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martedì, Ottobre 19, 2021

Parla Abdou, il ragazzino aggredito dal branco di Pomigliano: “Me ne vado in Marocco, qui non mi piace”

“Vado via dall’Italia, è un posto che non mi piace”. Dopo la brutale aggressione subita con il suo amico Marwan dal “solito” branco di bulli, sabato 13 gennaio, nel piazzale antistante il parco pubblico di Pomigliano, Abdou, quindici anni, faccia pulita e sguardo dolcissimo, ha deciso di andare via. E’ partito ieri per il Marocco, sua patria di origine, anche se è nato in Italia, ha la cittadinanza del nostro Paese ed è quindi italiano a tutti gli effetti. Evidentemente però il brutto episodio di cui è rimasto vittima a Pomigliano lo ha spinto a fare questa scelta. Del resto Abdou in Marocco è di casa. Va e viene dalla nazione magrebina, patria dei suoi genitori. Là ha la sua squadra di calcio del cuore, il Wydad Casablanca, campione d’Africa 2017, e tanti amici e parenti che lo aspettano a braccia aperte. Intanto il suo amico Marwan ha deciso di restare, di continuare a studiare nella scuola media Catullo, dove i professori lo stimano e lo assistono al meglio.

Allora Abdou, che cosa pensi di quello che ti è successo ?

“Io me ne vado via da qui, domani parto. Qui non mi piace”

Vai via ? Perché ? Qui è tanto brutto per te ?

“Si, non mi piace. Prima stavo a Varese con i miei genitori. Poi sono venuto qui, dove vivono i miei zii. Ho provato a vedere come fosse questa zona. Ma dopo quello che mi è successo sabato ho deciso di partire, di andarmene in Marocco. Lì i ragazzi sono tranquilli, spensierati. Giochiamo, stiamo insieme in pace. Non succedono le cose che succedono in Italia o comunque io, là, non le ho mai viste o vissute le brutte cose che ho vissuto qui ”
A giudicare dal tuo viso si possono facilmente notare delusione e dispiacere da parte tua. Ma si può anche notare ancora tanta paura…
“E’ stato molto brutto quello che mi è successo. Anzi, quello che ci è successo, a me e a Marwan. Io era appena arrivato a Pomigliano, venivo da Varese. Qui a Pomigliano vivono alcuni miei zii, che abitano accanto alla casa di Marwan. Poi Marwan appena sono arrivato mi ha chiesto di farci un giro dove si ritrovano tutti i ragazzi da queste parti. Quando siamo giunti là, davanti alla villa comunale, stavamo in pace in mezzo a tanti ragazzi e ragazze. Io avevo le cuffie invernali. Stavo ascoltando la musica dal mio telefonino. Marwan era accanto a me. All’improvviso io e lui siamo stati travolti da un gruppo enorme di ragazzi. Io non capivo niente, come non capiva niente Marwan. Però per me la sorpresa è stata più grande perché avendo le cuffie non sentivo i rumori esterni. A un certo punto, mentre mi picchiavano, ho sentito che mi strappavano il telefonino di mano. E alla fine sono scappato. Mi sono rifugiato dentro un bar che sta là vicino”.

Poi che cosa è successo ?

“Poi hanno continuato a picchiare Marwan a terra. Ma improvvisamente hanno smesso e si sono dileguati in pochi secondi. Infine io e il mio amico abbiamo subito chiamato i carabinieri. Anche altri ragazzi che hanno visto quello che è successo hanno chiamato i carabinieri”

Adesso però hai ancora paura ? Tutti qui pensano che tu non debba averne perché sono convinti che i carabinieri li prenderanno i giovani che ti hanno fatto del male

“Non ho molta paura, però l’ho già detto: qui non mi piace”

Sai, hanno arrestato uno di quelli che hanno aggredito te e Marwan. Lo conosci ?

“No, non lo conosco. Io sono venuto qui a Pomigliano per la prima volta solo qualche giorno fa…”

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