
Il candidato sindaco di Idea Comune, Progressisti per Ottaviano, Ottaviano Democratica, Con Nocerino per Ottaviano, Famiglia Tradizione Solidarietà per la Rinascita di Ottaviano, Liberta Democrazia Progresso, ha chiuso la campagna elettorale ieri sera in piazza Municipio, sullo stesso palco dove mezz’ora dopo sarebbe salito il suo avversario, Luca Capasso. In una serata sobria, la candidata di Ldp Brigida Saviano ha offerto via via il microfono ai rappresentanti delle liste per lasciare poi la scena ad Andrea Nocerino.
Ha iniziato Michele La Pietra (capolista Ldp), con un appello ai giovani, alle future generazioni. «Date fiducia a questa coalizione che si presenta con grande umiltà, ma con un progetto di alto profilo e qualità. Abbiamo il dovere di trasmettere un segnale importante, che restituisca fiducia nella politica: noi cureremo gli interessi legittimi della comunità perché quest’ultima non si affida a chi antepone gli interessi personali a quelli collettivi». «Consentiamo ad Andrea Nocerino, un galantuomo, di prendere in mano il timone del Comune, offriamo a tutti gli ottavianesi una vita normale».
Lo slogan che un altro capolista, Francesco Ciniglio (Ottaviano Democratica) ha scelto per la sua campagna elettorale è: «Non possiamo stare a guardare». «Mi aspettavo di più dal sindaco in carica – ha detto dal palco –ho trovato invece un modo di fare politica vecchio, un pensiero unico basato sulla scarsa partecipazione della città alle decisioni, non ho visto grandi scelte strategiche: Ottaviano merita di più e lo dico anche sulla scorta degli errori da me fatti nel passato. Noi l’idea per il paese l’abbiamo, basata su cose semplici e allo stesso tempo ambiziose: abbiamo un piano regolatore, abbiamo un centro storico importante, dobbiamo fare in modo che le aziende vengano ad investire ad Ottaviano: senza lavoro non c’è alcuna prospettiva di società». Poi, Ciniglio ha lasciato alla platea l’appello a votare per il progetto di «cambiamento e innovazione».
Felice Picariello, consigliere uscente e capolista di Idea Comune ha deprecato le volgarità che hanno caratterizzato questa campagna elettorale, a cominciare dai volantini anonimi. «Laddove ci fosse un’azione legale siamo pronti a costituirci contro chi, in modo vigliacco, manifesta la politica in questa maniera. Noi siamo persone perbene, ciascuno di noi qui poteva avere ambizioni personali come una candidatura alla carica di sindaco, ma la responsabilità ha prevalso in favore di un progetto politico per questa città». Sulle ideologie: «Chi oggi ci definisce accozzaglia, commette un grave errore di valutazione. In politica le sintesi sono cosa antica, le si può fare intorno ad un interesse per esempio, noi invece l’abbiamo fatta intorno ad una grande idea». Atteggiamento post-ideologico, è la definizione utilizzata da Picariello. «La diversità è un punto di forza». «In questi anni di sicuro sono stati fatti sforzi, ma ad un certo momento del mio cammino politico ho preso delle decisioni, però nessuno potrà contestarmi il coraggio di difendere le mie idee: l’ho fatto nei consigli comunali, nelle commissioni, nelle piazze, non ho mai chiesto favori personali e non sono rimasto sul carro dei vincitori come avrei potuto fare. Noi dalla politica non vogliamo nulla: confrontate i programmi, leggete i nomi degli uomini in campo e votate liberamente». Picariello ha anche evidenziato un tema caro da sempre ad alcuni politici dell’area vesuviana: quello dei mancati ristori a fronte della legge 21 sulla Zona Rossa per il rischio Vesuvio che prevede vincoli stringenti, senza che siano state applicate – oramai da più di un decennio, le misure compensative.
