La famiglia sotto sfratto aveva occupato per disperazione la casa abbandonata del custode di una scuola elementare. Quindi, lo sgombero. Ora sono di nuovo nell’alloggio, privo del prezioso liquido.
La polizia municipale e i carabinieri li hanno sgomberati dalla scuola, l’altro ieri, dopo tre giorni di occupazione. Subito dopo è scattato l’ennesimo calvario. L’assistenza sociale del comune li ha spediti in una casa famiglia della Caritas, a Somma Vesuviana: una stanzetta in cui Angelo Di Marzo, 47 anni, e la moglie, Giuseppina Panico, di 32, avrebbero dovuto vivere con i loro quattro bambini di 11, 10, 8 anni e, il più piccolo, di 7 mesi. Per uscire dalla casa famiglia, regolata da orari rigidi, Angelo doveva firmare su un registro.
A quel punto però la famiglia Di Marzo non ha resistito. Angelo, Giuseppina e i bimbi hanno raccolto le poche cose che avevano e se ne sono tornati nell’alloggio di via Roma, a Pomigliano, in cui sopravvivono da cinque anni ma da cui dovranno essere sfrattati entro l’8 giugno. Il problema immediato adesso è che quell’appartamento è ancora senz’acqua.Il proprietario ha staccato il contatore. Motivo: non percepisce più l’affitto da un anno e mezzo. Angelo Di marzo fa lo stuccatore. Ma da un pezzo non trova più lavoro.
Nel frattempo fa su e giù per le scale con le taniche piene d’acqua.



