Pomigliano, consiglieri messi alla gogna in un manifesto. E Toscano querela

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Non è la prima volta che in città si adottino metodi del genere per attaccare gli avversari  politici. Accuse gravi utilizzate per gettare ombre sulle persone   

 

Messi alla gogna pubblica con nome e cognome e con tanto di primo piano di una foto presa dal profilo personale Facebook. Si sentono offesi e diffamati i consiglieri comunali di maggioranza i cui volti sono finiti su un manifesto affisso a Pomigliano dalla compagine politica locale “1799”, il cui riferimento è l’ex sindaco Raffaele Russo, sconfitto alle elezioni comunali del 2020 (non riuscì nemmeno a entrare in consiglio). Il dazebao affisso ai muri ha un titolo accusatorio inequivocabile: “I favori del Puc ai consiglieri comunali”. Un libello che parla di presunti favori edilizi concessi ad alcuni consiglieri e alle loro famiglie grazie alla recente approvazione da parte del consiglio comunale del nuovo piano urbanistico.

“Menzogna e cialtroneria”, replica intanto, attraverso un comunicato, Antonio Toscano, una delle vittime della velenosa azione mediatica. Il padre del consigliere Toscano, Domenico, ha provveduto a querelare per diffamazione l’associazione 1799. “Nel manifesto si fa riferimento alla particella di un comparto urbanistico – spiega Antonio Toscano, della civica Idea Pomigliano – che era già contenuto nel precedente piano regolatore e il cui proprietario ha con me un grado di affinità, e non di parentela, che mi avrebbe potuto consentire di rimanere in consiglio comunale votando. E invece al momento del voto mi sono allontanato dall’aula per l’etica e la correttezza che mi hanno sempre contraddistinto umanamente e politicamente. Gli autori del manifesto strumentalizzano con azioni menzognere neppure degne della loro trascorsa e ormai oscura esperienza politica sul territorio”.

Sdegno anche da parte di Raffaella Morra, capogruppo in consiglio di Insieme per il Futuro. “E’ l’ennesimo tentativo di diffamazione – le parole di Morra – io, al solo fine di evitare sterili strumentalizzazioni, mi sono astenuta dalla votazione relativa a una particella di terreno che, in passato, era stata di proprietà di mio fratello per un terzo. Un terreno che aveva già destinazione sportiva e che peraltro è stato oggetto di vendita a marzo scorso, cioè ben tre mesi prima dell’approvazione del nuovo piano urbanistico”.

“In quel manifesto – conclude Marianna Manna, consigliera della lista Pomigliano 2020 –  ci sono soltanto supposizioni tendenti all’insulto. La firma è quella di un’associazione mossa dal livore della sconfitta pesante dovuta a una cecità che ha smarrito il proprio senso umano, le proprie donne ed i propri uomini, sacrificandoli sull’altare dell’egocentrismo, del cinismo e di una pertinace ricerca dell’eterno”.

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