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Ottaviano, Liceo “Diaz”: la fanfara suona “Fratelli d’Italia” e il “Silenzio”, e ci fa scoprire che sappiamo ancora emozionarci…

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La fanfara dei bersaglieri ha “infiammato” la manifestazione che l’assessore alla Cultura, dott.ssa Virginia Nappo, ha organizzato,con la preziosa collaborazione degli Istituti cittadini, per celebrare gli Ottajanesi che parteciparono alla Grande Guerra e per ricordare l’ attenzione che il generale Armando Diaz riservò sempre alla città di Ottajano. E la città ha dimostrato la sua gratitudine intitolando a Diaz il Liceo e un Circolo, che è stato a lungo tra i Circoli più importanti del territorio.

 

Mercoledì 5 dicembre, nel cortile della sede del Liceo “ A.Diaz”, a via Peano: la fanfara dell’ VIII Reggimento dei Bersaglieri, il Reggimento del Mito, suona “Fratelli d’Italia”, e i ragazzi, dopo le prime note, alzano gli occhi dagli smartphone, e ascoltano sorpresi, meravigliati, affascinati, e noi, i meno giovani, ci arrendiamo a una commozione visibile, sotto l’impeto di immagini e di ricordi che irrompono dal passato. Non è retorica: è emozione pura, vitale, e la sua forza e la sua bellezza diventano ancora più intense quando la magnifica “tromba” della fanfara esegue il “Silenzio”. Una giornata così ne vale cento: si era aperta, la giornata, con la scena dei ragazzi che a piazza Mercato chiedevano di fotografarsi con i bersaglieri. Di intenso valore simbolico è stato anche il momento degli”onori” che la fanfara ha reso alla bandiera “alzata” al centro del cortile: al Liceo la donò l’UNMS, e ai rappresentanti dell’Istituto la consegnò, il 4 novembre 2017, il  generale C.d’ A. Francesco De Leverano.

Il prof. arch. Sebastiano Pesce, dirigente del Liceo “A.Diaz”, che ha ospitato la manifestazione, e i proff. Vincenzo De Falco, Anna Fornaro e Rosanna Maria Ferraro, dirigenti, rispettivamente, dell’ Isis “Luigi de’ Medici” e degli I. C. “Mimmo Beneventano” e “San Gennarello”, hanno condiviso la proposta dell’  assessore alla Cultura e alla Scuola, dott.ssa Virginia Nappo, di celebrare  il centenario della Grande Guerra e la memoria degli Ottajanesi che combatterono, che persero la vita, che conquistarono medaglie e diplomi d’onore, e di parlare ai giovani delle solide relazioni di amicizia che legarono Armando Diaz ad alcune famiglie di Ottajano, e dell’attenzione che egli dedicò, sempre, alle vicende della città. E proprio queste solide relazioni spiegano perché portano il nome del Duca della Vittoria non solo il Liceo, ma anche un Circolo che è tra i più antichi del territorio.

Era dunque indispensabile che la manifestazione ottavianese avesse un rilievo e una struttura particolari, che solo la fanfara del glorioso VIII Reggimento dei Bersaglieri poteva configurare con immediatezza. Nel segno di queste certezze l’assessore, dott.ssa Virginia Nappo, ha disegnato uno splendido progetto, e lo ha realizzato con l’aiuto dei dirigenti, dei docenti, e degli alunni: ma mi permetto di sottolineare anche la sostanza del contributo che la prof.ssa Vittoria Criscione ha dato, con il suo impegno e con la sua tenacia, al compimento dell’opera. Dopo il concerto della fanfara, che ha colorato le nostre emozioni con una nota struggente di armonie “laiche” eseguendo anche la musica di alcune famose canzoni napoletane, si è aperto il convegno, e il Dirigente prof. Sebastiano Pesce, la dott.ssa Virginia Nappo, il gen. Carmine De Pascale, il ten.col. Antonio Grilletto e il comm. dott. Carmine Diez, dirigente UNMS, hanno illustrato l’importanza e il significato di manifestazioni che ricordano a tutti i cittadini la misura e la sostanza dei valori su cui è costruita l’identità storica del popolo italiano, e i meriti di coloro che sacrificarono la vita e gli anni della giovinezza per ampliare e consolidare gli spazi di quella identità, e per garantire la libertà alle generazioni successive.

