
Di seguito il testo che il presidente dell’Ente Parco ha rivolto ai «Vesuviani e alle Vesuviane».
Care Vesuviane/i,
Auguro a tutti voi e alle vostre famiglie un felice anno nuovo, che rappresenti per tutta la nostra comunità l’inizio di una nuova storia di rinascita e riscatto. L’anno che sta per chiudersi è stato per me uno dei più difficili ed impegnativi, sia dal punto di vista professionale che umano. Quando circa un anno e mezzo fa ho ricevuto l’incarico di Presidente dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio dal Ministro dell’Ambiente, ero consapevole della difficoltà che avrei dovuto affrontare: la guida dell’area protetta più complessa del nostro Paese, che oltretutto usciva da molti anni di commissariamento e di blocco amministrativo.
Dopo i primi mesi di presidenza, con la fine del 2016, in cui è stato necessario chiudere la fase commissariale e mettere a punto una strategia di rilancio, il 2017 si era aperto con l’avvio di un programma di lavoro serrato. Lavoro che purtroppo è stato interrotto bruscamente da uno degli attacchi criminali più duri della storia del nostro Parco. In quei giorni drammatici di luglio è stata data alle fiamme una parte molto ingente del patrimonio naturalistico dell’area protetta. Un crimine efferato, che non ha colpito solo l’ambiente e la natura ma anche le coscienze e ferito l’orgoglio di tutto il popolo vesuviano. Dopo la fine dell’emergenza, ho vissuto momenti di grande sconforto, poiché era del tutto evidente che chi aveva appiccato il fuoco fosse intenzionato a fermare il processo di cambiamento che avevamo avviato. E’ stata dura dover subire anche l’attacco di chi ha voluto speculare politicamente e mediatamente sulla tragedia e di chi, magari inconsapevolmente, è caduto nel gioco dei nemici del Parco. Di quelli che, vivendo nell’illegalità e non sopportando le regole e le leggi che il Parco presidia a tutela dell’ambiente, hanno cercato di screditarne l’istituzione. Ma un uomo dello Stato ha il dovere di non fermarsi e di fronte alle difficoltà: deve rimboccarsi le maniche e riprendere il cammino. Così ho fatto e, anche grazie all’impegno prezioso di tutti i membri del Consiglio Direttivo ed al lavoro dei funzionari dell’Ente Parco, in meno di tre mesi abbiamo ridisegnato la strategia di rilancio, approvando “Il Grande Progetto Vesuvio”, stanziando circa 8 milioni di euro con l’approvazione del bilancio di previsione 2018 e avviando la fase di progettazione dei primi interventi di riqualificazione. Quasi un miracolo rispetto ai tempi della burocrazia italiana. Ora che il percorso è tracciato, lavoreremo con il massimo sforzo per realizzare i progetti nel minor tempo possibile.
Ma il 2017 non è stato soltanto l’anno del terribile incendio ma anche l’anno in cui l’Ente Parco ha riacquistato la centralità che merita nel quadro istituzionale e che aveva perso. Ho lavorato con impegno per recuperare la relazione soprattutto con i Sindaci della Comunità del Parco, ma anche con gli enti sovracomunali come Città Metropolitana e Regione Campania. Il tema della tutela dell’area protetta e del rilancio del Parco è finalmente tornato al centro del dibattito politico del nostro territorio, dopo essere stato per anni marginale se non del tutto assente.
Anche sul piano della promozione, su cui c’era stata una forte battuta d’arresto negli ultimi dodici mesi, come Ente Parco abbiamo messo in campo molte iniziative per la valorizzazione del territorio ed in particolare delle eccellenze enogastronomiche che esso esprime.
Il 2017 è stato anche l’anno in cui il Parco si è aperto allo sport, grazie a due manifestazioni di livello nazionale, la Vesuvio Mountanibike Race e la Vesuvio Sky Marathon. Due eventi che hanno permesso a migliaia di sportivi di poter gareggiare in uno degli scenari più belli al mondo, con buone ricadute sull’indotto turistico. Sono molto orgoglioso del fatto che l’Ente Parco sia tornato ad investire in Educazione Ambientale (gli ultimi progetti erano fermi al 2007). Con la creazione della “Rete delle scuole del Parco” e l’avvio del progetto “Mille giovani per il Parco” è iniziato un percorso culturale ed educativo che coinvolgerà circa mille studenti delle scuole dei tredici comuni della Comunità.
Prima di salutarvi vorrei rivolgere un ringraziamento particolare al Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti per aver aiutato e supportato il percorso di rinascita che abbiamo avviato e per essermi stato sempre vicino, non solo dal punto di vista istituzionale, ma anche personale e umano.
Questa è la Terra in cui sono nato e che amo da sempre e continuerò a lottare per lasciarla ai nostri figli migliore di come l’abbiamo ereditata.



