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venerdì, Dicembre 3, 2021

“Operetta Burlesca”, il “nudo” di Emma Dante di scena al Bellini

Sarà di scena, al teatro Bellini di Napoli sino a domenica 3 aprile, lo spettacolo scritto e diretto da Emma Dante “Operetta Burlesca”. Una produzione Sud Costa Occidentale interpretata da Viola Carinci, Roberto Galbo, Francesco Guida e Carmine Maringola. Coreografie di Davide Celona e luci di Cristian Zucaro. 

Come mettersi a nudo di fronte al pubblico?”. Emma Dante risponde a quest’interrogativo, costruendo una favola fatta di luci ed ombre, musica, poesia e danza. L’Operetta Burlesca di scena al teatro Bellini di Napoli sino al prossimo 3 aprile, stupisce e diverte. Sulla scena quattro bambole gonfiabili calate giù dall’alto e sospese nel nulla. Corpi, carne da macello per farci pettegolezzi. Sul palcoscenico disseminate, una miriade di scarpe, tante, colorate, scarpe di donna, quella che il protagonista vorrebbe essere. Una prigione dell’anima costruita ad hoc tra abiti, che “non si possono indossare in pubblico” e scarpe, che ricordano un amore infranto. Pochi attori, ma essenziali, perché la storia ha un solo vero protagonista. Non un uomo, non una donna, ma una creatura fatta di luce ed anima, che ha bisogno di mostrarsi al pubblico. Pietro (Carmine Maringola), nato da genitori siciliani, vive in un paesino di provincia, dove lavora nella pompa di benzina di suo padre. Nato il giorno della festa di Santa Rosa il 23 agosto, ha quarant’anni circa quando incontra il suo primo amore corrisposto. Un altro uomo (Roberto Galbo), che conosce in una delle sue “fughe” a Napoli. La grande città lo appassiona, qui nessuno lo conosce e può essere chi vuole. Sullo sfondo nero di un buio esistenziale, che incarna la mente di chi racconta, Pietro è voce narrante del suo dramma. Una storia che fa riflettere e al contempo sorridere. L’artista siciliana, Emma Dante, è solita infatti, caratterizzare i suoi personaggi supportandoli dagli umori della vita, in modo da renderli reali agli occhi del pubblico, dove i tratti comuni del suo teatro sono la marginalizzazione e la disperata vitalità incompresa. A questi si unisce il desiderio negato e la ricerca di un’identità. Motori d’azione che convivono in un tono dal gusto kitsch contrapposto a istanti di commovente realtà. Una battuta, un errore, la voglia tutta del sud di non buttarsi giù. Colpisce l’accostamento tra danza e prosa. Pietro si muove come dinanzi ad uno specchio, dove vede sé stesso ritratto da una donna (Viola Carinci), ballerina in carne ed ossa,La trasposizione di sé, della sua anima… forse la sua ombra, la trasposizione di sé, della sua anima… forse la sua ombra. Lei danza “sgraziatamente” con lui, nei suoi momenti solitari vissuti nella propria camera quando può vestire i panni che vuole.  Su tutta la vicenda, si stende il velo delle maldicenze altrui, del populino che, seppure citato, non compare mai. Onnipresenti invece, sono i genitori, interpretati da un unico attore, Francesco Guida, che per diversificarsi usa un ventaglio da donna quando la voce che parla è quella della madre per poi riporlo e scoprirsi il busto quando a parlare è il burbero padre. Pietro, è dunque, un animo femminile non ancora rivelato, che deve trovare la sua vera identità stretto nella morsa di una madre accomodante, ma sottomessa e di un padre oppositivo. Emma Dante, che oltre ad averne scritto il testo ne cura anche la regia, le scene ed i costumi, definisce questo spettacolo “Uno spogliarello dell’anima”.

Lo spettatore, rapito ormai dal testo schietto, veloce, energico e di facile comprensione, viene colto di sorpresa quando gli attori divengono marionette di una danza comune, tra abbracci nudi di corpi avvinghiati bisognosi d’amore. Gli attori si spogliano di tutti i propri abiti, fino a denudarsi completamente, mostrando al pubblico solo la propria anima. Un’atmosfera intima messa in scena con tutta la naturalezza e la poetica visiva della regista palermitana. Bravi di attori in una magistrale rappresentazione dei personaggi.

L’Operetta Burlesca, produzione Sud Costa Occidentale, è una storia fatta di vita con accenno “piumato” al burlesque. La musica è elemento fondamentale dell’opera ed oltre a seguire con le sue note tutta la vicenda ne traccia il destino grazie a “Il terzo fuochista” di Tosca che apre e chiude la pièce, dando un tono circolare all’esistenza umana. Uno spettacolo adatto ad un pubblico adulto dalla mente giovane e sognatrice, che non vuole sedersi in poltrona per assistere al solito copione.

COLPI DI SCENA

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