L’intervento di Michele Saviano, già sindaco della città e capolista dei Progressisti per Ottaviano, era quello più atteso, considerando che la sera prima – nella piazza di San Gennarello – era stato duramente attaccato da un candidato al consiglio comunale delle fila di Capasso. Prima però ha sottolineato l’orientamento del programma di governo presentato dalla coalizione di Nocerino: punti di sviluppo sostenibile, un occhio di riguardo ai giovani, al turismo, alle fasce deboli, alla partecipazione, alle strutture sportive, alla legalità, alla trasparenza. «Di contro – ha proseguito – non ho traccia di progetti o programmi politici nelle coalizioni alternative, ho solo visto attacchi ponderati alla mia persona, come se fossi io il candidato sindaco di Ottaviano. Invito perciò Andrea a ribadire che il candidato è lui, io sono solo un medico che si candida al ruolo di consigliere comunale, penso che questo non debba far paura. Comincio ad avere il sospetto che anche la serata in cui ci hanno contestato alla Zabatta ci fosse di mezzo un attacco pilotato. In queste settimane abbiamo rilevato una strumentalizzazione nei confronti dei bambini e, rimarco, ne hanno colpa anche insegnanti e docenti. Il sindaco Capasso ha trovato maniera di replicare dicendo che tanti anni fa io non sono stato presente nelle scuole, ebbene è a Luca che voglio ricordare alcune cose: al mio nome è legato l’intitolazione a Mimmo Beneventano di un plesso scolastico, oltre che una strada dedicata a Pasquale Cappuccio. A me è stata conferita, ma forse questo lui non lo sa, l’alta onorificenza di “Difensore dei bambini” da parte del comitato italiano dell’Unicef. Io ci lavoro, con i bambini. Non mi è mai balenata l’idea di strumentalizzarli per fini elettorali». Infine, Saviano ha deciso di replicare agli attacchi arrivati la sera prima da San Gennarello e lo ha fatto con veemenza, senza mai nominare chi glieli aveva sferrati. Ha usato parole forti, l’ex sindaco: «Contro di me parole lette in cattivo italiano e senza anima. Del resto, come può metterci l’anima qualcuno che non ce l’ha? Da un individuo con il quale ho difficoltà anche ad interloquire da lontano. Perché, per bagaglio culturale e da persona libera quale sono, non interloquisco con personaggi che rappresentano l’antitesi della politica nobile e che per me sono l’emblema del malaffare. Chiedo a Luca Capasso – al quale riconosco onestà intellettuale – se non ritenga opportuno dire qualche parola su un intervento violento ai danni di una persona per bene. Come a coloro che – dall’altra parte – mi danno l’onore di assistere i loro bambini, vorrei chiedere se anche loro la pensano così giacché non hanno proferito parola». «Per il bene di questa città – ha poi concluso – noi garantiremo legalità, trasparenza, chiarezza negli appalti, rotazione degli incarichi, alte figure professionali, diremo no al familismo e al nepotismo e ne saremo garanti: Auguri di Liberazione».
Il candidato sindaco ha letto il suo intervento, accolto dagli applausi della piazza. «Alla candidatura – ha esordito Andrea Nocerino – è stato il dovere morale di impegnarmi, quello di assicurare ai nostri figli un paese vivibile con le infrastrutture necessarie. Siamo ben consci che le entrate comunali non consentono opere faraoniche, il nostro programma è fatto da dodici punti di possibile attuazione. Questa campagna elettorale è stata un bagno di democrazia, di partecipazione, di felicità e sono contento di aver visto tanti giovani riavvicinarsi alla politica, scoprire l’entusiasmo e l’energia che si prova nel mettersi in gioco. Puntare sui giovani è la vera svolta. Il mio, il nostro, impegno sarà la centralità del cittadino, la ripresa economica, il miglioramento della qualità della vita. La politica deve essere strategica, lungimirante, con pianificazione di interventi: tutto questo è mancato negli ultimi anni e Ottaviano necessita ora di un cambio di passo, di mettere in campo tutte le energie per aumentare l’occupazione giovanile, per far sì che gli industriali vesuviani scelgano il nostro territorio per investire, occorre restituire dignità alla città a fronte di scelte politiche errate. Siamo qui per cambiare Ottaviano in meglio, con lungimiranza, rendendo i cittadini protagonisti». Ha poi precisato, il candidato sindaco: «Il tempo degli altri visti come nemici deve finire subito, ma ad Ottaviano è tempo che le cose cambino, che si inizi a respirare il futuro, quello che da tempo non si respira. Noi abbiamo messo in secondo piano le ideologie per un fine alto, il bene comune. Se qualcuno si decidesse finalmente a cambiare idea e pensasse ad ascoltare le persone, invece di perdere tempo a screditare gli altri, farebbe il suo dovere. Il nostro programma è basato sulle esigenze dei cittadini, non faremo alcun “patto con il diavolo”, tentando di costruire una Ottaviano a misura d’uomo. A chi lamenta la mia assenza dalle piazze, a chi chiede dov’ero finora, rispondo con i numeri: duecento interventi in consiglio comunale, milleduecento emendamenti, cinquecento presenze in commissione comunale con gettoni di presenza devoluti sempre per il sociale». Ha chiuso Nocerino, con una frecciata all’indirizzo del suo avversario, il sindaco Luca Capasso: «Parlano di continuità, invece emergono fin d’ora velleità di candidature regionali che porterebbero inevitabilmente a dimissioni anticipate. Noi porteremo energia, passione, competenza, serenità, siamo ciò di cui ha bisogno Ottaviano».
Qui le liste per Nocerino: andrea nocerino


















