CONDIVIDI

Da qualche giorno si è fermato a Ischia un esemplare di Gru cenerina, in attesa di ripartire per l’Africa con i suoi compagni

 

Portamento elegante e gambe lunghissime. Testa nera con un occhio rosso incorniciato da una striscia di piume bianche che termina sul collo: una gru cenerina Grus grus si aggira da qualche giorno tra gli scogli del lungomare di Sant’Angelo, a Ischia.

A darne notizia sono state le guardie zoofile dell’ENPA – l’ente nazionale per la protezione degli animali – da tempo molto attive sul territorio ischitano.

Dopo la Damigella di Numidia sul lungomare di Napoli, è arrivata a Ischia la “cugina” con una sostanziale differenza, però: mentre la Damigella era scappata a un privato, la gru cenerina è selvatica. È schiva e sospettosa, e si tiene a circa 60-70 metri dai turisti e isolani curiosi di osservarla e fotografarla. Probabilmente si tratta di un individuo in migrazione, che si è fermato per riposarsi e rifocillarsi, in attesa di ripartire verso sud con un gruppo di compagni.

Le gru sono uccelli migratori, che si riproducono dall’Europa centrale fino in Asia e trascorrono l’inverno nella più calda Africa. Non è raro, però, vederle nei nostri cieli proprio in questo periodo: in autunno attraversano l’Italia con stormi molto grandi e vocianti, e spesso si fermano non solo sulle isole, ma anche in zone interne della Campania con prati e zone umide. Ogni anno, per esempio, nell’Oasi WWF Lago di Conza vengono osservate circa 5.000-6.000 gru, in grossi stormi che sorvolano l’area o vi scendono per rifocillarsi.

Visto che solitamente le gru non trascorrono l’inverno da noi, ci si aspetta che l’individuo riparta presto, appena tornato nel pieno delle forze. L’ENPA continua comunque a sorvegliare l’animale, per intervenire in caso di necessità.