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Omicidio Korol: individuati i complici. Domani si decide su arresto e carcere per i fratelli Ianuale.

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Proseguono indagini e perquisizioni. Intanto la famiglia di Anatoliy tornerà  a Castello di Cisterna la prossima settimana.

 

Domattina il gip del tribunale di Nola, Sebastiano Napolitano, terrà l’udienza di convalida del fermo a carico dei fratelli Gianluca Ianuale e Marco Di Lorenzo Ianuale, i due giovani, figli dello stesso papà ma di madre diversa, rispettivamente di 21 e di 32 anni, accusati di aver ucciso l’immigrato ucraino 38enne Anatoliy Korol mentre rapinavano il supermercato Piccolo di Castello di Cisterna, a pochi passi dalla casa in cui vivono. Nella stessa udienza di domattina il gip Napolitano deciderà anche sulla richiesta di custodia cautelare per i due giovani trasmessa oggi dal pubblico ministero. Nel frattempo la sensazione è che questa vicenda non si sia chiusa. Proseguono infatti a ritmo serrato le indagini finalizzate all’individuazione dei complici che avrebbero partecipato alla rapina fornendo informazioni, armi e supporto logistico. Secondo le prime indiscrezioni i carabinieri già avrebbero individuato alcuni soggetti coinvolti nella rapina di sabato 29 agosto. Abitano nella 219 di Castello di Cisterna, a circa trecento metri dall’abitazione dei fratelli Ianuale, ubicata nel centrale budello di via Selva, dove c’è pure il supermercato teatro della tragedia. Ieri sera nel rione della ricostruzione i militari hanno effettuato una serie di perquisizioni nelle scale e nelle trombe degli ascensori dei palazzi del blocco centrale, nel cui cortile da sempre c’è un’importante piazza di spaccio. A ogni modo nei giorni scorso gli investigatori avevano già individuato, interrogato e quindi posto sotto indagine due ragazze sospettate di aver fornito aiuto ai due fratelli Ianuale mentre si trovavano nascosti in un edificio nella campagna di Scalea, in Calabria. C’è una rete di complicità da smascherare quindi. I fratelli Ianuale del resto hanno moltissimi amici da queste parti. Basti pensare che il fratello gemello di Gianluca, Roberto, sta ricevendo attraverso i social network una serie ripetuta di attestati di solidarietà da parte di tanti giovani della zona. Una raffica di “mi piace” nella sua pagina facebook in particolare quando il ragazzo scrive parole di sostegno ai fratelli, frasi a volte farcite di stizza e di insulti ai giornalisti. Una violenza malcelata che è il sintomo di una situazione sociale terribile. Ormai il tessuto giovanile della zona è per lo più disastrato. Scarsa istruzione, assenza di prospettive, di lavoro e, in diversi casi, anche la poca voglia di lavorare per qualche spicciolo alla fine del mese. E spesso non si tratta di ragazzi già provenienti da contesti difficili, come nel caso degli Ianuale, che sono i figli del boss detenuto Vincenzo. Spesso si tratta invece di giovani i cui genitori sono operai, impiegati, lavoratori. Genitori che però ormai non riescono con i loro impieghi precari e malpagati a mandare avanti la famiglia. Il contesto, dunque, è di quelli da brivido. Lo stesso contesto in cui ha deciso di fare ritorno Nadia, la vedova di Anatoliy, che tornerà a vivere a Castello di Cisterna tra il 18 e il 19 settembre, dopo aver partecipato ieri, in Ucraina, al funerale di suo marito. Nadia tornerà insieme alle due  figlie, la primogenita di 15 anni e la piccoletta di un anno e mezzo, la bimba che in quella maledetta sera di agosto ha assistito all’assassinio di suo padre stando adagiata all’interno del carrello della spesa.