consiglio comunale. Caiazzo (UDC): “Imbavagliati”. Cioffi: “Rispettata la legge”

 

 

Polemiche condite da urla e accuse reciproche che si sprecano a Pomigliano. Stavolta a innescare l’ennesimo, violentissimo, scontro politico in consiglio comunale sono state le nomine nelle aziende partecipate, Enam in testa, l’azienda controllata dal Comune che si occupa di rifiuti ed i cui vertici sono stati formati di recente dall’alleanza M5S-PD. Ma nella bufera di questo conflitto ci sono anche l’ASM, l’azienda dei sevizi municipalizzati, e la Pomigliano Infanzia, scuola e servizi destinati ai bambini. La minoranza voleva discuterne durante i lavori dell’assemblea cittadina che si sono svolti lunedi. Ma con un fuoco di fila di cinque pregiudiziali consecutive la maggioranza ha annullato la discussione. Risultato: non c’è stato nessun dibattito sulle nomine. Spento sul nascere Il confronto sull’argomento. Per neutralizzare l’intenzione della minoranza di discutere in consiglio le nomine, alla coalizione guidata dal Movimento Cinque Stelle e dal Partito Democratico è bastato applicare una norma del regolamento comunale che la stessa minoranza aveva concepito e approvato, alcuni anni fa, quando cioè erano al potere da queste parti gli esponenti dell’attuale compagine di centrodestra Udc-FdI ed i civici, all’epoca capeggiati da Forza Italia. Intanto Maurizio Caiazzo (Udc), leader dell’opposizione di centrodestra, è ancora su tutte le furie. “Se loro – dice, tono sarcastico – si impegnassero a governare la città come si impegnano a mettere il bavaglio all’opposizione avremmo una Pomigliano fatta di rose e fiori”. Opposizione che dunque parla di bavaglio, di censura. “L’altra sera in consiglio comunale non c’è stata nessuna volontà di mettere bavagli – risponde Salvatore Cioffi (M5S), il presidente dell’assemblea cittadina – io   non ho fatto altro che applicare la legge e la legge dice che quando viene fatta una richiesta di convocazione del consiglio comunale allora il consiglio va sempre convocato, altrimenti lo fa il prefetto al mio posto. Ma se gli esponenti della minoranza sapevano che si trattava di una richiesta contro il regolamento perché l’hanno avanzata ?”. Secondo il regolamento sul funzionamento del consiglio comunale quando si presenta una richiesta di convocazione dell’assemblea su determinati punti all’ordine del giorno bisogna sempre allegare la relativa delibera. Ma visto che le delibere non sono state allegate cinque consiglieri comunali di maggioranza, Antonio Toscano (Idea Pomigliano), Marianna Manna (2020), Angelo Toscano (2020), Federica Passariello (M5S), e Vincenzo Libio(PD), hanno presentato e fatto votare una pregiudiziale per ogni punto inserito dalla minoranza. E così gli ordini del giorno da discutere sono stati rimossi, eliminati. “Ma lo schema deliberativo richiesto dalla maggioranza e da cui sono scaturite le loro pregiudiziali serve quando si impegnano delle cifre – eccepisce Caiazzo – invece noi volevamo semplicemente parlare dell’Enam, delle nuove nomine, del motivo per il quale hanno fatto di nuovo un consiglio di amministrazione a tre, del piano strategico e se questo è agganciato al nuovo impianto di compostaggio. Tutte discussioni che non avrebbero impegnato nessuna spesa. Potevano benissimo chiamarci e chiederci di fare lo schema deliberativo invece abbiamo subito un agguato politico”. Comunque durante il consiglio comunale il sindaco, Gianluca Del Mastro, ha risposto a un’interrogazione sulla composizione del suo staff. “Secondo me è stato esauriente su questo punto – riferisce ancora Caiazzo – ha detto che ha tra i tre e i quattro collaboratori di staff che gli costano complessivamente circa 130mila euro all’anno”. L’esponente dell’opposizione di centrodestra replica poi al fatto che il regolamento comunale è frutto della ex maggioranza dal 2010 al 2020 di cui è stato uomo di punta. “Quel regolamento – sostiene – è passato per una commissione nella quale il componente del Movimento Cinque Stelle, Dario De Falco, ha votato a favore”. Una versione smentita di netto dal presidente del consiglio comunale, Salvatore Cioffi. “Dario De Falco non ha mai approvato quel regolamento – risponde Cioffi – loro infatti con il regolamento, quello ancora attuale, praticamente eliminarono le sedute ispettive. Quindi è vero: è un regolamento fatto male. Io nel frattempo ho avviato un processo per modificarlo ma la stessa minoranza è divisa al suo interno, non si mettono d’accordo tra loro sul miglioramento delle regole”.

 

 

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