La nipote di E.A.Mario, Delia Catalano, ha fatto notare, nel suo breve intervento, che suo nonno ha scritto le canzoni più significative delle due Guerre Mondiali, “La canzone del Piave”- un inno più che una canzone – e, con Nicolardi, quella “Tammurriata Nera”, in cui si racconta un dramma umano che, tra il 1943 e il 1945, caratterizzò le vita quotidiana in una Napoli presidiata dagli Anglo-Americani  liberatori. Raffaella De Stefano, docente di Storia e Filosofia presso il Liceo “ A. Diaz” ha raccontato da par suo, con levità, brillantezza e profondità, le vicende che portarono, nel 1917, alla disfatta di Caporetto e alle dimissioni di Luigi Cadorna, e consentirono a Vittorio Emanuele III di affidare il comando supremo dell’esercito al generale Armando Diaz, al quale toccò il compito di risollevare il morale dei soldati e di apportare alla tattica e alla strategia quelle radicali modifiche che consentirono il  trionfo di Vittorio Veneto. La “lectio” della prof.ssa De Stefano si è innestata nel discorso – per immagini e parole – di uno splendido video in cui gli alunni del Liceo hanno coordinato i documenti che raccontano la storia del rapporto tra Ottajano e il Duca della Vittoria, a partire dai giorni terribili dell’eruzione del 1906 fino ai primi anni del dopoguerra, quando Diaz divenne Ministro.

Ho aggiunto poche note. Ho ricordato che Diaz faceva parte di quel gruppo di alti funzionari, di intellettuali e di artisti napoletani, la Serao, E. A.Mario, Mario Costa, Gaetano Miranda, Elvira Donnarumma, che frequentavano, a Ottajano, le ville degli Scudieri, dei Bifulco, dei Menichini, dei Galliano e dei Pisanti. Ho parlato della canzone “Campagna vesuviana” che E.A. Mario dedicò a Ottajano, e della canzone “Lariulà” che Mario Costa dedicò a Donna Evelina Gallone, moglie dell’ultimo principe di Ottajano e sfolgorante protagonista dei salotti napoletani. Ho ricordato che, dopo l’eruzione del 1906, Armando Diaz e il duca d’Aosta fecero in modo che Vittorio Emanuele III rinunciasse al suo progetto di abbattere ciò che della nostra città restava ancora in piedi e di trasferire, per sempre, gli Ottajanesi nel Lazio meridionale. Di questa attenzione costante che il Duca della Vittoria riservò  a Ottajano sono testimonianza tangibile i diplomi d’onore concessi ai caduti e ai reduci ottajanesi: e alcuni di questi diplomi, conservati nell’archivio comunale, sono stati esposti in mostra nella sede di via Camillo Peano. Inoltre, venne accordato al Ginnasio il privilegio di conservare un cannone proveniente dal bottino di guerra e il “Bollettino della vittoria” inciso su una lastra fatta con il bronzo fornito da quel bottino. Il cannone e il “Bollettino” hanno ricordato a  generazioni di alunni del “Diaz”, e certamente continuano a ricordarli agli alunni di oggi, i nomi degli eroi che avevano frequentato l’Istituto e che sui campi di battaglia della grande guerra vollero e seppero percorrere i sentieri del sacrificio e della gloria.

In un altro articolo si discorrerà del concorso che l’Amministrazione Comunale ha bandito sul tema, riservandolo agli alunni ottavianesi, e degli interessanti “prodotti” della loro creatività.

La manifestazione è stata “moderata” con mano maestra dal dott. Gennaro Galantuomo, che ha messo nella conduzione il sapere e l’arte del giornalista, l’attenzione dello storico, la passione che la divisa accende, per sempre, in chi la indossa.